Supercoppa
Orsolini mentre calcia un rigore in un precedente contro l'Inter (foto Ansa)
Ogni grande viaggio comincia con un piccolo passo. E per il Bologna quel passo arriva domani sera, con l’esordio assoluto nella Supercoppa Italiana contro l’Inter. Un debutto senza precedenti nella storia dei rossoblù che, pur potendo vantare sette scudetti e due Coppe Italia in bacheca, non avevano mai preso parte alla competizione, nata nel 1988, per via di trofei tutti antecedenti a quell’anno.
Un anno che custodisce pagine importanti della storia sportiva ma non solo. Era l’anno in cui la Francia vinceva la sua prima Coppa del Mondo con il Brasile e Mika Häkkinen conquistava il suo primo titolo di Formula 1 con la McLaren battendo Michael Schumacker. In Giappone si accoglieva con stupore il lancio visionario del Gameboy e il debutto assoluto di Pokemon Giallo, l’intuizione dei mostriciattoli tascabili di Satoshi Tajiri che si sarebbe trasformata nel brand più riconosciuto e riconoscibile di tutto il mondo, mentre il pantheon della musica mondiale salutava per sempre due leggende assolute come Frank Sinatra e Lucio Battisti. Ma era anche l’anno in cui in Asia si aggravava la crisi finanziaria, la Russia viveva il dramma del default del rublo e a Roma veniva istituita la Corte Penale Internazionale grazie alla sinergia di 160 paesi. Tutto un altro mondo, insomma. Un mondo in cui della sfida epocale tra Brics e Occidente per il dominio del nuovo millennio non c’era neanche l’ombra. Era tutto un altro mondo anche per i tifosi, che mai si sarebbero aspettati di vedere una competizione italiana disputarsi in Arabia Saudita. Tantomeno la Supercoppa, da sempre la manifestazione apripista del nuovo campionato. Ma si sa, il denaro compra tutto, e in Italia la liquidità è quasi più importante dell’ossigeno. Per questo motivo la sfida si consumerà a Riad, nell’ex Stadio dell’Università Re Sa’ud, ora rinominato Al-Awwal Park, la cui capienza di 25mila spettatori sarà troppo povera per ospitare tutta la passione dei rossoblù. La formula sarà quella delle Final Four, ormai in voga dal 2023: niente più finale secca tra i detentori dello scudetto e vincitori della Coppa Italia, ma ben due semifinali da disputarsi.
I rossoblù potranno sognare per la prima volta la conquista di questo storico trofeo, una coppa sempre bistrattata negli ultimi anni, tanto da essersi aggiudicata il soprannome di “portaombrelli” o di nuovo “trofeo Birra Moretti”. Appellativi che ovviamente scompaiono quando a giocartela ti ci ritrovi proprio tu, e la voglia di portare a casa una coppa è forte quanto la possibile delusione di lasciarla agli avversari. Soprattutto ora che il Bologna ci arriva con quel bagaglio di ricordi da favola che fecero da cornice alla magica notte del 14 maggio contro i rossoneri di Sérgio Conceição, che permise a Saputo e a tutto il team di Casteldebole di vedere sotto i proprio occhi il frutto di tanti anni di lavoro e scelte azzeccate. Questa volta, però, la sfida sarà più dura e per prolungare il soggiorno arabo i ragazzi di Italiano dovranno battere l’Inter capolista di Christian Chivu, a caccia del primo trofeo di questo nuovo ciclo e primi in solitaria in serie A dopo gli ultimi inciampi di Milan e Napoli e la trasferta corsara nella Genova rivitalizzata da De Rossi. I nerazzurri promettono un duello fino all’ultimo pallone, forti di un Lautaro capocannoniere della competizione con sei reti all’attivo e con la volontà di leccarsi le ferite degli ultimi precedenti con i rossoblù, che costarono al Biscione almeno due scudetti, sporcando il romanzesco quadriennio della gestione Inzaghi.
Un ostacolo non facile, ma che il Bologna potrà superare affidandosi a due vecchi bucanieri della Supercoppa: Federico Bernardeschi, due volte vincitore con la Juventus nel 2018 e nel 2020, e Ciro Immobile, che ne ha conquistate due proprio con la Lazio di Simone Inzaghi. L’ultima fu proprio a Riad, nello stesso stadio dove si disputa questa edizione, dove l’Aquila si impose per 3-1 contro i bianconeri di Cristiano Ronaldo, che lì ormai è uno di famiglia. Italiano, che nella conferenza stampa prepartita ha parlato di un Bologna «quarto incomodo della competizione», potrà anche contare su una difesa al completo, grazie al rientro di Vitik e alla conferma di Lucumì, che si è allenato regolarmente insieme a Heggem. Non ci sarà invece Skorupski, ancora ai box dopo l’ultimo infortunio muscolare accusato contro il Napoli.
Se trionferà, il Bologna dovrà vedersela con la vincente tra il Milan di Allegri e il Napoli campione d’Italia di Antonio Conte, che si daranno battaglia questa sera proprio al Al-Awwal Park, lo stadio che ospita le partite interne dell’Al Nassr di Cristiano Ronaldo. Tutte e quattro le squadre porteranno con sé lo stesso bagaglio di ambizione, ma solo una tornerà a casa con la Coppa. Tra le altre difficoltà, pioggia, vento freddo e scuole chiuse accoglieranno i rossoblù, che dovranno far fronte anche a fenomeni meteorologici insoliti per la terra di Maometto. Ma se dalle tempeste più burrascose si accendono i bagliori più forti, chissà che il Bologna non sappia trovare, proprio sotto la pioggia, una nuova coccarda da far brillare nel suo iride.