10
aprile 2018
(DIRE) Bologna, 10 apr. - Si dice "basito" per l'iniziativa di 5 e centrodestra che puntano a bloccare la realizzazione del Passante di Bologna, ma anche "curioso" di capire quale sara' la reazione di chi quell'infrastruttura la chiede da anni a gran voce, le associazioni datoriali, Confindustria in testa. "Rimango basito di queste all'idea che si possano bloccare tutte le infrastrutture che sono ritenute indispensabili da chi lavora e fa impresa", afferma il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. "Sono curioso di vedere la reazione delle forze sociali, perche' nel Patto per il lavoro, firmato da sindacati, associazioni imprenditoriali, Camera di commercio, enti locali, si e' definito che in questa regione avevamo delle infrastrutture che da troppo tempo erano state discusse e si attendevano per garantire la competitivita' di questo territorio", aggiunge Bonaccini a margine della presentazione di Buy Emilia-Romagna elencando le opere considerate prioritarie dall'economia regionale (il People mover, il Porto di Ravenna, la bretella Campogalliano-Sassuolo). "Il Passante di Bologna, comunque la si pensi, rischia di diventare un imbuto da cui tra qualche anno non passera' piu' nessuno. Oggi che la crisi la si sta superando, il traffico e', per fortuna, tornato rispetto a qualche anno fa. Se a Bologna non si trova una soluzione in fretta per ampliare il passaggio e garantire che non si fermi tutto qui, il danno sara' importante", avvisa il governatore. "Dopodiche'- ricorda- ci sono carte firmate e accordi sottoscritti. Sono curioso di vedere la reazione di coloro che invocavano queste infrastrutture a gran voce e che, quando sono stato eletto, me le presentarono come uno dei primi punti da sbloccare. Per me si tratta di opere indispensabili a territorio", conclude.
10
aprile 2018
Il pm ha disposto il dissequestro del sito, ad eccezione della pagina ritenuta diffamatoria. Nei giorni scorsi da più parti c'erano stati appelli per la salvaguardia della libertà di informazione e contro un provvedimento considerato sproporzionato. Il gioielliere autore del blog Michelangelo Coltelli potrà riprendere la sua attività anti fake news su butac.it .
22
marzo 2018
Granarolo ascolta ma tira dritto. Anche oggi, all'indomani di un nuovo sciopero di quattro ore, il colosso cooperativo ha confermato le decisioni che hanno spinto lavoratori e sindacati sul piede di guerra. Ovvero, la chiusura del reparto 'duri' e lo spostamento di 10 tonnellate di produzione di formaggi molli, stracchino soprattutto, alla Venchiaredo in Friuli Venezia Giulia. E cosi' prosegue anche la mobilitazione, fa sapere Claudio Gentile, della Uila-Uil, parlando alla 'Dire'. Domani, a Bologna, ci sara' una riunione dei delegati sindacali dei vari siti italiani di Granarolo e "proveremo a coinvolgerli nella nostra mobilitazione, chiedere di supportare l'agitazione almeno con il blocco degli straordinari", spiega Gentile. Del resto, l'azienda non si smuove, "ha confermato le sue scelte e cercato di convincerci della sua visione". Il risultato e' un "irrigidimento dei rapporti sindacali: siamo davanti- insiste il sindacalista della Uil- ad una azienda che dice che va per la sua strada, questo cambiera' i rapporti con noi". Insomma, il faccia a faccia di questa mattina non ha cambiato la situazione. "Per ora non c'e' nessun avvicinamento, ma il confronto tra le parti e' in essere e torneremo a incontrarci mercoledi'", conferma alla 'Dire' il segretario della Flai-Cgil, Vincenzo Grimaldi. "Abbiamo ribadito i rispettivi punti di vista, ma non ci sono novita'. Cercheremo di capire quali spazi ci sono per fare un'intesa", aggiunge Grimaldi.
22
marzo 2018
Chi applaude l'obbligo di vaccinazione per medici e infermieri ospedalieri dell'Emilia-Romagna e' l'Ageop, l'associazione dei genitori dei bambini ricoverati al 'Seragnoli', il reparto per la cura dei tumori infantili del Policlinico Sant'Orsola di Bologna. Il documento regionale varato dalla giunta Bonaccini, si legge in una nota, "e' un atto di civilta' e di doverosa tutela verso i pazienti piu' fragili, nonche' una protezione utile per gli operatori sanitari". Si tratta insomma di un "passo importantissimo che portera' ad un grande miglioramento della qualita' di cura", afferma Francesca Testoni, responsabile di Ageop. Che boccia le prese di posizione critiche arrivate nei giorni scorsi dai sindacati e chiede che l'obbligo venga esteso anche al personale che fa le pulizie. Questa norma, sottolinea Testoni, "introduce finalmente un sistema di tutela che sancisce una garanzia fondamentale per i pazienti piu' fragili e si riflette positivamente sugli operatori sanitari. Come associazione genitori di oncoematologia pediatrica non possiamo che essere d'accordo. Piu' volte abbiamo sottolineato l'importanza di questa decisione che adesso arriva e quindi ringraziamo l'assessore Sergio Venturi". E' "drammatico come medico- aggiunge Andrea Pession, direttore di Pediatria al Sant'Orsola- pensare che sia necessaria una legge per convincere i colleghi a vaccinarsi. L'immunizzazione degli operatori sanitari nei confronti di malattie come il morbillo o la varicella e' fondamentale per tutelare la vita dei pazienti piu' fragili ma, stante i dati forniti, la scelta della Regione Emilia-Romagna d'introdurre l'obbligo, almeno per chi lavora nei reparti piu' a rischio diventa assolutamente indispensabile".
22
marzo 2018
In Emilia-Romagna, tra sette anni, nel 2025 "mancheranno all'appello 1.037 medici di medicina generale, altrettanti medici di famiglia che resteranno vacanti per la mancata sostituzione dei medici che andranno in pensione con nuovi giovani dottori che finiscono il tirocinio formativo per diventare medico di base". A rilanciare l'allarme e' il segretario generale del sindacato Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua. Verranno a mancare, sottolinea il sindacato, piu' di un centinaio di medici in ogni provincia (a Bologna saranno 122) "che non potranno seguire piu' migliaia di pazienti e nelle piccole citta', con l'assenza di quello che un tempo si chiamava 'medico condotto' non sara' piu' disponibile un importante presidio sanitario".
22
marzo 2018
La "Federazione italiana autonoma lavoratori sanità" litiga con i sindacati sulla Casa della Salutae al Navile. Casus belli il parcheggio per i lavoratori, che la Fials vorrebbe gratuito: «Sarebbe un accordo fondamentale, ma Cgil, Cisl e Uil si sono opposte».
22
marzo 2018
Il professore, al parco agroalimentare per la ricorrenza, ha parlato agli studenti di agraria del problema delle risorse idriche: due miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile, mentre sono una cinquantina i conflitti in corso a causa della mancanza d'acqua.
22
marzo 2018
Raccontare le vicende della città metropolitana raccontate al milione di abitanti che la vivono: questo l'obiettivo della nuova testata, che uscirà sui periodici dei 55 comuni.
22
marzo 2018
Si chiama "Giglio" ed è stato selezionato dalla Società italiana sementi (Sis), con sede a San Lazzaro, in collaborazione Coldiretti, Fir e Riso Gallo. Nel 2018 è stata assicurata una produzione di 6-7mila quintali.
21
marzo 2018
Lo stabilimento della affiliata ellenica Papastratos smette di produrre sigarette: realizzerà solo stick di tabacco per Iqos. Un investimento da 300 milioni di euro che permetterà di realizzarne 10mila al minuto.
21
marzo 2018
Il sindacato degli agenti: «La Questura di Bologna soffre di gravi carenze di organico». De Maria (Pd): «Approfondiremo».
21
marzo 2018
Gli attivisti di Crash sono entrati nello stabile di via Zaardial civico 28, ex sede delle Poste "ormai da trent'anni in stato di abbandono e degrado", come scrive Laboratorio Crash sul suo profilo Facebook. "Poste, un tempo ente pubblico, ha preferito lasciare al non uso questi edifici, costruiti con i soldi della cittadinanza, per garantirsi la rendita della speculazione immobiliare". Sullo stabile il collettivo aveva proposto nelle settimane scorse un riutilizzo della proprieta' "ad usi sociali, culturali e aggregativi per il quartiere e la citta'". "Avevamo proposto un progetto di autorecupero a nostro carico sia per le spese e che per i lavori da fare, congiunto ad una quota di affitto sociale: avremmo aperto un progetto di autofinanziamento e un cantiere di autocostruzione che avrebbe sistemato e ristrutturato gli spazi tramite l'impegno di numerosi volontari e volontarie. Da Poste e' arrivato un secco no". Con l'azione di oggi "vogliamo denunciare un caso esemplare di speculazione di un ente privato ai danni del territorio che davanti a km di metri quadrati non utilizzati da decenni senza alcun pudore si ostina a tenere questi cancelli chiusi".