scuola
Un piatto di pasta servito come pasto in una mensa (foto Ansa)
Sul futuro delle mense scolastiche regna la confusione. Dopo il bando andato deserto e la scadenza della proroga di Camst fissata ad agosto 2026, l'autorità anti-corruzione chiede nuove regole per la gara che viola il codice degli appalti. Il Comune promette di accogliere entro trenta giorni i cambiamenti richiesti dall'Anac, ma mancano ancora candidati alla gestione, e il tempo stringe ogni giorno che passa. Una situazione che preoccupa famiglie e direzioni scolastiche, che consegnano ogni giorno 18.000 pasti alle scuole della città.
Ma facciamo un passo indietro per capire come si è arrivati fin qua. Ad aprile 2025, il Comune ha predisposto una gara d’appalto per il rinnovo del servizio mense fino al 2028, poiché il precedente sarebbe scaduto in agosto dello stesso anno. Vista la complessità del servizio, era prevista un’unica azienda vincitrice che si sarebbe dovuta occupare di tutti i servizi compresi nella refezione scolastica (preparazione dei pasti, distribuzione, igiene, ecc.) e tutte le scuole sul territorio Comunale. Inoltre, tale azienda non avrebbe potuto operare solo con i propri mezzi, ma avrebbe dovuto acquistare dal gestore precedente il cosiddetto “Ribò”, cioè i centri di produzione pasti con attrezzature, personale e procedure già esistenti.
Tuttavia, la gara presenta diversi punti critici sottolineati da Anac: il primo è stata la mancata divisione in lotti del bando, perché limitava la partecipazione delle piccole e medie imprese, vista l’alta cifra di partenza, andando contro la libertà di iniziativa economica privata. Il secondo è stato il trasferimento del ramo d’azienda “Ribò”, un obbligo che vincolava l’operatore e andava oltre i limiti del Codice degli appalti. Il terzo, invece, è stata l’assenza di garanzie per una piena trasparenza e parità di condizioni tra concorrenti.
A complicare la situazione, il fatto che l'ultima gara d'appalto del valore di 105 milioni è stata disertata da tutte le aziende, compresa Camst che finora gestito il servizio e che continuerà a farlo in proroga fino al termine dell'anno scolastico. Il colosso della ristorazione che aderisce alla Lega Coop ha spiegato che i costi di gestione sono diventati troppo elevati.
L’assessore alla scuola Daniele Ara, che ora dovrà trovare una soluzione a questo rompicapo ha commentato così la vicenda: «Nel confronto con Anac abbiamo chiarito le ragioni dietro la struttura del bando, cioè l’interesse pubblico dei cittadini e la qualità dei servizi. I rilievi sono al vaglio dei nostri tecnici e legali per compatibili gli obiettivi pubblici prevalenti con le osservazioni dell’autorità». Dichiarazioni che suggeriscono l'urgenza di Palazzo d'Accursio, che dovrà presentare il nuovo bando, trovare nuove aziende e organizzare il servizio entro sette mesi, se vorrà garantire la refezione anche il prossimo anno con la medesima qualità.