Calcio

Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna Fc

 

«Nessun ridimensionamento degli obiettivi, questa squadra è competitiva. Bisogna solo ritrovare e mantenere l’entusiasmo dentro e fuori dallo spogliatoio che ci ha accompagnato nella corsa alla Coppa Italia dell’anno scorso». Non crede in una crisi strutturale del Bologna l’amministratore delegato della società, Claudio Fenucci. Tutti i tifosi rossoblù si auguravano che la settimana passata sarebbe stata un punto di svolta per uscire dal momento difficile vissuto dal gruppo di Italiano. Invece a tabellino si registrano solo un pareggio contro il Celtic in Europa League, partita che malgrado la chiara superiorità è stata salvata per i capelli dopo essere andati sotto 2 a 0, e una sconfitta amara contro il Genoa in campionato: tre gol consecutivi subiti che hanno ribaltato il vantaggio di due reti costruito dal Bologna.

«Sono i problemi creati dal giocare ogni tre giorni - spiega Fenucci - non solo sul fisico dei giocatori, ma anche relativamente al minor tempo per preparare le partite con un giorno in meno di riposo e allenamento». Non ci sono dunque secondo l’ad problemi nel gioco del Bologna o nella gestione di Italiano, quanto piuttosto la fatica nel sostenere ritmi così serrati.

«Sapevamo che sarebbero potuti arrivare momenti difficili ed eccoli qui. L’importante è che continuiamo con il buon gioco che sappiamo esprimere. Italiano lascia un’impronta chiara col suo lavoro in panchina. I risultati sono mancati più per disattenzioni dei singoli che per problemi del gruppo».

Gli obiettivi rimangono allora tutti aperti, con un attuale ottavo posto in serie A che non è troppo lontano dalla nona piazza raggiunta nella scorsa stagione. Anche in Europa non si dà per scontata la sfida con gli israeliani del Maccabi Tel Aviv, contro i quali il Bologna può giocarsi l’ultima possibilità di un ingresso diretto agli ottavi della competizione.

Fenucci non cerca giustificazioni neanche negli infortuni subiti - anche se numerosi e importanti «capitano a tutte le squadre» - e nemmeno addossa colpe a scelte arbitrali sbagliate, come quella che ha portato all’espulsione del portiere titolare Skorupski e al primo gol degli avversari in Genoa-Bologna: un rosso dato dal direttore di gara Maresca, reputato errato dalla stessa Commissione arbitrale nazionale, che ha lasciato i rossoblù in dieci e ha influenzato il corso della partita. L’augurio del dirigente bolognese è che la linea generale sull’utilizzo del Var (la tecnologia che consente all’arbitro di rivedere da angoli migliori azioni dubbie) cambi e si abbandoni una corsa vana all’oggettività.

Spazio anche per un commento sulla sessione di calciomercato di gennaio, definita la sessione «dei venditori più che dei compratori. Rimaniamo all’erta per occasioni, ma la rosa è attrezzata sia numericamente che qualitativamente», commenta Fenucci, facendo una parentesi anche sui rinnovi di alcuni giocatori: «Stiamo incontrando gli agenti per definire l’accordo economico, ma dai giocatori abbiamo già ricevuto segnali sulla volontà di vestire ancora la nostra maglia, soprattutto da Freuler e Orsolini. Meno da Lucumì, ma manca ancora un anno e mezzo di contratto per lui».