La manifestazione
I manifestanti pro Pal in Piazza Nettuno (foto di Edoardo Cassanelli)
"Che la memoria di ieri non dimentichi il genocidio di oggi". "Shoah-Nakba una sola memoria". Sono solo alcuni dei messaggi di un piccolo gruppo di manifestanti pro Pal (in media sugli 80 anni d'età) riunitosi in tarda mattinata in piazza Nettuno, in occasione della commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Poco dopo è arrivato in piazza il sindaco Matteo Lepore, accompagnato dall’assessora regionale al Welfare Isabella Conti, per rendere omaggio ai milioni di morti delle stragi nazifasciste, simboleggiati da due corone fuori dalla Salaborsa e da Palazzo Re Enzo: la prima posta sotto la lapide dei civili sterminati e la seconda a fianco di quella dedicata ai militari condotti nei lager (altre corone durante la mattina sono state depositate in giro per la città, in particolare al Memoriale della Shoah, al Dall'Ara sotto la lapide dedicata ad Arpad Weisz, vicino alla lapide delle vittime omosessuali del Giardino di Villa Cassarini e alla Sinagoga di via Finzi).
Prima di compiere il rito istituzionale, il sindaco ha chiesto ai manifestanti di lasciare libero il passaggio, cosa che è stata fatta, con la richiesta però, da parte di uno dei presenti, di aggiungere un pensiero sulle morti a Gaza. Tuttavia, nonostante la sollecitazione, il primo cittadino non ha rilasciato un discorso, avendolo pronunciato poco prima alla sinagoga di via Finzi, sotto la lapide dei bolognesi deportati e mai tornati, assieme al presidente della Comunità Ebraica Daniele De Paz. Così dopo la commemorazione è ritornato in Comune.
I pro Pal sono rimasti al loro posto e la polizia si è schierata, caschi e scudi indosso, in modo da farli arretrare e lasciare libera la piazza. Ci sono stati malumori e cori di disapprovazione, ma il tutto non è sfociato in violenza e il gruppo ha fatto qualche passo indietro seguendo la richiesta delle forze dell’ordine.
Il 27 gennaio ormai è una data che ogni anno porta con sé dibattiti e polemiche di varia natura. Tra i temi attuali emersi in giornata c'è pure quello dell'antisemitismo crescente. Lepore, alla Sinagoga, su questo punto è stato chiaro: «Ricordiamo qui i nostri concittadini deportati, coloro che non fecero ritorno. È importante ricordare affinché cose del genere non accadano più, a maggior ragione ora che l’antisemitismo ha rialzato la testa nel mondo. Bologna, come il resto d’Europa, è sotto l'attacco del linguaggio discriminatorio, e l’antisemitismo è parte di una nuova politica dell’odio che vuole fare dell'altro un avversario fino a toglierlo di mezzo».
Gli fa eco il presidente De Paz, soffermatosi sui dati effettivi legati all’aumento dei casi di antisemitismo nel Paese. «C’è un aumento del 400% degli atti antisemiti in Italia, ma la cosa più sconvolgente è che il 14% degli italiani pensa che gli ebrei debbano essere espulsi dall’Italia, confondendo evidentemente cosa significa essere ebrei, in quanto italiani. Forse questo 14% c’è sempre stato, è un’allerta che dobbiamo sentire tutti».

I poliziotti schierati davanti ai manifestanti (foto di Edoardo Cassanelli)