sanità

Due operatori del reparto di Terapia Intensiva alle prese con il nuovo sistema di monitoraggio (foto concessa da Ausl Bologna)

 

È già operativo e funzionante il nuovo sistema di monitoraggio installato nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale (Tin) dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Una struttura inedita che permetterà di curare con ancora più efficacia e tempestività i bambini nati con patologie complesse. Questo insieme di macchinari supervisionerà tutti i neonati ricoverati nei 17 posti letto disponibili: quattro di terapia intensiva e tredici di subintensiva. L'innovazione tecnologica che mette all'avanguardia il reparto è stata possibile grazie ai 20.000 euro donati dall’associazione "Bimbo Tu".

«È un orgoglio per me riuscire a condurre un progetto di tale importanza», dice Alessandro Arcidiacono, presidente di "Bimbo Tu". «Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza il prezioso aiuto dei nostri sponsor: Rekeep, Coop Reno, Clarins e Linoleum Bologna. Penso alle mamme, ai papà, a tutti i nonni che in questo momento stanno passando momenti difficili perché la nascita del bimbo, che doveva essere una grande gioia, ha avuto invece delle complicazioni. Grazie al centro di monitoraggio riusciremo a garantire una cura migliore per i piccoli pazienti, e questo eleva sicuramente i nostri cuori», conclude Arcidiacono.

«Ci darà la possibilità di fare un monitoraggio continuo e completo di tutti i bambini nati con condizioni generali per le quali potrebbero deperire molto rapidamente. I nuovi macchinari ci aiuteranno a intercettare tempestivamente questi momenti critici e a intervenire in maniera appropriata», spiega Mario Motta, direttore della Neonatologia e della Utin dell'Ospedale Maggiore. «Sarà un grande vantaggio nella routine quotidiana: sia nel monitoraggio dei trend clinici, quindi di frequenza cardiaca, ossigenazione del sangue e frequenza respiratoria, sia nella gestione delle varie problematiche che potrebbero avere questi bambini, in particolare i grossi prematuri», conclude il medico.

Anna Maria Petrini, direttrice generale dell'Azienda Usl di Bologna, sottolinea l'importanza di una donazione fatta alla terapia intensiva neonatale: «Chi finanzia una struttura del genere ha riconosciuto l'importanza di sostenere un reparto dedicato ai piccoli pazienti, migliorando la qualità delle loro cure. Ci tengo a ricordare l'attività che svolgono associazioni, come "Bimbo Tu", per sensibilizzare i donatori e i volontari a sostenere la rete sanitaria pubblica. Anche perché non dimentichiamo che nell’Ospedale Maggiore nascono ogni anno circa 2.400 bambini e solo nel 2025 abbiamo avuto circa 160 ricoveri in terapia intensiva», specifica la direttrice.

Numeri che si inseriscono in un totale di 400 neonati che, lo scorso anno, hanno avuto necessità di assistenza tra terapia intensiva e subintensiva. La nuova centrale di monitoraggio servirà proprio a rendere più efficienti le cure dei bambini nati a rischio e a individuare le instabilità cliniche da cui sono affetti. Ma quali sarebbero le patologie per le quali risulterebbe provvidenziale il monitoraggio della nuova centrale?
«Gravi casi di prematurità, dunque bimbi molto fragili alla nascita; ma anche neonati con problemi di tipo neurologico e che spesso possono andare incontro ad apnea. Sono inoltre molto frequenti gli episodi di bambini colpiti da turbe della frequenza cardiaca», riassume Motta. 

Il nuovo centro è già installato e pronto ad assolvere le proprie mansioni. A lavorarci sono cinque infermieri presenti in Terapia Intensiva Neonatale e due medici che quotidianamente visitano e si occupano dei bambini. Un team di operatori che si avvarrà del moderno sistema di monitoraggio per tenere sott'occhio i parametri vitali di questi neonati, dei quali avranno i dati precisi delle ultime 48 ore. 

 

Medici, dirigenti e sponsor alla conferenza stampa di presentazione del nuovo sistema di monitoraggio (foto di Christian Caporaso)