Editoria
Alberto Barachini, sottosegretario all'editoria (foto Ansa)
I dipendenti dell'agenzia Dire sono di nuovo in sciopero oggi e domani per protestare contro l'editore che secondo il sindacato interno ancora una volta non avrebbe mantenuto le promesse. Oggi pomeriggio alle 15.30 il comitato di redazione si è incontrato con il sottosegretario all’editoria Albero Barachini e alcuni membri della Federazione nazionale stampa per valutare un nuovo intervento del governo. Già a gennaio era stata rinnovata la convenzione statale all’agenzia, saltata per i guai giudiziari e i debiti lasciati dal precedente proprietario. In quell’occasione la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva esortato il nuovo proprietario, Stefano Valore, a saldare tutte le mensilità arretrate, ma senza risultati.
Il piano per recuperare gli stipendi mancanti stilato dall’azienda fissava al 30 gennaio il giorno entro cui saldare il salario di dicembre 2025. Ieri la comunicazione che la paga sarà invece divisa in due rate: una da 1.000 euro che arriverà entro il 3 febbraio e il resto a fine marzo. Nessuna novità neppure per i soldi saltati per tutti i dipendenti della redazione romana che a gennaio 2024 furono sospesi per alcune settimane continuando comunque a lavorare.
«Io non posso che inchinarmi davanti alla responsabilità e allo spirito di sacrificio di tutta la mia redazione. Veri professionisti a tutto tondo». Risponde così Nicola Perrone, direttore della Dire, parlando dei giornalisti dell’agenzia di stampa che da anni lavorano senza sapere se a fine mese lo stipendio arriverà o meno.