Lotta allo spreco
L'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna (foto Ansa)
L'aeroporto Guglielmo Marconi rafforza l'impegno sulla sostenibilità e, oltre a Hera (con cui lo scalo bolognese collabora dal 2021), ha avviato una collaborazione con Last Minute Market, attiva dal 1998 nella lotta allo spreco, per distribuire grazie a Cucine Popolari i pasti non consumati nello scalo bolognese. «La collaborazione con il Gruppo Hera, e ora anche con Last Minute Market, è per noi una grande opportunità per sviluppare progetti concreti di economia circolare e per dare un ulteriore impulso alle azioni di sostenibilità ambientale che abbiamo avviato nel corso degli ultimi anni», dice l'amministratore delegato dell’Aeroporto di Bologna, Nazareno Ventola.
Sul versante cibo, da luglio 2024 a settembre 2025 sono state raccolte e donate 6,5 tonnellate di prodotti alimentari per un valore economico di 90.000 euro. L’iniziativa rientra nella campagna “Non si butta via niente” promossa dal Comune, Gruppo Hera e Last minute Market ed è possibile grazie all’impegno dei volontari di Cucine Popolari che ogni giorno assistono oltre 600 persone. «Last Minute Market nasce oltre 20 anni fa come progetto di ricerca universitario, e si è trasformata poi in impresa sociale con l'obiettivo di ridurre i rifiuti attraverso progetti di prevenzione e recupero. Nel tempo, la principale ricaduta positiva del nostro lavoro si è rivelata il sostegno concreto agli enti che assistono persone in difficoltà economica e sociale. Solo grazie all'impegno costante di tanti volontari e alle iniziative di aziende importanti che credono in questi progetti, riusciamo a sviluppare azioni che danno una seconda vita a cibo, farmaci e molti altri prodotti che altrimenti verrebbero smaltiti come rifiuti», conclude Silvia Marra, socia e consigliera di Last Minute Market. Oltre ai cibi e medicinali non venduti, l’aeroporto ha donato alle realtà che gravitano intorno a Last Minute Market anche qualche centinaio di divise inutilizzate.
Sul lato della sostenibilità ambientale, l'accordo mira a rendere l'hub bolognese e i suoi servizi sempre più sostenibili, in linea con la strategia aziendale che ha portato l'aeroporto a un impegno ambizioso: anticipare al 2030 – rispetto all'obiettivo europeo del 2050 – il raggiungimento di zero emissioni di CO2. La partnership si è concentrata su cinque fronti chiave: miglioramento della raccolta differenziata, valorizzazione di plastica, rifiuto organico e olio vegetale esausto, oltre alla riduzione della produzione complessiva di scarti. Le azioni di formazione, sensibilizzazione mirata e l'installazione di strumenti informativi hanno portato la percentuale di raccolta differenziata al 50 per cento, un valore più che raddoppiato rispetto al 2021. Parallelamente, è stata registrata una diminuzione nella quantità totale dei rifiuti prodotti, in particolare per passeggero. Questo calo è dovuto all'aumento delle iniziative che favoriscono materiali riutilizzabili a discapito dell'usa e getta. Infine, tra il 2024 e il primo semestre del 2025, sono state raccolte 130,5 tonnellate di rifiuti organici. Questi scarti sono stati inviati all'impianto di biodigestione anaerobica di Sant'Agata Bolognese, dove sono stati trasformati in biometano e compost.
«La transizione verso l’economia circolare deve essere un obiettivo comune, per questo riteniamo molto importante creare collaborazioni con aziende, istituzioni e cittadini. La partnership con Aeroporto di Bologna rientra in questa strategia: il nostro impegno congiunto sui temi della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare è in grado di generare maggiore competitività per le aziende e contemporaneamente dà risposte efficaci ai bisogni delle comunità», spiega Giulio Renato, direttore centrale servizi ambientali e flotte del Gruppo Hera.