Emergenza Casa
Matteo Lepore intervistato da Cantiere Bologna (foto Cantiere Bologna)
«Da qui a fine mandato vogliamo rimettere sul mercato alcune centinaia di alloggi privati sfitti. È un obiettivo importante perché sono quasi 13.000 gli alloggi privati vuoti, di proprietà di bolognesi che non si fidano ad affittare il proprio alloggio». Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, intervistato da Cantiere Bologna, ha fatto il punto sull'emergenza casa, sulla difficoltà di trovare un appartamento, soprattutto per gli studenti, e sui prezzi sempre più alti degli alloggi, sulla promessa di inizio mandato di immettere sul mercato in dieci anni diecimila abitazioni. «La "Fondazione Abitare", che abbiamo creato per tutelare proprietari e affittuari, garantisce le morosità e la restituzione delle chiavi. Diamo un contributo anche per la ristrutturazione, azzeriamo l'Imu e stiamo avendo delle buone risposte, quindi io penso che questo risultato lo raggiungeremo».
Il Comune, secondo quanto detto dal sindaco, ha già ristrutturato e consegnato 1.300 case di edilizia residenziale pubblica grazie al progetto "Sfitto Zero" e si sta lavorando per rendere più efficiente l'Acer (Azienda casa Emilia-Romagna Bologna metropolitana) per ristrutturare gli immobili pubblici, agendo anche sulle varianti urbanistiche, con la rigenerazione di aree, come quella del Ravone e dell'ex Casaralta che sono «il vero polmone per quanto riguarda l'edilizia in città. Ci sono ulteriori accordi urbanistici alle porte su aree importanti - ha proseguito Lepore - e ci sono nuovi investitori che si stanno interessando alla città. Abbiamo cambiato le regole sull'edilizia sociale, abbiamo aumentato la domanda del piano urbanistico rispetto agli investimenti privati perché Bologna ha bisogno di edilizia sociale e di maggiore collaborazione fra pubblico e privato».
E poi il nodo degli affitti brevi che, dopo le sentenze del Consiglio di Stato e del Tar, ha imposto al Comune un azione incisiva, tanto che «per la prima volta Bologna avrà una regolamentazione degli affitti brevi. L'amministrazione potrà stabilire un limite nelle zone dove ce ne sono troppi, che non significa vietarli in assoluto, ma significa appunto mettere un limitatore, regolamentarli. Complessivamente stiamo investendo 220 milioni di euro di risorse pubbliche per realizzare nuovi appartamenti. Nessuna città in Italia in questo momento sta facendo quello che sta facendo Bologna. I problemi non si risolvono dall'oggi al domani, ci vuole tempo per realizzare nuove case. Ma abbiamo messo in campo tutto quello che si può fare. In più abbiamo l'appoggio della Regione che ha realizzato un piano da 300 milioni insieme alla Banca Europea degli investimenti per far ripartire di nuovo l'edilizia sociale con un obiettivo di 4.000 alloggi in tutta l'Emilia-Romagna. Quindi, se mettiamo a fianco questi due piani è chiara la proporzione e la dimensione del nostro impegno. Il governo a livello nazionale sta investendo meno sull'abitare. Questo lo voglio dire perché siamo in Italia gli unici che stanno investendo risorse per l'abitare».