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Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna (foto Ansa)

 

«Da decenni continuiamo a non investire nella prevenzione e poi ci troviamo sempre a rincorrere le emergenze». Sono queste le parole del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, sentito dai giornalisti a margine di un evento pubblico, che riportano al centro del dibattito politico il tema degli investimenti nella prevenzione del rischio idrogeologico.

L’ex sindaco di Ravenna ha sottolineato come il problema non riguardi tanto le risorse stanziate nell’immediato, quanto l’assenza di una strategia strutturale nel lungo periodo: «L’attenzione non deve essere rivolta ai 100 milioni stanziati adesso o ai miliardi che arriveranno, perché questo è un meccanismo ordinario ed è avvenuto così anche in passato. Il vero tema è che non cambia l’ammontare complessivo delle risorse dedicate alla prevenzione». Secondo de Pascale, infatti, dovrebbe essere necessario un impegno politico più deciso e condiviso: «Sarebbe auspicabile che il Parlamento votasse all’unanimità un ordine del giorno che impegni i governi ad aumentare in maniera molto significativa le risorse destinate alla prevenzione».

Il presidente ha poi espresso vicinanza alla Sicilia e alle comunità colpite dalla frana: «Esprimo una solidarietà totale e assoluta e auspico che non ci siano scontri politici. Anche noi abbiamo vissuto situazioni simili e sappiamo quanto le polemiche possano complicare la gestione delle emergenze». Dopodiché ha ricordato di aver avuto in passato confronti accesi con il ministro per la Protezione civile, Sebastiano Musumeci, rimarcando però che in momenti di crisi è fondamentale mantenere un fronte comune: «Dobbiamo essere tutti uniti per difendere e aiutare i territori in difficoltà».

Infine, de Pascale ha richiamato l’attenzione sulla responsabilità collettiva della politica. «Destra e sinistra possono rimpallarsi le colpe, si può guardare al colore politico delle Regioni, ma il dato resta uno: i fondi che il nostro Paese destina alla prevenzione sono sempre stati insufficienti. La reazione che tutti dovrebbero avere è rendere questo tema la priorità delle priorità».