il caso

Luca Vildoza (foto Ansa)

 

Dopo mesi di polemiche, sospese tra un aspro dibattito via social e schermaglie legali, il gip del tribunale di Bologna Alberto Ziroldi ha sciolto la riserva e deciso di non convalidare l’arresto di Luca Vildoza, playmaker argentino della Virtus, accusato insieme alla moglie Milika Tasic di aver provocato alcune lesioni a un’operatrice della Croce Rossa. L’episodio era avvenuto la sera dello scorso 15 ottobre, subito dopo una partita delle Vu Nere, e aveva raccolto grande risonanza proprio per il coinvolgimento di una delle punte di diamante della Virtus. 

Dopo l’arresto iniziale, Vildoza e la moglie furono rimessi in libertà su decisione della Procura, che aveva rinunciato al rito direttissimo. Il giudice si era riservato la decisione dopo l’udienza di convalida di venerdì scorso, un passaggio puramente tecnico e senza effetti sulla loro posizione cautelare. Dalla ricostruzione dei fatti emerge che, al momento dell’intervento della Polizia, l’ambulanza si trovava davanti all’auto di Vildoza e della compagna, e non il contrario. Una circostanza che, secondo Ziroldi, «impone una riflessione sulla versione della persona offesa e rafforza la verosimiglianza delle dichiarazioni rese dagli indagati», i quali hanno riferito che sarebbe stato il mezzo di soccorso a inseguirli e a tagliare loro la strada sui viali. L’inseguimento sarebbe scaturito da un gestaccio rivolto da Vildoza, come ammesso dallo stesso cestista, all’autista dell’ambulanza, fermo in doppia fila mentre utilizzava il cellulare. Non sarebbero tuttavia ravvisabili né lo stato di flagranza, poiché la presunta aggressione era già avvenuta, né quello di quasi flagranza del reato, dato che l’arresto si basava esclusivamente sulle dichiarazioni dell’operatrice e di una collega, «in assenza - secondo il giudice - di una percezione diretta e immediata, da parte degli agenti, di segni o lesioni» riferite dalla donna. La mancanza di questi presupposti ha portato alla non convalida dell’arresto. 

Soddisfazione per la decisione del giudice è arrivata dalla difesa del giocatore argentino. «Siamo molto soddisfatti, è il primo passo verso l’accertamento di una verità che non può che essere quella professata fin dall’inizio dai coniugi Vildoza», ha dichiarato l’avvocato Mattia Grassani, che assiste la coppia insieme alla collega Giulia Maria Bellipario. Nel provvedimento, ha detto il legale, Ziroldi «ribalta letteralmente la ricostruzione del presunto inseguimento, affermando che appare verosimile che sarebbe stato il mezzo di soccorso a inseguire i coniugi e poi a tagliare loro la strada sui viali, e non il contrario». Inoltre, prosegue, «per il gip mancano evidenze circa le lesioni asseritamente procurate alla parte offesa».  «Adesso - ha concluso Grassani - attendiamo la valutazione del pubblico ministero, che non potrà che portare a una richiesta di archiviazione per insussistenza degli elementi utili a sostenere un giudizio». Per la difesa si tratta quindi di «un passo verso la giustizia e una conferma di una giustizia che funziona».