Comunali 2027
Cristiano Di Martino (foto concessa dall’intervistato)
Ora che è “sceso in campo”, Alberto Forchielli cerca alleati e il segretario della Lega di Bologna, Cristiano Di Martino, non chiude la porta, anche se la partita è ancora molto lunga. Ma intanto lui ieri c’era ai Magazzini Romagnoli e racconta in un’intervista InCronac@ le sue impressioni sul personaggio e sulle sue proposte, tra temi cari al centrodestra e novità che lasciano alcune perplessità.
Ieri lei era alla presentazione di Forchielli. Cosa pensa di lui?
«Sicuramente mi sta più simpatico di Lepore. Anche se ci vuole poco. Ognuno ha il suo modo di raccontare le cose, però Lepore ha questi modi quasi da Marchese del Grillo. Forchielli è una persona di assoluto valore, capace ed empatica. E ha fatto una prima bella uscita, perché si è presentato avendo studiato le problematiche che abbiamo portato avanti per tanti anni in Consiglio Comunale. Come il tram. Ieri è stato come scoprire che c’è vita su Marte, anche se parliamo di tracce. Non abbiamo incontrato un leone o una pantera».
Pensate di sostenerlo in futuro?
«È un po’ presto, si tratta di un processo molto lungo e mancano ancora due anni. In più, la scelta del candidato sindaco per una grande città è una scelta complessa. Non c’è solo il lato territoriale da convincere, ma anche gli equilibri nazionali da tenere a mente. Saranno i leader nazionali a decidere, ma di solito proponiamo persone che sono del nostro partito».
Cosa l’ha convinta di più?
«Ho condiviso la sua battuta sul fatto che la terza linea del tram se la scordano. È stata una giuggiola per le mie orecchie».
E cosa di meno?
«Ho qualche perplessità sul trasferimento della città fuori dal centro di Bologna. Che approfondimento ha fatto su questa cosa? In Emilia-Romagna c’è un campus universitario a Parma. Ci sono stato e senza la macchina è oggettivamente scomodo arrivarci. E poi non credo che svuotare gli appartamenti degli studenti in centro renderebbe meno problematici da gestire i loro punti di ritrovo, via Zamboni, Piazza Verdi e Piazza Aldrovandi. Sono luoghi storici, i ragazzi ci andrebbero a prescindere, non solo perché abitano a 100 metri».
Quindi qual è il verdetto?
«Tra Forchielli e Lepore sceglierei il primo, ma il cammino è molto lungo. E non mi permetto di fargli la pagella su quello che ha fatto ieri, sui temi di cui ha parlato. Non è nel mio stile».