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(foto Ansa)
Un modello 3D completamente integrato con dati tematici: solo un assaggio di ciò che potrebbe attendere il progetto bolognese del Gemello Digitale per l'anno in corso. Questa una delle ultime novità emerse dalla seduta congiunta delle commissioni "Scuola, Antimafia, Legalità Democratica, Coesione Sociale, Cultura e Giovani, Europa e Attività Internazionali" e "Urbanistica, Edilizia, Ambiente, Politiche per l'Abitare, Benessere Animali" del Comune, su richiesta delle consigliere Mery De Martino e Giulia Bernagozzi del Partito Democratico.
Quest'anno, il progetto dovrebbe avere una completa integrazione dei modelli civici e geometrici, consentendo simulazioni urbane complete e modelli 3D interattivi che incorporano dati tematici. E si dovrebbe assistere anche al rafforzamento delle funzionalità di cloud e High-Performance Computing (HPC), nonché alla creazione di un "sandbox" per garantire che tutti gli strumenti del progetto rispettino standard di sicurezza, trasparenza e affidabilità. Il coinvolgimento esterno si dovrebbe espandere così con l'introduzione del crowdsourcing di dati, consentendo ai cittadini di contribuire direttamente all'ecosistema informativo.
Il progetto bolognese del Gemello Digitale si compone di due domini interagenti: il Gemello Fisico, incentrato sugli aspetto urbani (edifici, alberi, consumo energetico e isole di calore) e il Gemello Civico, che mira a rendere visibili i gruppi vulnerabili in modo da garantire un'equa elaborazione delle politiche. La piattaforma funge da campo di prova virtuale in cui la città può simulare complessi scenari ipotetici prima di impegnarsi in cambiamenti fisici, come l'impatto delle nuove linee del tram.
Il progetto, guidato dal Comune di Bologna, si avvale della collaborazione di CINECA (per il supercalcolo HPC e la gestione tecnica), dell'Università di Bologna (per la gestione scientifica), di FBK e della Fondazione IU Rusconi Ghigi (per la gestione tecnica e di comunità).