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Conferenza stampa della ventottesima edizione di Musica Insieme in Ateneo (foto di Federica Cecchi) 

 

La musica come linguaggio universale, capace di parlare ai giovani e di attraversare i momenti più fragili del presente. È questo lo spirito della ventottesima edizione di “Musica Insieme in Ateneo”, presentata in conferenza stampa all’Università di Bologna. Una rassegna che, a quasi trent’anni dalla sua nascita, continua a rinnovarsi restando però fedele alla sua missione di sempre: portare la musica dentro l’Ateneo e renderla un’esperienza condivisa.

Il cartellone 2026 di “Mia” - “Musica Insieme in Ateneo” - si aprirà il 4 febbraio e avrà come uno dei suoi fili conduttori il pianoforte, strumento protagonista di più appuntamenti, ma anche punto di partenza per una riflessione più ampia che intreccia eroismo, fragilità e impegno civile. A inaugurare la stagione sarà Maurizio Baglini, uno dei pianisti italiani più riconosciuti a livello internazionale, con il progetto “Heroica”: un percorso che spazia da Liszt a David Bowie, mettendo in dialogo epoche e linguaggi diversi. Un concerto che invita a interrogarsi sul concetto di eroismo in un tempo segnato da profonde vulnerabilità.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è quello dell’11 marzo, che vedrà sul palco Aeham Ahmad, rifugiato siriano-palestinese noto come “il pianista delle macerie”. Fuggito dalla guerra e residente in Germania dal 2015. Ahmad porterà in scena insieme al batterista Tobias Schulte il progetto “Musica per la Pace”, tratto dall’ultimo album del duo Kanjiru. Un nome che racchiude più significati: in giapponese indica il “sentire”, il “percepire un’emozione”, ma richiama anche la kanjira, piccolo tamburo a cornice della tradizione indiana, strumento che sarà centrale nella performance. Un concerto che diventa testimonianza, in cui la musica si fa resistenza e possibilità di dialogo. Il 1° aprile sarà, invece, la volta del “Tetraktis Percussioni”, quartetto fondato nel 1993 e noto per le sue sperimentazioni e per l’attenzione ai temi dell’impegno civile. Con “Musica differenziata”, il gruppo propone un percorso ironico e poetico che invita a riascoltare i materiali della quotidianità: vetro, umido, indifferenziata diventano suono, ritmo, racconto. Un modo per riflettere sulla sostenibilità ambientale partendo dai piccoli gesti di ogni giorno e riscoprendone la poesia. A chiudere il calendario, il 15 aprile, sarà Carlo Boccadoro, che eseguirà e racconterà “Underwater” di Ludovico Einaudi, un diario intimo che il compositore ha scritto durante il lockdown. Boccadoro è l’unico interprete autorizzato e accompagnerà il pubblico dentro la genesi del lavoro, tra musica e parole.

Durante la conferenza stampa, la presidente della Fondazione Musica Insieme, ha ricordato anche il legame con i concerti al Policlinico Sant’Orsola, dove gli artisti offriranno momenti di musica a pazienti e personale sanitario, riconosciuti come “eroi quotidiani”. A entrare nel dettaglio del programma è stata la direttrice artistica Fulvia De Colle: «Tutti i concerti sono gratuiti per gli studenti e per il personale universitario, mentre per i cittadini il costo è simbolico, dieci euro. Musica Insieme in Ateneo è pensata per i giovani, che non sono solo pubblico ma parte attiva del racconto musicale»

 

 

 Aeham Ahmad il celebre "pianista delle macerie" (foto Ansa)