Magistratura
Apertura dell'anno giudiziario del Tar dell'Emilia-Romagna (foto di Giulia Carbone)
Il presidente del' Tribunale amministrativo regionale, Paolo Carpentieri, nella relazione con cui ha aperto ufficialmente l'anno giudiziario 2026, ha evidenziato un aumento significativo del numero dei ricorsi presentati dai cittadini, passati infatti dai 1.208 depositati del 2024 ai 2.001 nel 2025. Una sorta di boom, dunque, pari al 65,7%. Ma l'alto magistrato puntualizza: «I numeri sembrano indicare un forte aumento del contenzioso nel 2025. Il dato però è ingannevole perché tiene conto anche dei 947 ricorsi che i docenti precari hanno presentato al Tar per il mancato pagamento, da parte del Ministero dell’istruzione, dei 500 euro per la carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione». C'è dunque un fattore insolito, ne parliamo in un articolo correlato, a spiegare un balzo del genere, dovuto al fatto che la stessa lamentela riguarda il corpo docente.
Una crepa però, quella del mancato pagamento della carta per l’aggiornamento, che costituisce un peso aggiuntivo sui carichi del Tribunale influenzandone inevitabilmente la performance complessiva. Carpentieri, tuttavia, ha segnalato una crescita della produttività che ha permesso «di contenere l’aumento dello stock delle cause pendenti, la maggior parte delle quali sono recentissime: 1.099 nel solo 2025».
Una nota di merito non è mancata nemmeno al Tar di Bologna definito dal giudice Carpentieri «in linea con i migliori standard europei e al di sopra della media nazionale, in grado di dare una prima risposta di giustizia entro un mese dal deposito di ricorso».
Per l’anno 2025 si segnala un incremento delle cause in materia ambientale, 58 a fronte delle 28 dell’anno precedente, e delle cause legate alla sanità pubblica. Sebbene quelle riguardanti gli stranieri hanno fatto segnalare una lieve flessione, quella degli immigrati resta una materia complicata per la magistratura in quanto deve ottenere un compromesso tra diritto internazionale umanitario sovranazionale e gli indirizzi politici che si esprimono nelle leggi parlamentari.
Inoltre, nell’intervento di questa mattina Carpentieri non ha mancato di mettere in luce quello che lui reputa «un eccessivo formalismo della Giustizia amministrativa». «L’eccesso di tutela – ha dichiarato Carpentieri - nuoce all’interesse generale. Essere promossi tramite avvocati o Tar non conviene a nessuno. Non si può risolvere tutto nelle aule giudiziarie».