Ambiente

Alcune opere realizzate con materiali di scarto (foto di Paolopontivi)

 

«Una stessa vocazione, quella della trasformazione. E ciò che accomuna l’economia circolare e l’arte e oggi siamo qui per dimostrare che ciò che gettiamo nei cassonetti può diventare bellezza». Così Irene Priolo, assessore regionale all’ambiente, che ieri (4 febbraio) ha inaugurato la mostra Scart, organizzata da Hera nell’ambito di Art City, visitabile nell’atrio del palazzo della Regione in viale Aldo Moro. Una mostra per consentire di dare un altro volto ai rifiuti e ai materiali di scarto e di recupero che oggi diventano animali colorati, realizzati con carta di giornale, policabornato, barattoli di latta e reti metalliche. Un progetto che da ventotto anni il gruppo Hera porta avanti per rivelare lo stretto rapporto tra attività umana e ambiente, per riflettere sul valore apparente e più profondo delle cose e sensibilizzare ancora una volta la popolazione sul tema della sostenibilità ambientale e sulla corretta gestione e valorizzazione dei rifiuti. «L’archivio di Scart - ha detto Maurizio Giani, direttore marketing Herambiente e ideatore del progetto - comprende più di mille pezzi e questa è solo una selezione delle opere che intendiamo portare in giro per l’Italia per far girare queste creazioni, così come gira l’economia circolare, per avvicinare ancora di più i citttadini e gli utenti alla inaspettata trasformazione del rifiuto in opera d’arte». E anche il concetto stesso di rifiuto cambia prospettiva, si pone sotto una diversa luce, perché se è vero che la tutela dell’ambiente diventa ancora più forte quando dietro di essa c’è una prospettiva di trasformazione, «proprio il rifiuto - conclude Priolo - non esiste più. Esistono delle risorse che noi oggi valorizziamo anche dal punto di vista artistico e così sfuma il concetto stesso di materiale di scarto. Il messaggio che volgiamo lanciare è proprio questo, che si tratta più semplicemente di economia circolare, ma di un ciclo di gestione del rifiuto che si evolve e che diventa arte, diventano oggetti belli da guardare. E si tutela l’ambiente».