children's book fair

Continua lo “Speciale Book Fair” di InCronaca.
Ospite della seconda “puntata” di oggi Valeria Buzi, della casa editrice “Il Barbagianni”, una piccola realtà che pubblica volumi per bambini e ragazzi –  narrative di «prima lettura» (per i “piccolissimi”) e «di seconda lettura» (per le fasce 8-10 anni e 10 +).  «La nostra filosofia è offrire libri che possano avere una vita lunga, rimanere impressi nella mente dei bambini. E questo può avvenire solo se c’è qualità», dice l’editrice.
Ma scopriamo di più.

Buzi, questo è il vostro secondo anno alla Bologna Children’s Book Fair. Che tipo di lavoro svolgete lì?
«Abbiamo uno stand, una nostra postazione ormai fissa. In realtà, siamo sempre andati in Fiera, anche nelle edizioni precedenti, ma solo in veste di visitatori. Per noi, la Fiera è un’occasione per esporci al pubblico, presentare i nostri libri, incontrare altre case editrici, librerie, blogger e giornalisti. Insomma, un vero e proprio lavoro di scambio, conoscenza, relazione».

Esistono “strategie” ben precise o specifiche per attirare il pubblico al proprio stand?
«Non saprei se definirle propriamente delle “strategie”, ma sicuramente si fanno delle scelte. L’anno scorso la nostra è stata quella di dedicare l’intero spazio dello stand a un unico libro, "Animali bellissimi" di Daniela Pareschi, e in effetti ha funzionato. È servito a catturare l’attenzione degli altri editori, tant’è che lo rifaremo, ovviamente con un libro diverso. Questa volta abbiamo scelto "La Traccia" di Tassi».  

Perché la Bologna Children’s Book Fair viene considerata la Fiera dell’editoria più importante a livello internazionale? Cosa ha di speciale e quali sono le peculiarità che le altre non hanno?
«È una fiera di settore, che ha lo scopo di mettere in contatto illustratori esperti, autori e case editrici di tutto il mondo. Noi, oltre a questa, partecipiamo anche alla Fiera del libro di Roma ('Più libri più liberi'), ma lì si fa solo attività di vendita al pubblico. La Fiera di Bologna, invece, si rivolge a un pubblico diverso; qui c’è l’ “élite” ed è questo il suo punto di forza».

Ma perché no? Non potrebbe essere un’occasione di scambio anche per le persone “comuni”?
«Chi non arriva alla Fiera con una giusta preparazione potrebbe rimanerne stordito. Gli stand sono tantissimi, vederli tutti è impossibile e penso che un pubblico di famiglie faticherebbe. Si dovrebbe avere una conoscenza adeguata della materia già in partenza, altrimenti si rischia un effetto 'boomerang'».

‘Il Barbagianni’ esiste dal 2012. A suo avviso, com’è cambiato, nel corso di questi anni, il mondo dell’editoria per ragazzi?
«Mi sembra che, a oggi, ci sia un’attenzione crescente e sempre maggiore nei riguardi della letteratura per l'infanzia. Le nuove generazioni di genitori, specialmente se in possesso di una preparazione culturale di un certo tipo, investono molto nell’editoria, proprio per far sì che i loro figli si avvicinino, da subito e il più possibile, alla lettura».

I social possono mettere a rischio la sopravvivenza dei libri?
«Sicuramente i bambini di adesso hanno a disposizione molte più distrazioni rispetto a quante non ve n’erano in passato. Le alternative alla lettura sono tante e per questo, oggigiorno, può essere difficile avvicinare i ragazzi a questo mondo. Molto dipende dall’educazione che ricevono, in famiglia e a scuola. Ma i libri continueranno sempre a rappresentare quel “valore in più”, a regalare suggestioni, magia, emozioni, come nessun’altra cosa potrà mai riuscire a fare». 

 

 

In copertina: lo staff della casa editrice 'Il Barbagianni'. Foto concessa dall'intervistata Valeria Buzi