Paolo Castaldini (foto del Resto del Carlino)

 

 

«Paolone è stato fra le prime persone che ho incontrato quando sono arrivato a Bologna», è il ricordo affettuoso del cardinale Matteo Maria Zuppi di Paolo Castaldini, il responsabile del servizio d'ordine della Curia, scomparso a 84 anni il 9 dicembre. Dieci anni di amicizia e stima quelli che hanno legato il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) e il volontario, capo del servizio d’ordine nelle cerimonie della Curia. «Lo incontrai la prima volta a bocca di Dio, il punto di accesso alla diocesi, era insieme al vicario generale di allora, ha guidato tutta la cerimonia e ha continuato a farlo per tutti questi anni», racconta Zuppi.

Un servizio generoso, fino quasi al dono di sé, come l’episodio della via crucis: «Si sentì male all’Osservanza, ma non voleva smettere di camminare, nonostante fosse evidente il suo malessere. È stato un vero servitore della Chiesa, siamo vicini alla sua famiglia. Questo è il suo Natale al cielo».

Le parole dell’arcivescovo di Bologna giungono due giorni dopo la scomparsa di Castaldini, a seguito di una polmonite virale. L’uomo, ormai pensionato, aveva iniziato a collaborare con la Curia, divenendo un punto di riferimento per tanti, mentre lavorava in banca. Uno spirito di servizio che lo portò ad assumere un ruolo di spicco anche nel Centro servizio generali (Csg) voluto da mons. Ernesto Vecchi.

Lo ricorda con gratitudine anche il sindaco, Matteo Lepore: «Desidero esprimere, a nome mio personale e dell’intera città di Bologna, un pensiero di sincero cordoglio per la scomparsa di Paolo Castaldini, una figura che ha accompagnato la storia della nostra diocesi e, allo stesso tempo, la vita civile della città. Una presenza familiare, robusta e di riferimento. Per noi sindaci è stato un braccio a cui appoggiarsi e un aiuto importante».