Olimpiadi
Uno dei tre salti che le è valso la medaglia (foto Ansa)
Ha sfidato la tempesta e il proprio ginocchio, e alla fine ha vinto lei. Flora Tabanelli, nella finale di Freeski Big Air, è volata oltre la neve, oltre tutto, oltre anche se stessa, con la leggerezza dei fuoriclasse e la determinazione di chi rifiuta di arrendersi, trasformando una gara durissima in un’impresa. A soli 18 anni ha centrato un bronzo storico e per certi versi inatteso, il primo in assoluto per l’Italia nello sci freestyle, scrivendo una pagina che va oltre il podio.
È un sogno che parte da lontano, lungo la strada verso Milano-Cortina, fatta di trionfi ma anche di ostacoli imprevisti. Il 2024 di Flora è stato costellato di successi: la conquista della Coppa del Mondo, sia nella classifica generale sia in quella di specialità, il titolo mondiale nel Big Air e il trionfo agli X-Games. Un percorso esaltante ma logorante, al termine del quale dieci mesi fa aveva confidato a InCronac@ il bisogno di fermarsi: «Posso dire di essere soddisfatta, non poteva andare meglio. Ora abbiamo finito tutte le gare e posso staccare un po’». Una pausa necessaria per arrivare al meglio ai Giochi Invernali: «Punto ad affrontare ancora gare importanti come queste e a perfezionare lo Slopestyle. Nonostante i risultati, ho commesso ancora tanti errori e ci sono cose su cui devo migliorare». E ancora: «L’obiettivo è arrivarci il più preparata possibile: è un evento gigante a cui tutti aspirano. Anche se sono molto vicine, abbiamo un’estate e oltre per farci trovare pronte e voglio sfruttare questo tempo per concentrarmi, imparare e crescere». Poi l’imprevisto che ha rischiato di cambiare tutto. A novembre, durante un allenamento in Austria, una brutta caduta le ha provocato la lesione del legamento crociato del ginocchio destro. Davanti a lei un bivio: operarsi, dicendo addio ai Giochi, oppure tentare la via conservativa e provare a rientrare in tempo. Flora ha scelto di darsi una possibilità. Ha completato la riabilitazione a Torino, al J-Medical, ed è tornata sugli sci a metà gennaio per preparare quella che sarebbe diventata una partecipazione storica. Un cammino iniziato in salita: l’infortunio l’ha costretta a rinunciare alle qualifiche di Slopestyle per concentrarsi sul Big Air, la sua disciplina prediletta, quella in cui aveva già conquistato il titolo mondiale.
Una scelta rivelatasi lungimirante, capace di condurla a un finale da favola. Entrata alle finals dopo il sesto posto ottenuto nelle qualificazioni, Flora atterra un double 1440 impeccabile che le vale il terzo posto a pari merito con la cinese Eileen Gu, alle spalle dell’austriaca Lara Wolf e della canadese Megan Oldham. Resta terza anche dopo la seconda run, dietro Oldham e alla britannica Kirsty Muir, con un 84 che però non basta a blindare la medaglia. Così, al terzo salto, decide di rischiare tutto: un 1620 da 94.25 punti, il miglior punteggio di tutta la finale sul singolo salto. Livigno esplode. Ai fini del computo vengono considerati il secondo e il terzo salto - il 90 iniziale non può essere sommato perché nella stessa direzione del terzo - ma il totale di 178.25 è sufficiente per uno storico bronzo olimpico, la 23ª medaglia azzurra ai Giochi di Milano-Cortina 2026.
Davanti a lei Oldham, al secondo podio dopo il bronzo nello slopestyle, e proprio Eileen Gu, oro nel Big Air a Pechino 2022, quella campionessa che Flora aveva definito «un esempio, capace di unire sport, studio e carriera da modella». Un successo che porta sollievo anche alla famiglia Tabanelli, attenuando l’amarezza per i risultati del fratello Miro, anche lui qualificato ai Giochi ma fermo al 21° posto nelle qualifiche di Big Air e alle fasi preliminari nello slopestyle. Un epilogo sorprendente, considerando che era stata la stessa Flora a descriverlo, con affetto, come «più sportivo di me».
Ora il sogno è realtà e Flora può inseguire anche un obiettivo più silenzioso ma altrettanto importante, diventare un esempio: «L’obiettivo di ogni atleta è far crescere la propria disciplina e sarebbe bellissimo poter essere un punto di riferimento, soprattutto per i giovani che magari la conoscono meno». Perché, al di là delle polemiche e delle telecronache improvvisate, il senso delle Olimpiadi, e dello sport, resta questo: emozionarsi ed emozionare.