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conferenza bodycam Guglielmo marconi

                                                                                   Nazzaro Ventola, Marco Verga e Paolo Sgroppo con due dipendenti AdB (foto di Giulia Carbone) 

 

L’aeroporto Guglielmo Marconi fa da apripista sul fronte sicurezza. A partire dalla prossima settimana AdB avvierà la sperimentazione delle bodycam sui propri dipendenti. È la prima volta che un’iniziativa del genere viene messa in atto in un aeroporto italiano. Ad annunciarlo in conferenza stampa, questa mattina, l’amministratore delegato e Direttore generale Nazareno Ventola.

Il comunicato arriva a distanza di pochi giorni dalla morte del 34enne Alessandro Ambrosio, il capotreno accoltellato mentre stava raggiungendo a piedi il parcheggio riservato agli operatori dello scalo della stazione centrale di Bologna. Una coincidenza – ha detto il direttore Ventola – drammatica ma non voluta. Gli eventi di aggressioni ai danni dei lavoratori, non sono del resto una novità sull’agenda politica italiana. Per quanto riguarda il personale aeroportuale del Marconi la tendenza sembra in calo ma i numeri restano alti: 96 le segnalazioni nel 2025 a fronte delle 142 del 2024.

Evidentemente, il protocollo anti-aggressione, messo a punto tre anni fa di concerto con i sindacati, ha ottenuto dei risultati: i lavoratori a contatto con il pubblico hanno a disposizione una “linea rossa” con la control room, a cui segnalare situazioni che rischiano di degenerare e che richiedono l’intervento delle forze dell’ordine.

L’introduzione delle bodycam è dunque un ulteriore step di un percorso in continuo divenire. In questa prima fase di breefing – spiega il Direttore Operazioni Aeroportuali Paolo Sgroppo – le bobycam in azione saranno 7 per poi divenire 40 in pieno regime. Di queste, però, solo 25 verranno messe in uso contemporaneamente durante una turnistica di 24h. Le altre, rimarranno di scorta in caso di malfunzionamento e per permettere la ricarica.

I dipendenti Adb interessati all’iniziativa sono quelli impegnati nelle attività di security, sistema automatico di gestione dei bagagli, area di movimento aeromobili, responsabili operazioni Aeroportuali e l’area parcheggi privi di presidi.

Il direttore Sviluppo persone e organizzazione, Marco Verga, nel suo intervento ha assicurato che già 200 dipendenti sono stati appositamente formati: il dipendente avvierà la registrazione esclusivamente nei casi in cui ravvisi rischi concreti per la propria incolumità o per la sicurezza di persone e cose. Il dispositivo, ai fini della privacy, registrerà in locale con una modalità criptata e le immagini potranno essere utilizzate solo a fronte di comportamenti che abbiano o possano avere rilevanza penale.

«Ci auguriamo che possa essere un presidio maggiore e consapevole per evitare episodi di violenza fisica e verbale», ha concluso Ventola.