tradizioni
Parte del grande presepe di Via Azzurra (foto di Michelangelo Ballardini)
Dicembre è alle porte e con esso l’allestimento dei presepi, arte a cui Bologna è storicamente associata insieme a Napoli e Genova. Non a caso la città ospita il presepe a statue mobili più antico del mondo. Non ci sono regole per realizzare un presepe, che sia a grandezza naturale, in miniatura, con decine di personaggi, con la sola Sacra Famiglia, tradizionale, pop, inscenato in un diorama, in una cassetta o in un vaso, tutto è permesso. Chi rimane ovviamente più ortodosso nelle proprie rappresentazioni sono naturalmente i luoghi di culto e a Bologna ce ne sono molti che meritano una visita, ne elenchiamo sette del centro storico.
Partiamo proprio dalla Basilica di Santo Stefano, sede di un’Adorazione dei Magi del XIII secolo scolpita in legno di tiglio e olmo da un autore sconosciuto, forse il Maestro del Crocifisso. Le cinque sculture che hanno visto 800 anni di storia hanno goduto di diversi restauri, che hanno restituito loro i colori originali.
In Piazza Maggiore dentro San Petronio doppio presepe dall’8 dicembre. Quello a grandezza naturale “Io sono la porta” di Luigi Enzo Mattei, rivolto ai fedeli in pellegrinaggio del Giubileo 2025 e quello di Donato Mazzotta disposto fra i battenti della porta.
Prima di allontanarsi dalla piazza principale della città, dal 2 dicembre in poi, vale la pena fare una breve sosta anche nel cortile di Palazzo d’Accursio per il presepe disposto dal Comune.
La terza chiesa del giro invece è quella di San Francesco. Dal 7 dicembre il chiostro posteriore della basilica sarà animato dai movimenti meccanici di una grande Natività motorizzata.
Due mostre per le prossime due tappe: la XXXI rassegna del presepio della chiesa di San Giovanni in Monte di via Santo Stefano 27, visitabile dal 6 dicembre e la piccola mostra di presepi di Santa Maria dei Servi in Strada Maggiore. Nella stessa via merita una visita anche il museo Bargellini, dove sempre il 6 inizierà l’esposizione della collezione Forlai.
Nulla fonde Bologna e la tecnica presepiale più dell’opera di Nicola Baravelli a San Giacomo Maggiore in via Zamboni. Gesù Bambino viene al mondo nella sua mangiatoia all’ombra della Garisenda e degli Asinelli. Per qualcosa di più tradizionale si può dare un’occhiata infine alla chiesa di Santa Maria della Pioggia, per un allestimento semplice e fedele.
Non solo chiese, il presepe lo può allestire chiunque. In via Azzurra 10 il giardino di una villetta offre un grande presepe privato osservabile dal marciapiede. Oltre alla stalla del falegname di Nazareth c’è un’intera città: i classici pastori ne cacciatori, ma anche il calzolaio, il fabbro, l’arrotino, il fornaio, il medico, una scuola e contadini che raccolgono la frutta. Compaiono poi tutte i soggetti classici della tradizione presepiale bolognese: la Meraviglia, una donna a braccia spalancate di stupore, il Dormiglione che pisola indifferente alla nascita del Signore, l’Adorazione in ginocchio con le mani incrociate sul petto, la Tradizione, un nonno o nonna che accompagna il nipotino al cospetto di Gesù, la Mistocchinaia che vende frittelle di farina di castagna ai ragazzi.