Intervista alla direttrice

Nacque come una scommessa e con un obiettivo ben definito: «L’intento iniziale era quello di costruire un evento la cui portata potesse superare la Frankfurt Book Fair, la fiera tedesca che all’epoca era la più importante per l’editoria infantile». Scommessa che, fin da subito, si rivelò vincente: «Già dalla prima edizione arrivarono editori da tutta Europa, ma anche dall’America e dal Giappone. Bologna ha sempre avuto una forte tradizione pedagogica e fin dall’inizio si è prestata come sede ideale». Elena Pasoli, direttrice ed exhibition manager della Bologna Children’s Book Fair, riavvolge il nastro e spiega, come fosse un tuffo nel passato, il “C’era una volta” di quella che è diventata il punto di riferimento mondiale della letteratura per bambini e ragazzi. Da quella prima edizione nel lontano 1964 di strada ne è stata fatta parecchia: «Negli anni l’evento ha avuto uno sviluppo sempre maggiore – continua Pasoli – e così sono nate anche le sue due fiere “sorelle”: la BolognaBookPlus, dedicata ai libri per adulti e organizzata con l’Associazione italiana editori, e la Bologna Licensing Trade Fair/ Kids, riservata alla concessione in licenza dei volumi per bambini e ragazzi». La Bologna Children’s Book Fair, che quest’anno spegnerà sessantuno candeline e, fino all’11 aprile nel quartiere fieristico, vedrà la partecipazione di 1.500 espositori da circa cento Paesi diversi. «New entry di quest’anno sarà il TV/Film Rights Centre, uno spazio pensato per favorire l’incontro tra editori e professionisti dell’industria audiovisiva – anticipa Pasoli – La Slovenia sarà il Paese ospite d’onore e torneremo a dare risalto ai mercati editoriali cinese, africano e indiano. E poi, altra novità del 2024, la collaborazione con la Society of Illustrators di New York, che per la prima volta porterà qui la propria mostra annuale The Original Art». Moltissime anche le iniziative diffuse in tutto il territorio come il festival Boom! Crescere nei libri, con mostre, incontri e laboratori per i più piccoli, e la Quindici 25 rassegna Off-FAIR*24, che porta in diverse città i volumi presentati alla Fiera. Eventi capaci di arricchire una kermesse che, edizione dopo edizione, coinvolge l’intera città e attrae sotto le Due Torri un grande numero di editori, illustratori, autori e visitatori «Sono circa 30.000 le persone che nei quattro giorni sfrutteranno l’offerta ricettiva di Bologna: un guadagno non indifferente anche per ristoratori e operatori turistici», conclude Pasoli. Una cifra che attesta che quello della letteratura per bambini e ragazzi è un settore in forte espansione, specialmente nella fascia dei preadolescenti. Stando a quanto rilevato dagli ultimi dati Aie (Associazione italiana editori) e Istat (Istituto nazionale di statistica), nel 2022 a leggere di più sono stati proprio i giovani fino a 24 anni, in particolare nella fascia tra gli 11 e i 14 anni. Nello stesso anno, la percentuale di bambini con più di 6 anni che hanno letto almeno un libro per motivi non scolastici è stata del 39,3%. Più di recente, l’Aie ha invece appurato che in tutto il 2023 in Italia il 96% dei giovani tra i 4 e i 14 anni ha letto almeno un libro. Una grande crescita, considerando che nel 2018 lo stesso valore ammontava al 75%, confermata anche da Silvana Sola, titolare e fondatrice della storica libreria per bambini e ragazzi Giannino Stoppani, riaperta dopo l’incendio di giugno 2022: «A differenza di altri settori, quello della letteratura per bambini e adolescenti non ha mai risentito di forti crisi. C’è una buona ricchezza di editori, piccoli e grandi, che pubblicano prodotti di nicchia e di alta qualità. Negli ultimi anni, poi, c’è stata una particolare attenzione e anche chi non si occupava di questo settore ora è nel mercato». Dati e testimonianze che invertono la narrazione di chi vede i più giovani sempre connessi e distanti dal mondo della lettura: «Il fatto che la libreria abbia quarant’anni dimostra che esistono un’editoria presente e un pubblico di riferimento. Non è vero che i bambini sono troppo distratti da smartphone e tablet, anzi, la tecnologia può diventare un’alleata e non un ostacolo alla lettura – continua Sola – Nasce tutto da una questione di atteggiamento, se in casa i ragazzi sono abituati a vedere qualcuno con un libro in mano è probabile che lo prendano anche loro». La funzione pedagogica svolta da genitori, scuola, educatori e caregivers gioca indubbiamente un ruolo determinante: «Da parte delle nuove generazioni di mamme e papà, c’è un’attenzione crescente e sempre maggiore nei riguardi della lettura – sostiene Valeria Buzi, della casa editrice Il Barbagianni – Questi, specialmente se in possesso di una buona preparazione culturale, investono molto nell’editoria per proporre ai propri figli contenuti di qualità e avvicinarli da subito e il più possibile». Un intervento fondamentale, perché i libri sono porte che aprono a nuovi mondi e strumenti essenziali per far capire ai più piccoli la realtà che li circonda: «I grandi temi e i concetti del presente e della storia possono essere raccontati e spiegati sia attraverso la propensione al visivo, cioè con le illustrazioni, sia diluiti nella narrazione saggistica e in quella del romanzo – conclude Sola – Un romanzo che sta piacendo molto si chiama “L’ultimo bisonte” della giornalista Annalisa Camilli: narra l’odissea di una famiglia di migranti che, mentre sopravvive in un’antica foresta polacca in pieno inverno, scaccia le paure raccontando ai figli la storia dei leggendari bisonti che ancora popolano quel luogo. Abbiamo uno scaffale intero di libri dedicati a quella che consideriamo una forma di civismo editoriale».

 

 

 

 

Nell'immagine un bambino immerso nella lettura sotto la fontana del Nettuno. Foto di Riccardo Benedet

 

L'articolo è stato già pubblicato sul Quindici n. 19 del 27 marzo.