sanità
Uno screening alla mammella (foto concessa da Ufficio Stampa Usl Bologna)
«Questo è il modello di sanità pubblica che vogliamo, che difendiamo e su cui continueremo a investire. Una sanità capace di mettere a sistema le sue eccellenze, di fare rete, di darsi modelli organizzativi in cui professionisti, tecnologie e competenze possano essere utilizzati e valorizzati al massimo, sempre e solo nell’interesse dei pazienti». Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alla Salute, Massimo Fabi, hanno introdotto oggi la presentazione della nuova organizzazione interaziendale del Centro di screening e di diagnosi del tumore alla mammella. L’Usl di Bologna e l’Irccs Sant’Orsola insieme per dar vita a una delle strutture più grandi del Paese. Fino a oggi, i centri separati dell’Usl e del Policlinico hanno eseguito, annualmente, più di 90 mila mammografie. Oltre 70 mila nell’ambito dello screening per il quale vengono invitate circa 100 mila donne. Rispondono mediamente sette donne su dieci, e nel 2025 si è assistito a una crescita della percentuale totale, passata dal 72 del 2024 al 77%. La collaborazione interaziendale (Sant'Orsola e Bellaria) ha come obiettivo principale quello di offrire alle donne coinvolte, e invitate a partecipare, un’offerta quanto più omogenea possibile.
«Nella lotta al tumore della mammella - ha detto Alfredo Tafà, direttore della Senologia Interaziendale - la diagnosi precoce oggi fa davvero la differenza. Disponiamo di competenze e di tecnologie che ci consentono di essere precisi e accurati nella diagnosi. Questo nuovo modello organizzativo ci consentirà di mettere a sistema le eccellenze del territorio: parliamo di un team multi-specialistico avanzato, e di una sempre maggiore collaborazione fra le due Breast Unit della città, con la capacità di mettere a sistema diverse competenze e diversi professionisti».
La nuova Senologia Interaziendale si candida così a diventare un punto di riferimento per la prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro al seno, che proprio in Emilia-Romagna ha un tasso di mortalità tra i più bassi in Italia. «Un percorso che migliora l’efficienza e la qualità della cura - ha detto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore - che si inserisce in un servizio pubblico che nonostante le difficoltà continua a mettere in campo politiche innovative e concrete che salvano vite». La struttura così integrata potrà contare su 17 mammografi e 46 professionisti fra personale clinico e assistenziale, in grado di garantire un livello di prestazione altissimo e una maggiore velocità nello smaltimento delle richieste di screening, anticipando le diagnosi e garantendo un intervento di cura, là dove necessario, più rapido ed efficace.
L’unione aziendale si inserisce nel più ampio processo di integrazione nato nel 2009 per fornire una risposta più equa ai cittadini, indipendentemente dal luogo in cui accedono ai servizi e, al contempo, garantire ai professionisti lo sviluppo delle competenze specifiche e realizzare economie di investimenti e di tempo. Oggi sono 31 i servizi operativi integrati che vedono protagoniste le Aziende sanitarie in ambito metropolitano, di cui 16 con capofila l’Azienda Usl di Bologna, 14 con capofila il Policlinico di Sant’Orsola Irccs e una con capofila l’Istituto Ortopedico Rizzoli Irccs. E poi ci sono le reti cliniche interaziendali pensate per garantire appropriati livelli di specializzazione del lavoro e delle competenze professionali e un adeguato aggiornamento tecnologico per una maggiore sicurezza delle prestazioni chirurgiche e specialistiche. Un lavoro coordinato che prosegue anche su altri fronti, con nuovi processi di integrazione che interesseranno l’onco-ematologia, le cure palliative, la riabilitazione e l’area radiologica.