INTERVISTA

Manuela Zuntini

                                                                                               Consigliera comunale Manuela Zuntini (foto concessa dall'intervistata)

 

Manuela Zuntini, consigliera comunale di Fratelli d'Italia, all'opposizione a Palazzo d’Accursio, interviene nel dibattito sulla legge di bilancio la cui approvazione è prevista entro venerdì 19  bocciando l’impostazione dell’amministrazione Lepore: un documento che, a suo giudizio, privilegia operazioni di immagine e grandi progetti simbolici, trascurando le vere emergenze della città, dalla scuola alla casa, dalla sicurezza al commercio di prossimità. 

 

Al momento si sta svolgendo la riunione per l’approvazione della legge di bilancio, quali sono le rimostranze dell’opposizione al programma proposto?

«Hanno presentato un bilancio definito “virtuoso”, partendo però da una premessa: parlano di riduzione delle risorse da parte dello Stato. Tuttavia facendo bene i conti - per i trasferimenti statali in merito ai servizi educativi, servizi sociali, supporto alla disabilità, minori stranieri non accompagnati - ci si rende conto che i fondi sono sempre stati confermati negli ultimi anni e non ci sono mai state riduzioni».

Che motivazioni adducono dunque?

«Il tema che tirano fuori è quello della spending review, ma in soldoni si tratta di più o meno 5 milioni l’anno per tre anni consecutivi. Cinque milioni di euro a fronte di un bilancio, però, che ammonta a circa un miliardo e mezzo e 700 milioni di spesa corrente. Lo Stato chiede di razionalizzare la spesa pubblica risparmiando 5 milioni e parliamo di briciole nel mare. Senza contare che il Comune incassa anche sull’aumento di prezzo di alcuni servizi come per esempio le tariffe per la sosta che sono fruttate 4 milioni e mezzo in più quest’anno».

L’aumento c’è stato anche nei servizi di trasporto, come giudicate questa mossa?

«Sono stati utilizzati dei fondi per “far da stampella a Tper”, nel senso che qualsiasi progetto l’azienda porta avanti, il Comune concede quello che io definisco “l’obolo”. Per esempio, per la distribuzione di una nuova card elettronica, Boost per i trasporti, la spesa ammontava a 410 mila euro, una cifra che Tper con 9 milioni di utili annui, poteva permettersi ma il Comune ha deciso di ottemperare a metà della spesa. Tra l’altro con euro provenienti da un Fondo che Lepore aveva ideato “per la riparazione e l’adattamento climatico”. Lo stesso fondo da cui provengono i 128 mila euro utilizzati per gli alberelli messi nei vasi questa estate in piazza Maggiore».

Qual è, a suo parere, l’errore più evidente di questa maggioranza?

«L’idea di fare di tutto un’operazione di propaganda, il Fondo rischi per l’adattamento climatico per esempio. Continuano a investire in pochi grossi progetti che sono poco utili alla città come il museo dei Bambini e delle Bambine. Anche alcuni libri che hanno fatto con i famosi fondi del PNRR, come è accaduto con Cavazzoni. Con le stesse cifre, come noi dell’opposizione ripetiamo da anni, si potevano riqualificare e fare manutenzione su edifici scolastici, scuole dell’infanzia e nidi su cui il Comune ha la competenza della manutenzione. È recente il caso della scuola Media Dozza costretta a lasciare i bambini a casa per il freddo».

Che fondi sono previsti dal piano di bilancio per gli istituti scolastici?

«Abbiamo chiesto alla maggioranza di investire qualcosa, ormai ci sono temperature inaccettabili d’estate, abbiamo chiesto sistemi di raffrescamento, ombreggiatura esterna ma alla fine dei conti hanno messo quattro lire, 300 mila euro circa, una goccia del mare perché parliamo di centinaia di strutture. Al contrario, hanno investito 5-6 milioni sul museo delle Bambine, si tratta di cattedrali nel deserto».

Per quanto riguarda invece l’emergenza case, si è proposto un indebitamento da qui al 2028 per spingere verso un’edilizia residenziale. Cosa ne pensate?

«Il problema è che l’indebitamento può servire ma dipende da come si realizza. Se si ripete l’esperienza dell’ex Fioravanti 24 e della clinica Beretta in cui sono stati spesi circa 10 milioni e alla fine dei conti riescono ad alloggiarci circa 70-80 persone risulta tutto un po' troppo caro. I due temi centrali da tenere presente sono la questione ambientale e l’assegnazione dei posti».

Qual è la modalità attuale per l’assegnazione delle case?

«Invece di accogliere persone che erano già in graduatoria per l’ERP, si sono inventati questi bandi per cui, per esempio, per Fioravanti 24 dovevi avere un passato di attivismo, creando i cosiddetti condomini solidali. A mio avviso si tratta di sciocchezze, non dovrebbe essere questo il metodo di assegnazione. Per la clinica Beretta si sono mossi in maniera similare andando anche contro la delibera che prevedeva di inserire alloggi ERP. Al contrario, hanno creato nuovamente un bando in cui è scritto che l’obiettivo proposto è creare una comunità di abitanti a loro immagine. Dunque, l’investimento nell’edilizia residenziale sociale va bene, ma se va a risolvere il problema e non se deve plasmare delle comunità che a loro servono».

E per quanto riguarda l’aspetto ambientale?

«Nella proposta di bilancio del sindaco Lepore si prevede non di sgombrare vecchi edifici ma di costruirne ex novo ma bisogna capire dove e in che modalità perché inutile piantare quattro alberelli in vaso se poi costruiamo danneggiando un territorio naturale costruito nel tempo».

Quali sono i temi su cui punta questa amministrazione? E quali invece quelli, a vostro parere, che meriterebbero più fondi?

«Per quanto riguarda la sicurezza sicuramente ci sono diverse cose che si potrebbero fare, utilizzare dei presidi della polizia locale, inserire l’illuminazione dove serve e dei sistemi di videosorveglianza. Stanno assumendo dell’organico ma rimanendo sempre in deficit, tanto è vero che negli anni il corpo di polizia municipale continua a calare, ritorna qui il senso di “propaganda” nel senso che si assume ma non si coprono neanche coloro che vanno in pensione».

Oltre alla sicurezza quali altri temi ci sono?

«I ristori ai commercianti colpiti dai cantieri. Anche ieri, Enrico Postacchini faceva presente che ci sono decine di attività che chiudono e quelle che rimangono aperte subiscono cali anche del 30-40% di fatturato. Questo non è stato messo a bilancio e non desiderano a quanto pare sostenere il commercio di prossimità. Hanno solo utilizzato fondi europei ma non fondi comunali. Cosi come si dovrebbe investire sull’imposta di soggiorno per compensare gli impatti negativi del turismo e per il decoro urbano».

In cosa hanno premura di investire dunque?

«Più del 75% dei fondi sono impiegati per foraggiare associazioni culturali di varia natura, come l’istituto Parri che riceve ogni anno 2.2 milioni e la fondazione Cineteca che dovrebbe ormai cominciare a camminare con le proprie gambe. Il Comune mette milioni anche in alcune fondazioni come Bologna Welcome e l’Innovazione urbana Rusconi-Chigi che fanno cose, a nostro avviso inutili, come i percorsi partecipativi, continuano ad assumere personale e a fare decine di contratti di consulenza. Tutto ciò a scapito dei dipendenti comunali che continuano a essere ignorati».

Cosa si augura per la futura amministrazione?

«Che ci sia un vero interesse per quelle che sono le problematiche del quartiere, che non sono state messe a bilancio. La riforma dei quartieri, sbandierata da Lepore, è stata avvisata con una metodologia sbagliata. Ovvero creare l’ennesimo panel di esperti esterni e far gestire tutto alla Fondazione Innovazione urbana. Noi abbiamo proposto invece di rendere i quartieri finanziariamente indipendenti almeno per le piccole cose e creare un quartiere “centro storico” che invece oggi si trova frammentato».