Il monumento
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore e le Due Torri (collage di foto di Riccardo Ruggeri)
Quale sarà il destino della Torre che si inchinò anche a Dante? La Garisenda, così come la Basilica di San Luca e quella di San Petronio, è un patrimonio della città di Bologna e, per salvarla, la Giunta comunale ha approvato lo stanziamento di 5,5 milioni di euro in finanziamenti per la messa in sicurezza e il montaggio dei tralicci, che avverrà grazie all’installazione delle cosiddette “macchine di Pisa”. Un intervento reso possibile anche grazie alla Regione, che contribuirà a questa somma con quattro milioni di euro, mentre l’iter di approvazione dello stanziamento si concluderà all’inizio di marzo.
Grazie a queste risorse, che non derivano dai 40 milioni inizialmente previsti e poi congelati per il restyling del Dall’Ara, si entrerà finalmente nella parte operativa dei lavori: il cantiere partirà entro la fine di aprile, con l’obiettivo di concludere l’opera nel 2028. Le “macchine di Pisa”, che sono così chiamate poiché utilizzate anche nella torre pendente della città toscana, sono state potenziate con ulteriori strumenti di controllo. Tra questi spiccano i martinetti di nuova generazione che serviranno a garantire una regolazione rigorosa dei carichi da applicare durante la fase di tiro della Torre. Ma, sebbene le macchine siano le stesse, a Bologna l’operatività sarà diversa, dato che le strutture verranno collocate a poco più di 10 metri dalla Garisenda e installate sopra una struttura metallica che raggiungerà circa 20 metri di altezza. La sistemazione sarà possibile grazie alla realizzazione di fondazioni profonde attraverso dei micropali, per quella che è considerata la fase più delicata dell’intervento.
A questo si aggiunge anche un potenziamento nel sistema di monitoraggio delle attività, implementato con un software di controllo dedicato che, come illustrato dal gruppo di esperti e progettisti incaricati per il restauro, sarà installato in una nuova cabina tecnica, garantendo uno scambio di dati e controllo in tempo reale. Il sistema di lettura e perfezionamento dei dati è stato infatti perfezionato grazie a una nuova Control Room, appositamente istituita dal Comune per interpretare eventuali anomalie nella fase di completamento delle opere preliminari, ovvero l’installazione dei micropali e dei plinti di fondazione nella parte nord e ovest della Torre. In questo modo sarà possibile valutare anche eventuali interferenze delle lavorazioni previste o future, dirette o indirette, nel completamento del restauro.
Una volta completata questa prima fase di montaggio dei tralicci e tiraggio della Torre, proseguirà il dialogo con il Governo, come annunciato dal sindaco Matteo Lepore: «Vogliamo continuare a discutere con l’Esecutivo, sia con la parte politica che con quella tecnica. Il ministro alla Cultura, Alessandro Giuli, si era reso disponibile a individuare nuove risorse e nei prossimi mesi lo incontreremo». Parole che certificano come il clima, almeno su questo tema, sia ora più disteso, dopo le minacce di commissariamento dell’opera di restauro da parte del Governo, arrivate quando il Comune aveva deciso di rinunciare per motivi di tempo e per la delicatezza del monumento ai fondi del Pnrr. Critiche erano state mosse anche dalla sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, che aveva accusato Palazzo d’Accursio di scarsa trasparenza nei lavori di consolidamento della Garisenda e di un cantiere in fase di stallo.
Un intervento che segna l’ulteriore passo in avanti per la messa in sicurezza di uno dei più preziosi patrimoni artistici e culturali di Bologna, in emergenza dall’ormai lontano novembre del 2023, quando entrambe le Torri vennero perimetrate con reti e container dopo la prima rilevazione di cedimenti anomali e a rischio crollo.