Giorno della Memoria
Daniele De Paz, presidente della Comunità ebraica di Bologna (foto Ansa)
«L’antisemitismo, nella sua forma più profonda, è qualcosa di non risolto: nonostante gli sforzi e i risultati raggiunti dal dopoguerra a oggi, resta una ferita aperta, capace di riaffiorare con nulla». È un monito netto quello lanciato da Daniele De Paz, presidente della Comunità ebraica di Bologna, intervenuto in Comune durante la presentazione delle iniziative in programma per il Giorno della Memoria.
Un allarme che De Paz lega anche all’attualità internazionale. «Gli ultimi due anni, segnati da una forte e legittima attenzione al conflitto in Medio Oriente, hanno aperto un varco che oggi non possiamo considerare di secondo piano». Perché, avverte, «nell’antisemitismo e in tutto ciò che lo circonda ci sono violenza, intolleranza e rifiuto del dialogo e della conoscenza tra culture diverse».
La ventiseiesima edizione delle iniziative per la Memoria, a 81 anni dalla Liberazione, si inserisce in un contesto che il presidente della Comunità ebraica definisce critico. «In Italia nell’ultimo anno abbiamo registrato un aumento del 400% degli atti antisemiti. È un dato che deve preoccupare non solo la Comunità ebraica, ma ogni istituzione e l’intera società civile». Per De Paz si tratta di «una criticità della nostra società che va affrontata», ribadendo il ruolo centrale della cultura e della conoscenza: «Questo programma di iniziative vuole tracciare verità e storia. Perché storia è verità, ed è un punto che va tenuto saldo».
Il calendario degli appuntamenti del 27 gennaio si aprirà in mattinata all’Università di Bologna con la deposizione di un’installazione floreale nel corridoio di accesso al Rettorato, sotto la targa che ricorda le vittime della persecuzione razziale. Nel pomeriggio, alle 18 in Sala Borsa, è in programma la presentazione del libro di Emanuele Fiano “Sempre con me. Le lezioni della Shoah”, nell’ambito della rassegna “Le voci dei libri”.
In serata, alle 20.30 all’Auditorium Manzoni, tornerà il Concerto della Memoria, giunto alla quinta edizione, a cura della Fondazione Teatro Comunale di Bologna con il supporto della Fondazione del Monte. L’evento, aperto a tutti, gratuito e su prenotazione, sarà replicato anche la mattina per le scuole e intende offrire uno spazio in cui cultura e memoria diventano strumenti di dialogo.
Le iniziative per il Giorno della Memoria si inseriscono in un programma più ampio, esteso a tutta la città metropolitana. Tra gli appuntamenti in calendario figurano la mostra “Senza ritorno” sulla deportazione bolognese tra il 1943 e il 1945, visitabile fino al 31 gennaio, l’esposizione “Perché non accada mai più” allestita in Assemblea legislativa regionale e, dal 25 gennaio, la mostra “Gerarchi in fuga” al Museo ebraico di Bologna. All’Istituto storico Parri sono previsti incontri di approfondimento e appuntamenti dedicati alla memoria femminile nei campi di concentramento.
Un percorso che, come ha sottolineato De Paz, non guarda solo al passato ma interroga il presente: «Il ricordo non può ridursi a una celebrazione rituale. La Memoria è un impegno civile che riguarda tutta la comunità».