Recupero artistico
La ricostruzione del trittico (foto di Alberto Biondi)
La sfortunata mostra a Palazzo Fava, tenutasi tra il 2020 e il 2021 in piena pandemia, era stata fino a ora l'unica occasione di vedere riuniti i 16 pezzi che compongono il polittico Griffoni. Da oggi però, dopo sei secoli, l'opera rinascimentale torna visibile a tutti all'interno della basilica di San Petronio, nella cappella San Vincenzo Ferrer. Non gli originali, che hanno fatto ritorno da anni nei nove diversi musei che li ospitano, ma foto ad altissima risoluzione delle opere dipinte da Francesco del Cossa e Ercole de' Roberti tra il 1470 e il 1473.
Gli scatti sono stati inseriti in un supporto che riproduce le forme dell'originale pala lignea che ospitava il polittico e coperte da cinque strati di plexiglass dello spessore di un centimetro l'uno, capaci di esaltare i colori accesi dei dipinti. A chiudere il progetto di ricostruzione dell'aspetto originario del polittico attraverso le foto, progettato dall'agenzia di comunicazione Mediamorphosis e realizzato dagli esperti di allestimenti di Quadricroma, sarà un'illuminazione che si adatti alle caratteristiche riflettenti del plexiglass.
I singoli pezzi che compongono la pala hanno vissuto sostanzialmente due vite. Furono pensati e realizzati come unica commissionata dalla famiglia Griffoni per la propria cappella dentro San Petronio, dove vennero separati tra il 1725 e il 1730 quando quest'ultima passò di proprietà alla famiglia Aldrovandi. II cardinale Pompeo Aldrovandi suddivise il polittico in tanti quadri da stanza e li immise sul mercato dell'antiquariato singolarmente. Passarono di mano in mano fino a giungere nei musei che ancora oggi li espongono: National Gallery di Londra, quella di Washington, il Louvre parigino, il Museum Bolimans Van Beuningen di Rotterdam, la Pinacoteca di Brera a Milano, quella Nazionale di Ferrara, la Collezione Cagnola di Gazzada nel varesotto, quella veneziana Vittorio Cini e i Musei Vaticani.
A ricostruire l'origine unica e la coralità dei diversi quadri furono diversi studiosi fra '800 e '900. Nel 1888 Gustavo Frizzoni stabilì alcuni primi collegamenti e tra il 1934 e il 1940 Roberto Longhi propose la prima ricostruzione che conteneva tutti i pezzi, confermata negli anni '80 dal ritrovamento di un disegno settecentesco che riproduceva la struttura originale, lo stesso utilizzato come modello anche per il nuovo allestimento a San Petronio. Fu infine nel 2020 Palazzo Fava a riuscire nell'impresa di riunire in un'unica sala tutti e 16 i dipinti, attraverso prestiti con i nove musei.
Il polittico restituito alla basilica, più fedele possibile all'originale, permette di apprezzare così tutto il valore artistico dell'opera che si può cogliere appieno solo nel suo complesso. Protagonista al centro è San Vincenzo Ferrer, affiancato alla sua destra da San Pietro e alla sua sinistra da San Giovanni Battista. Sopra Pietro ammira la scena San Floriano, sopra Giovanni Santa Lucia. Al centro fra i due si trova una Crocifissione. Il punto più alto della pala sono due tondini, raffiguranti un Arcangelo Gabriele e una Vergine Annunciata che si guardano.
Tutte queste figure furono realizzate da Francesco Del Cossa, mentre il più giovane Ercole de'Roberti si occupò della predella, la lunga striscia orizzontale alla base del polittico, e delle più piccole figure di santi ai lati. La profondità prospettica degli sfondi dietro ogni figura, esaltata dalla presenza di architetture, e l'utilizzo di figure umane statuarie rende il polittico una vera e propria summa artistica della pittura quattrocentesca italiana.