Tecnopolo

Il presidente della Regione, Michele de Pascale (foto Ansa)

 

«Che fra il governo italiano, l’Unione Europea e l’Onu, a disimpegnarsi su Bologna sia proprio l’Esecutivo è oggettivamente una brutta figura del nostro Paese, non solo nei confronti della Regione, ma anche della città che ha fatto investimenti finalizzati su questo progetto». È un giudizio che non lascia spazio a interpretazioni quello di Michele de Pascale, presidente dell'Emilia-Romagna che, commentando la decisione del governo di trasferire l’agenzia Italia-Meteo a Roma, ha parlato di «una vera e propria figuraccia per l’Italia». 

Una critica dura, e mossa in modo così netto anche perché riguarda un tema dalle prospettive internazionali, dato che a Bologna si aspetta anche l’arrivo di una nuova università dell’Onu sui big data e il cambiamento climatico: «Finché facciamo le figuracce in salsa domestica, magari le gestiamo anche, ma quando veniamo meno a impegni presi con l’Unione Europea e con le Nazioni Unite probabilmente diventiamo poco credibili anche per il futuro». «Al di là di questa perdita che non vogliamo avere - ha continuato de Pascale - c’ anche il tema legato all’attrarre investimenti sia europei che nazionali nella Regione, e per questo bisogna essere credibili». «Se si cambia idea - ha concluso il numero uno di Viale Aldo Moro - basta fare una telefonata e dire “guardate, ci sono dei problemi”. Il fatto grave è che, invece, siamo venuti a saperlo dai lavoratori». 

L’intervento di de Pascale si aggiunge alla lunga serie di polemiche scaturite nei giorni scorsi su questa decisione inaspettata da parte del governo, sulla quale il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e lo stesso presidente si erano espressi in modo netto attraverso un comunicato: «Temiamo sia solo un primo passo verso lo smantellamento dell’agenzia. Spostare ora una realtà come questa significherebbe creare un vuoto proprio nel momento in cui la crisi climatica richiede più integrazione, più capacità previsionale e più coordinamento, soprattutto in un Paese così duramente colpito da eventi climatici estremi come l’Italia». Un appello a cui si era aggiunto anche il vicepresidente della regione Vincenzo Colla che, in un’intervista a "Repubblica", aveva parlato di «una scelta strategica da parte dello Stato, che ha trattato il tutto come fosse semplice burocrazia». 

Parole a cui è seguita anche la richiesta di aprire un tavolo con il governo da parte dello stesso consiglio comunale di Bologna, che nella seduta di lunedì aveva approvato un ordine del giorno proprio per esprimere “contrarietà” al ricollocamento del centro di ricerca meteorologica nella Capitale. Tensioni, quelle tra Roma e la città delle Due Torri, che sono state anche ricalcate al momento del voto nell’aula di Palazzo d’Accursio, dove si sono schierati per il sì i venti sostenitori della giunta Lepore, mentre si sono astenuti i cinque dell’opposizione. Il documento finale è servito quindi per esortare anche il sindaco ad attivarsi con urgenza presso il governo, con l’obiettivo di promuovere un confronto istituzionale con la presidente del Consiglio e i ministri competenti. Con l’entrata in vigore della nuova legge di bilancio, l’agenzia era stata infatti posta sotto commissariamento e affidata al capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, con lo scopo di snellire e velocizzare la struttura. A questa decisione si è anche aggiunta nelle scorse settimane la voce che il governo volesse avocare a sé l’intera struttura, scatenando le polemiche di tutte le istituzioni locali. Uno scontro che si somma alla lunga lista di temi sui quali la città e la Regione si sono confrontati duramente con l’esecutivo, dalla sicurezza ai cpr, passando per città30 e la Garisenda.