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Vincenzo Italiano durante Bologna-Milan (foto Ansa)

 

Celtic, Genoa, Milan. Ogni volta per il Bologna è la volta buona per ripartire, ma la ripartenza non arriva. Solo 6 punti nelle ultime undici partite di campionato, 6 su 33. Se la Serie A fosse stata solo le ultime undici giornate il Bologna sarebbe penultimo in classifica, sopra solo al Pisa. Oltre due mesi senza vincere in casa al Dall’Ara, subiti il doppio dei gol realizzati, 11 contro 22, porta sempre violata. Dalla quinta posizione di fine novembre, con i rossoblù che tallonavano le più forti d’Italia e annusavano la zona Champions, alla decima piazza odierna. Sorpassati da Juventus, Como, Atalanta, Lazio e Udinese, esattamente in bilico tra la metà alta e quella bassa della classifica. In Europa League ancora nessun disastro ma comunque del rammarico. Fuori dalle prime otto e costretta ai playoff contro il Brann per un solo punto. Sarebbe bastata una vittoria contro gli scozzesi del Celtic anziché un pareggio, tra l’altro in una partita dominata e con gli avversari in dieci.

Sulla carta il Bologna della dodicesima giornata di campionato, che batteva in trasferta l’Udinese 3 a 0, non è andato da nessuna parte. Non è cambiato l’allenatore, non è cambiato il gioco, nessun sconvolgimento societario, non sono stati venduti i giocatori migliori. 

L’amministratore delegato rossoblù Claudio Fenucci ha parlato di errori dei singoli che sono costati caro. L’allenatore Vincenzo Italiano di mancanza di attenzione e fragilità. Nel mezzo tanti infortuni, alcuni errori arbitrali e una programmazione serrata di incontri, ma niente di tutto questo può spiegare una caduta libera che dura da ormai due mesi senza che si veda il fondo, che va toccato prima di poter risalire. Sembra mancare la testa, soprattutto per le molte partite buttate via. Il pareggio subito all’ultimo minuto contro il Como. La rimonta di tre reti presa dal Genoa. Oltre alle gare in cui in campo è scesa una sola squadra, quella avversaria, come contro Fiorentina e Milan, con interi tempi passati senza che i rossoblù vedessero la porta. 

Il calendario non lascia troppo tempo per ritrovarsi. L'11 febbraio c'è la Lazio per i quarti di finale di Coppa Italia. Il 19  l’andata contro il Brann per continuare la corsa europea, il 26 il ritorno. Il campionato non conosce pause e ogni giornata chi è sopra potenzialmente allunga il vantaggio. 

Fenucci ha dichiarato che nessun obiettivo è stato ridimensionato, vedremo se a Casteldebole suonerà una sveglia nelle prossime due settimane. Chi non ha ancora perso fiducia è il Dall’Ara e tutto il pubblico di tifosi rossoblù, che anche se orfani di vittorie e sotto di tre gol contro il Milan, cantavano e sostenevano i propri giocatori.