Basket
Tornik'e Shengelia, ex Virtus Bologna, che vola a canestro (foto Ansa)
«La Virtus punterà molto sulla sfida contro l’Efes». Walter Fuochi, storica penna di "Repubblica", commenta così a InCronac@ il prepartita del match delle 20.30 tra i campioni d’Italia e la corazzata turca, una gara che arriva nel momento più delicato della stagione europea bianconera. Dopo tre sconfitte consecutive, la squadra di Ivanovic è chiamata a ritrovare identità, energia e continuità proprio nella competizione a cui tiene di più: l’Eurolega. Al PalaDozza, le Vu Nere si preparano ad affrontare il ritorno di Cordinier, ora in forza all'Efes, mentre venerdì ci sarà la sfida contro il Barcellona dell’altro ex Shengelia.
La Virtus arriva da tre sconfitte consecutive in Eurolega. Che tipo di reazione si aspetta dalla squadra di Ivanovic questa sera?
«La solita. Puntare molto sulle gare europee. I precedenti hanno dimostrato che le Vu Nere tengono particolarmente a questo tipo di partite, perché i giocatori hanno l’occasione di misurarsi con le squadre migliori».
Nonostante le assenze pesanti, l’Anadolu Efes resta una squadra ricca di talento. Quali insidie vede maggiormente per la Virtus?
«L’Efes ha molti giocatori in grado di risolvere una partita. Ci sono Osmani e Larkin, poi c’è Cordinier, che a Bologna tutti conoscono bene. La squadra è organizzata, strutturata e si è rinforzata sul mercato. Ha diverse assenze ma resta una formazione di qualità costruita per arrivare alla Final Four».
Le sfide contro Cordinier e poi venerdì contro Shengelia, due ex molto amati, potrebbero dare una spinta in più alla Virtus per provare a superare la soglia del 50% di vittorie in Eurolega?
«No, non credo. Non sono avversari percepiti come tali. Sono amici, figure molto apprezzate, soprattutto Shengelia. Sono stati protagonisti delle grandi conquiste dell’ultimo quadriennio. Non c’è antagonismo, né uno stimolo particolare. È un piacere rivedere degli amici, poi ognuno farà la propria partita, ma non c’è animosità».
Hackett ha parlato dell’importanza degli uno contro uno difensivi, soprattutto vicino al ferro. Ritiene che questo sarà davvero il punto di svolta della partita?
«Credo che i pivot saranno marginali per tutto l’anno. La Virtus è stata costruita per avere forza nel reparto esterni e per utilizzare il pivot in un ruolo di supporto. Potrebbero provare a sfruttare le assenze dell’Efes - che mancherà di Poirier e Papagiannis - ma sarebbe un elemento episodico. La forza della squadra è altrove. In Edwards, Morgan, Paiola, Belinelli e in tutti gli esterni. È una scelta strutturale, e i pivot faranno ciò che possono».
Il successo con Reggio Emilia ha mostrato alcuni miglioramenti. Quali sono, a suo avviso, gli aspetti più incoraggianti della prestazione bianconera?
«C’è stata una buona tenuta mentale in una partita resa complicata dall’ottima prova di Reggio. Detto questo, sarei cauto nel parlare di grandi passi avanti. La gara si è decisa all’ultimo secondo contro una squadra della seconda metà della classifica italiana. Missione compiuta, certo, ma la Virtus avrebbe potuto chiudere con un margine maggiore».
A livello generale, come valuta il percorso della Virtus in questa Eurolega sempre più competitiva?
«Oltre le più rosee aspettative. Meglio dell’anno scorso e meglio delle previsioni. Ha sei squadre alle spalle, ha giocato solo tre partite in casa e sei in trasferta, vincendo tutte le gare al PalaDozza contro avversari di alto livello. È sopra le attese, non solo per i numeri ma anche per le sensazioni che sta dando».