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Palazzo d'Accursio, la sede storica del Comune di Bologna (foto Creative Commons)

 

Mentre si affolla l'autobus dei candidati civici alle elezioni amministrative del 2027, Alberto Zanni, l'ultimo sceso in campo per sfidare Matteo Lepore alle amministrative del 2027, è sicuro che sarà necessario «unirsi facendo fronte comune. Non possiamo fare una guerra tra di noi».

Dopo la candidatura dell’imprenditore Alberto Forchielli, prima ha alzato la mano Giovanni Favia, ex consigliere regionale dei 5 Stelle, allontanatosi poi dalla politica e oggi proprietario di diversi locali sotto le Due Torri. Poi proprio Alberto Zanni, presidente nazionale e provinciale di Confabitare, che ha lanciato la sua associazione civica “Una nuova Bologna”. «E nell’ambiente circolano altri nomi, che per ora non sono usciti allo scoperto», svela Zanni.

È facile pensare che un gran numero di candidati civici finisca per avvantaggiare  Lepore, l'avversario dichiarato, e per danneggiare la propria causa. Un fronte che si dimostrerebbe troppo ampio, poco compatto e dunque debole nel costituire una alternativa davvero credibile.

«Tanti candidati – riconosce Zanni - rischiano di indebolire il fronte civico, senza dubbio. Sarebbe un regalo fatto a Lepore. Io ho ottimi rapporti sia con Forchielli sia con Favia, ci siamo scambiati delle idee anche di recente. Non stiamo facendo una lotta tra di noi». Guardando al futuro, dunque, Zanni ritiene che sia necessario convergere in un progetto comune. «Io l’ho già proposto e lo riproporrò più avanti, di confrontarci e decidere insieme come procedere. Adesso la situazione è ancora in via di definizione. Penso che il momento di confronto possa arrivare tra sei o sette mesi. Ma sono fermamente convinto che debba esserci». Probabilmente, dunque, in autunno. «Anche perché per ora siamo in tre, ma non è escluso che tra qualche tempo possano aggiungersi altre voci”. Per ora ognuno punterà a consolidare la propria posizione. «Ciascuno di noi ha il proprio modo di fare politica, i propri contatti e il proprio modo di avvicinare la gente». Anche Favia è d’accordo: «Almeno a sei mesi dalle elezioni, sarà necessario il confronto». Oggi, però, considera positivo questo proliferare di candidati. «Un segno di forza del fronte civico. Essere civici significa volere creare una valida alternativa alla situazione odierna, farsi vedere e mettersi in gioco».

I temi che saranno sul tavolo di confronto comunque sono comuni. «La sicurezza, la viabilità, il degrado e la sporcizia. Poi ognuno ha le proprie sensibilità. Io, ad esempio, sul tema della casa, in qualità di presidente di Confabitare, Favia magari sul commercio, perché è il settore nel quale opera», spiega Zanni.

Ricordando i baluardi della propria candidatura alle amministrative, Zanni mette al primo posto la partecipazione dei cittadini. «Oggi il Comune di Bologna detta le regole e il cittadino è un suddito. Io sono invece convinto che i bolognesi debbano partecipare attivamente nelle decisioni, anche su temi importanti, che hanno potere di rivoluzionare la vita del cittadino. Penso al tram e al passante, su tutti. Bisogna ritornare al concetto che il Comune è al servizio del cittadino, non viceversa». Cruciale, per il presidente di Confabitare, anche la semplificazione della burocrazia, «soprattutto per le pratiche rivolte ai cittadini». Se diventasse sindaco, Zanni istituirebbe un assessorato alla disabilità e alle persone fragili. Oltre a quello alla sicurezza, «con attenzione a quella stradale, anche. I cittadini non si sentono sicuri quando escono di casa. Bologna oggi non è una città sicura». E sul tema della mobilità, Zanni promette «di ridurre le tariffe di autobus e parcheggi , oltre che di garantire fasce orarie di gratuità dei mezzi pubblici, per incentivarne l’utilizzo».

Anche Favia gli fa eco. «Sono per una città con una mobilità che fluidifichi il traffico, non che lo ostacoli, e che non che imponga divieti senza fornire alternative. Anche nella mia precedente esperienza politica mi sono sempre battuto per i diritti sociali, ambientali e delle microimprese, con tutta la burocrazia di cui sono vittima». Il primo obiettivo dell’ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle è quello di «portare al governo di questa città persone che non la voglio usare».