tradizioni

Luca Ciancabilla (foto concessa dall'intervistato)

 

«Non importa essere credenti: per noi bolognesi la Madonna di San Luca è una protezione, qualcosa di intoccabile». Così Luca Ciancabilla, coordinatore della laurea magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali dell’Università di Bologna, commenta a InCronac@ il furto degli oggetti votivi custoditi accanto all’icona della Madonna di San Luca, ricostruendo la storia dell’opera dal suo arrivo in città a oggi.

Come nasce la presenza della Madonna di San Luca a Bologna?

«Secondo la tradizione l’icona arriva nella seconda metà del XII secolo grazie a un pellegrino greco proveniente da Costantinopoli. Era giunto a Roma con questa immagine attribuita a San Luca evangelista, che sin dal IX secolo si dice avesse realizzato diversi ritratti della Vergine. Nella culla della cristianità gli viene detto di portarla al Colle della Guardia, quello che oggi conosciamo come Colle di San Luca. L’immagine poi viene affidata alle monache che risiedevano lì vicino».

Perché l’icona è coperta da una protezione in metallo?

«La lastra, in rame argentato, viene applicata nella prima metà del Seicento. È una teca fronte-retro tradizionale che serve a proteggere la tavola prima di tutto per evitare danni durante le processioni. Ma serviva anche a difenderla dal consumo devozionale».

Cosa intende per consumo devozionale?

«A queste icone venivano associati dei poteri taumaturgici, e ciò portava i fedeli a voler toccare, baciare, avvicinare le candele all’immagine. Succedeva anche con la Maestà di Santa Maria dei Servi di Cimabue: i fedeli vi appuntavano spille e oggetti preziosi come ex voto».

Oggi questo rapporto è cambiato?

«Sono cambiate le modalità della devozione, che non è più solo religiosa. Oggi il colle è un luogo di pellegrinaggio laico, e qualunque bolognese, credente o meno, si rivolge alla Madonna di San Luca nei momenti di difficoltà come forma di protezione».

Come interpreta quanto accaduto questa notte?

«È un gesto che fa male. Rubare nelle chiese è un’espressione popolare che esiste da sempre. Nei secoli si è rubato ovunque, anche nei luoghi sacri, basti pensare a tutte le storie sulle profanazioni delle tombe dei faraoni in Egitto. Rimane però un gesto brutale. La Madonna di San Luca è intoccabile per i bolognesi, è un bene comune. Quello che è successo ci deve far riflettere sul modo di pensare le immagini sacre e sul rispetto che dobbiamo averne».