Territorio
Le acque dei fiumi Marzeno e Lamone straripate a monte di Faenza, 2024 (foto Ansa)
Due milioni di euro per interventi di prevenzione post-alluvione nella provincia di Forlì-Cesena. Sono il frutto dell’intesa tra la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la Regione Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo. Una piccolo aiuto, se confrontato con le dimensioni di un evento che ha provocato un miliardo e mezzo di danni, ma una buona notizia per le popolazioni romagnole che ancora, a distanza di tre anni dall'alluvione, aspettano dallo Stato più del 30% dei rimborsi il Commissario per la ricostruzione. Non a caso Fabrizio Curcio, ha definito l’accordo «un esempio concreto di collaborazione efficace».
Anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha sottolineato «la capacità di fare rete e di unirsi nella solidarietà», rimarcando dunque il ruolo decisivo di questa sinergia. Allo stesso modo, il presidente della Fondazione, Maurizio Gardini, ha evidenziato come questa intesa rappresenti «un passo concreto nella risposta a un’emergenza che ha profondamente segnato il nostro territorio».
Dopo i danni causati dalle alluvioni, la Regione aveva avviato un programma per la realizzazione di quasi 1.200 opere. È proprio in quest’ottica che la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha stanziato oltre 1,5 milioni di euro in favore dei Comuni colpiti dall’emergenza alluvione; inoltre, ha coordinato pure l’assegnazione di altri 2,9 milioni di euro. Infine, è stata incaricata dalla stessa Intesa Sanpaolo di individuare i destinatari di quattro milioni di euro, destinati sia agli interventi di ripristino sia alle attività di prevenzione. Di questa somma, metà sarà utilizzata per sostenere economicamente le famiglie di Faenza colpite dall’alluvione del settembre 2024. I restanti due milioni sono invece riservati ad attività di studio e progettazione dedicate alla provincia di Forlì-Cesena. L’obiettivo finale è quello di rafforzare la sicurezza del territorio e ridurre, quindi, il rischio di future emergenze.