Scuola
Giuseppe Pignataro, docente di economia (foto concessa dall'intervistato)
La vicenda della gara per le mense scolastiche del Comune di Bologna non è destinata, necessariamente, a trasformarsi in un caso: «esistono strategie economiche percorribili per comporre, con equilibrio, le osservazioni di Anac e le esigenze del Comune». A parlare è Giuseppe Pignataro, Professore di Politica Economica all’Alma Mater, che ha espresso con InCronac@ il suo punto di vista sui rilievi dell’Autorità sulla gara di rinnovo del servizio di refezione scolastica.
«Si tratta di individuare – precisa il professore – alternative condivise e valutarne con trasparenza vantaggi e svantaggi». Da un lato, il bando in lotto unico «permette di armonizzare i vari servizi delle mense sotto un solo assegnatario, che però si assume anche costi e rischi»; dall’altro, quello a lotti «favorisce l’inclusione delle piccole e medie imprese, aumentando i livelli di concorrenza interna e potenzialmente la qualità del servizio erogato». Resta centrale anche il tema dei dipendenti. «Per il Comune la tutela dei lavoratori del settore è un punto essenziale, ed è anche per questo che il bando unico viene considerato una soluzione con maggiori garanzie di continuità», continua Pignataro, indicando alcune possibili strade per sciogliere il nodo.
«Un’opzione può essere un bando diviso in lotti con criteri comuni e requisiti minimi, dividendo le scuole in più gruppi tra aziende diverse. Altrimenti, si può assegnare a un grande gestore solo una parte dei servizi, mentre il resto si divide tra le piccole imprese in sotto-lotti per salvaguardare i posti di lavoro. Però, questa apertura al mercato per funzionare ha bisogno di regole uniformate, soprattutto sulle condizioni di riassorbimento del personale».