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luglio 2018
E DOPO STOP LEGA-FI A INTITOLAZIONE POSTA SU FB FOTO TOMBA FIGLIO (DIRE) Bologna, 12 lug. - Se a Bologna, tra i banchi del centrodestra in Consiglio comunale, c'e' chi ha definito "imbarazzante" la proposta di intitolare un luogo pubblico della citta' a Federico Aldrovandi (ad usare il termine e' stato il capogruppo di Fi, Marco Lisei), il padre del 18enne ucciso a Ferrara durante un controllo di polizia replica affermando che ad essere imbarazzante e' "forse il goffo tentativo di mettere a tacere una delle tante ingiustizie di questa piccola Italia", ha scritto Lino Aldrovandi su Facebook commentando le notizie provenienti da Bologna. Il tema ieri ha spaccato il Consiglio comunale del capoluogo felsineo: da un lato l'odg proposto dal Pd, che ha trovato l'appoggio del M5s, di Coalizione civica e del gruppo misto; dall'altro la bocciatura firmata da Fi e dalla Lega, tramite gli interventi di Umberto Bosco. "Quanta tristezza nel leggere certe spicciole affermazioni, ma non mi meraviglio di certa politica. Questo è Federico- scrive Lino Aldrovandi- non è caduto sotto i colpi del nemico, ma di qualcosa di peggio, ovvero sotto i colpi di chi aveva il dovere di proteggerlo, con l'aggravante, sebbene non avesse commesso alcun reato, che nell'impeto di quell'azione improvvida, ingiustificata e assurda, nessuno di quei quattro agenti, si fermò a quelle urla di 'Basta e aiuto', udite a centinaia di metri dal luogo dell'omicidio, ma non da chi lo stava uccidendo". Il padre del 18enne ricorda le "54 lesioni, la distruzione dello scroto, un'immagine agghiacciante di un agente che lo tempesta di calci mentre lui a terra è bloccato dagli altri tre", con frasi pronunciate dagli agenti del tipo: "L'abbiamo bastonato di brutto per mezz'ora", oppure "Moderate ci sono le luci accese" o ancora "Ci vorrebbe la benzina qui...". E dunque: "Federico martire? No di certo. Era solo un ragazzo- continua Aldrovandi- che fu ucciso senza una ragione. La sua fede era la vita, erano gli amici, era il divertirsi, era il confrontarsi, era il crescere, era l'imparare, anche sbagliando. Ma quella mattina non fu lui a sbagliare". Allora "imbarazzante", manda a dire Aldrovandi, è "forse il goffo tentativo di mettere a tacere una delle tante ingiustizie di questa piccola Italia. Ma sono stanco di ripetere le stesse cose ai muri, e a queste persone dico loro soltanto di leggersi il libro di Fabio Anselmo 'Federico'. Penso che alla fine non lo capirebbero comunque, ma forse, oltre ai muri, i loro figli sì". Il post del papà di Aldrovandi continua sottolineando che "in politica a volte sono le persone a fare la differenza, a prescindere dal loro 'colore politico'. E di queste persone, in 13 anni ne ho conosciute tante e posso affermare che non hanno mai strumentalizzato il nome di Federico- scrive Lino replicando alle accuse rivolte ieri al Pd- e che nessuno si e' mai scagliato a generalizzare una categoria di lavoratori. Quello lo lascio agli ignoranti. Ma a puntare il dito sulle responsabilita' individuali, quello sì, sempre. Perché i figli sono di tutti". Aldrovandi manda dunque un abbraccio "a quelle persone per quell'atto d'amore e di rispetto, mentre alle altre... l'immagine della tomba di Federico con i suoi 18 anni dentro e con la terribile angoscia di un padre orfano", scrive Lino, pubblicando insieme al post, per l'appunto, una foto della lapide del figlio. "Chiedo gentilmente che non siano proferite frasi offensive ad alcuno", è l'invito agli utenti di Facebook con cui Aldrovandi conclude il post. Seguono più di 1.000 'like' e molti messaggi di solidarietà. FONTE: DIRE
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luglio 2018
ZACCARIA: VISIONE UNICA E LAVORO CON ASSOCIAZIONI MOLTO POSITIVO. (DIRE) Bologna, 12 lug. - A poco più di un anno dalla sottoscrizione del "Patto generale di collaborazione per la promozione e la tutela dei diritti delle persone e della comunità Lgbtqi", il Comune di Bologna promuove a pieni voti il percorso intrapreso con 14 associazioni cittadine a cui fu agganciata anche la concessione della Salara, sede dello storico circolo Arcigay "Il Cassero". Il Patto di collaborazione, dopo la pubblicazione di un avviso pubblico da parte di Palazzo D'Accursio e la presentazione di 52 progetti da parte delle associazioni, fu firmato dal sindaco Virginio Merola nell'aprile del 2017. E ieri, per una commissione, le associazioni sono tornate in Comune per fare il punto sui progetti e le attività svolte nell'ambito dell'intesa. A conclusione della seduta, il giudizio dell'assessora ai Diritti Lgbt e al Contrasto alle discriminazioni, Susanna Zaccaria, è "eccellente". Il tavolo nato attorno al Patto ha consentito alle varie associazioni e all'amministrazione di avere "un'unica visione" delle problematiche e delle attività in campo, sottolinea Zaccaria. "Non c'è neanche una componente dell'amministrazione che non possa essere direttamente interpellata dalle associazioni- sottolinea Zaccaria- per confrontarsi sulle esigenze da affrontare" e, di contro, quando è il Comune a sollecitare il dialogo "le associazioni rispondono, cosi' di volta in volta si possono affrontare i temi sensibili e interessanti in un dato momento". Insomma, quando si parla di metodi di lavoro "forse tutto è migliorabile- continua l'assessora- ma posso dire che l'ultimo anno è stato molto positivo". La modalità inaugurata con il Patto di collaborazione, infatti, consente di "lavorare continuamente sui bisogni, perché sappiamo- rimarca Zaccaria- che le richieste della società cambiano in continuazione". In questo senso, "la straordinarietà del Patto sta nel fatto che l'amministrazione non deve più di tanto indagare i bisogni perché questi emergono dal contesto delle attività svolte". Risultati non scontati, perché "vengo dall'associazionismo e so- conclude Zaccaria- che non è semplice lavorare insieme". Il mettersi in rete "è solo un valore aggiunto rispetto alle competenze di ogni realtà", aggiunge la presidente della commissione Pari opportunità, Roberta Li Calzi (Pd), ma questa capacità di collaborazione "giova alle associazioni e soprattutto all'amministrazione". Tra i progetti illustrati in commissione ci sono le attività che "Il Cassero" svolge per supportare le persone Lgbtqi che si ritrovano a vivere per strada. Impegno che il presidente dell'Arcigay, Vincenzo Branà, racconta tramite la vicenda di "un ragazzo moldavo di 20 anni, che abbiamo intercettato perché postava su Instagram foto del Cassero visto dall'esterno con frasi in moldavo che non riuscivamo a comprendere". Alla fine, l'Arcigay ha capito che il ragazzo era un senza fissa dimora che viveva nel parco vicino alla Salara: uno youtuber cacciato di casa e che, tramite i suoi video, era stato "agganciato" e convinto a venire in Italia, con tanto di soldi per il viaggio e promessa di un lavoro, che alla fine si è rivelato solo sfruttamento della prostituzione. Il moldavo è riuscito a scappare e tramite l'Arcigay ha trovato il sostegno dell'Opera padre Marella, "che se ragionassimo per stereotipi- sottolinea Branà- dovrebbe essere tra le reti più distanti da noi, ma in realtà e' diventata una fedelissima compagna di strada". Fonte DIRE
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luglio 2018
FABBRI: DISCRIMINATO CHI VIVE IN PAESE, SI FAVORISCE SPOPOLAMENTO (DIRE) Bologna, 12 lug. - La Lega chiede aiuti all'affitto in Emilia-Romagna anche per chi abita fuori dalle città. "La Regione prevede un contributo per l'affitto solo per chi abita in città. Ma è una scelta sbagliata penalizzare chi sceglie di vivere nei piccoli Comuni. Si rischia di spopolare le aree disagiate e come al solito gli italiani rischiano di finire discriminati", afferma in una nota Alan Fabbri, capogruppo della Lega Regione. Fabbri ha depositato una interrogazione per chiedere che venga modificato il regolamento regionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, detto anche fondo per l'affitto. "La Regione ha stanziato 3,7 milioni di euro per sostenere i cittadini bisognosi con un contributo economico dedicato al pagamento del canone di affitto", spiega. "Il problema è però che l'ente ha individuato come beneficiari dei finanziamenti solo i Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti", ritenendo che in quelli di maggiore dimensione "si esprime principalmente il disagio abitativo a causa sia del più elevato importo dei canoni sia del numero elevato di famiglie in locazione nel mercato privato". Ora, se "e' certamente vero che nelle città ci possa essere una elevata emergenza abitativa, non e' tuttavia logico penalizzare chi sceglie di vivere nei piccoli paesi". Per Fabbri "non devono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B e anche chi vive nei piccoli Comuni deve poter ricevere un aiuto economico se non riesce a pagare l'affitto". Privare i residenti nei piccoli centri della possibilità di ricevere un aiuto economico secondo il leghista "significa anche favorire lo spopolamento dei piccoli Comuni che invece vanno sostenuti anche nell'ottica di evitare l'abbandono dei territori più disagiati". FONTE DIRE
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luglio 2018
Favorire il turismo dai toni arcobaleno attraverso il progetto di un itinerario turistico dedicato ai luoghi simbolo della comunità lgbt a Bologna. È l’idea avanzata da “Bologna Welcome”, la società che cura la promozione commerciale della città. Un progetto che ha già ricevuto delle critiche dalla consigliera di centrodestra dalla Città Metropolitana Marta Evangelisti che ha presentato un’interpellanza diretta al sindaco Virginio Merola e al consigliere metropolitano delegato Massimo Gnudi perché a quanto si dice: «Non sembrerebbe particolarmente opportuno, creare o promuovere anche con contributi pubblici o comunque istituzionali circuiti turistici basati sull'orientamento sessuale dei turisti stessi». In risposta, il consigliere Gnudi sottolinea come: «il riferimento al circuito turistico lgbt si realizzera' su adesione di soggetti privati interessati a promuoverlo e quindi non si configura come utilizzo di denaro pubblico – precisando inoltre come - il turismo lgbt è un segmento di portata significativa per la nostra città che rappresenta un luogo simbolo della storia della comunità lgbt italiana». Secondo i dati del "Il Sole 24 Ore" su 60 milioni di visitatori complessivi del nostro Paese, sono dai 3 ai 6 milioni quelli che appartengono alla comunità gay. Dire
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luglio 2018
Un incontro internazionale su religioni e culture in dialogo. Sarà anticipato da una conferenza stampa venerdì 13 luglio - ore 12 all'Auditorium S. Clelia Barbieri, Curia Arcivescovile di Bologna, via Altabella 6 - alla quale prenderanno parte l'arcivescovo Matteo Zuppi e Alberto Quattrucci, responsabile per il dialogo interreligioso della Comunità di Sant'Egidio. Ponti di Pace si svolgerà a Bologna dal 14 al 16 ottobre de 2018 e ha radici nella Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace di Assisi, convocata da San Giovanni Paolo II nel 1986, dovenla Comunità di Sant’Egidio ha raccolto l'invito finale del Papa in quello storico incontro: "Continuiamo a diffondere il messaggio della Pace e a vivere lo spirito di Assisi". Da allora, attraverso una rete d'amicizia tra i rappresentanti di differenti fedi e culture in oltre 60 paesi, la Comunità ha promosso un pellegrinaggio di pace, che ha fatto sosta, di anno in anno, in diverse città europee e mediterranee. Fonte: Ufficio stampa Arcidiocesi di Bologna
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luglio 2018
Legalità. Taruffi, Torri (Si) e Prodi (Misto-Mdp): "Vietare l'uso di suolo pubblico a movimenti di estrema destra" Dopo la manifestazione di Forza Nuova a Rimini, i consiglieri chiedono alla giunta "di ribadire che su tutto il territorio emiliano-romagnolo non c'è spazio per i sentimenti xenofobi e antidemocratici" Vietare, in tutta l'Emilia-Romagna, che il suolo pubblico venga utilizzato da movimenti di estrema destra per svolgere "ronde". A chiedere alla giunta di attivarsi in maniera netta sono i consiglieri regionali di Sinistra italiana Igor Taruffi e Yuri Torri e del gruppo misto-Mdp Silvia Prodi. I giorni scorsi, infatti, a Rimini, "Forza nuova ha tenuto, in collaborazione con l'Onr Movimento di estrema destra polacco, un convegno all'interno di un hotel della città romagnola- spiegano i consiglieri- e a seguito del convegno i militanti dei due movimenti si sono dati appuntamento per quelle che definiscono 'passeggiate per la sicurezza', ma che risultano essere vere e proprie ronde effettuate sul territorio al di fuori di qualsiasi legittimazione". "Atti simili- aggiungono da Si e Misto-Mdp- hanno il solo effetto di aumentare il sentimento di insicurezza e di cavalcare falsi allarmismi, funzionali al solo scopo di creare un clima di paura e di scontro". Per questo, Taruffi Torri e Prodi chiedono alla giunta "come intenda attivarsi per ribadire che su tutto il territorio emiliano-romagnolo non c'è spazio per i sentimenti xenofobi e antidemocratici e come voglia attivarsi per estendere a tutto il territorio il divieto di utilizzo di suolo pubblico a tutti quei movimenti che non si riconoscono nella XII disposizione transitoria e finale della Costituzione e nella sua legge attuativa ('che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista', ndr)". Fonte: Assemblea Regionale Emilia Romagna (Margherita Giacchi)
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luglio 2018
L'azienda specializzata nel confezionamento di sigarette continua a conquistare l'Asia. Dopo Giappone, Corea, Singapore, Indonesia, Cambogia ed Hong Kong, la società con sede a Ozzano dell'Emilia, in provincia di Bologna, oggi ha siglato a Pechino con la Shanghai Tobacco Machinery un accordo pluriennale pari a circa 80 milioni di euro. «La Cina rappresenta il principale mercato mondiale per il consumo di tabacco ed offre un potenziale di sviluppo altrettanto significativo», afferma la delegazione dell'azienda bolognese rappresentata dal presidente Sergio Marzo, l'amministratore delegato Fiorenzo Draghetti e il direttore generale Stefano Cavallari, presente al momento della firma.
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luglio 2018
Bianchi, 'dal 2016 abbiamo investito 2 milioni 400mila euro' BOLOGNA (ANSA) - BOLOGNA, 11 LUG - Sono 470 le scuole civiche di musica in Emilia-Romagna, hanno sede in 270 comuni, sono frequentate da oltre 40mila allievi e possono contare su 3.500 insegnanti. Realtà che fanno rete con gli istituti scolastici e ne integrano le attività con i percorsi musicali e diventano così un punto di riferimento culturale del territorio. É la fotografia, illustrata in una conferenza stampa, che emerge dalla terza indagine sulle scuole di musica realizzata, a distanza di 10 anni dall'ultima, dall'associazione delle scuole di musica dell'Emilia-Romagna, Assonanza, con il patrocinio della Regione. Un 'universo' sul quale la Regione continua ad investire, anche grazie alla legge sulla musica approvata a marzo che punta a rafforzare il sistema musicale regionale e dare un'impronta trasversale e innovativa al comparto. Ne sono testimonianza i quasi 2 milioni e 400 mila euro di risorse regionali stanziate negli ultimi anni, che hanno coinvolto complessivamente circa 12.000 studenti: è dal 2015 che la Regione finanzia progetti per la formazione musicale di base realizzati dalle scuole civiche di musica in partenariato con le istituzioni scolastiche. Nell'anno scolastico 2016/2017 sono state 21 le attività formative finanziate con 850mila euro, mentre per gli anni 2017/2018 e 2018/2019, proprio per ampliare sul territorio le prime esperienze realizzate, la Regione ha reso disponibili ulteriori 1.548.000 euro. "Il nostro obiettivo è stato quello di promuovere l'esperienza musicale collettiva per sostenere la motivazione degli allievi, aumentare la socializzazione, favorire l'integrazione di ragazzi con disabilità o in condizione di svantaggio personale e sociale - spiega l'assessore regionale alla Scuola, Patrizio Bianchi - Anche per il prossimo anno scolastico sono stati finanziati ulteriori 21 progetti di educazione e pratica musicale d'insieme destinati a circa 8mila studenti delle scuole primarie, secondarie di I e II grado e dei percorsi di Istruzione e formazione professionale. Un'offerta che comprende corsi di canto corale, musica strumentale d'insieme e laboratori di propedeutica musicale realizzati adottando approcci orientati alle pari opportunità e al contrasto alle discriminazioni". Già dal 2009, per valorizzare e promuovere il processo di qualificazione del sistema delle scuole di musica, la Regione Emilia-Romagna ha istituito il riconoscimento regionale di scuole e organismi specializzati nelle attività formative di didattica e pratica musicale, definendo i criteri e i requisiti essenziali di qualità che i soggetti quali scuole civiche comunali, associazioni culturali senza fine di lucro, Onlus, fondazioni o scuole private devono rispettare per ottenere il riconoscimento regionale. Delle 470 scuole di musica censite in Emilia-Romagna, sono 145 quelle riconosciute dalla Regione. Anche la legge regionale sulla musica (2/2018 'Norme in materia di sviluppo del settore musicale', approvata nel marzo scorso) conferma l'impegno regionale per l'alfabetizzazione e la diffusione della cultura musicale di base - anche attraverso azioni per rafforzare la rete di scuole di musica - il sostegno della produzione e del "consumo" del prodotto musicale digitale, discografico o dal vivo. (ANSA).
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luglio 2018
Retrospettiva in festival romagnolo e due incontri nel capoluogo BOLOGNA (ANSA) - BOLOGNA, 11 LUG - Stefano Accorsi riabbraccia la sua Emilia-Romagna per un doppio omaggio che gli dedicano il 15 e 16 luglio il Comune di Cesena e la Cineteca di Bologna, dov'è nato. "Sono felice di venire a parlare un po' di cinema con la gente della mia terra", commenta l'attore: "Le radici sono una cosa importante, di cui mi sono sempre nutrito. Lo sento soprattutto nei film che ho girato qui". Accorsi sarà a Cesena domenica 15 alla proiezione del film di Matteo Rovere 'Veloce come il vento' (2016), al festival Piazze di Cinema, che gli dedica un ampio ritratto fin dal film che nel 1999 l'ha fatto conoscere (Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enza Negroni), poi Ormai è fatta (1999) di Enzo Monteleone, L'ultimo bacio (2001) e A casa tutti bene (2018) di Gabriele Muccino. Cesena gli dedica anche una mostra, fino al 26 agosto. A Bologna arriverà lunedì 16 luglio, prima alla proiezione di Veloce come il vento in piazza Maggiore e poi all'Arena Puccini, dopo il film A casa tutti bene con Fice Emilia-Romagna.(ANSA).
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luglio 2018
Anche a famiglie cinese Leo e Verri, ucciso da Igor il Russo (ANSA) - BOLOGNA, 11 LUG - Sette nuovi interventi di aiuto della Fondazione regionale vittime di reato, anche alla famiglia di Valerio Verri, una delle vittime di Norbert Feher 'Igor il Russo', e a quella di Leo Hu Congliang, il ragazzo cinese ucciso e nascosto in una valigia da 5 minorenni a Modena. E' un contributo spese in relazione al reato e al supporto psicologico, chiesto dai Comuni di residenza delle vittime. Gli altri cinque sono casi di violenze domestiche e abusi contro donne e minori nelle province di Bologna, Forlì e Reggio. Nel 2018 sono 43 le persone che hanno ricevuto sostegno dalla Fondazione, per la quale la Regione ha aumentato da 90mila a 150mila euro il fondo annuale. Dalla nascita nel 2005, a oggi, più di 700 persone sono state aiutate grazie agli oltre 2,5 milioni stanziati. "Insieme possiamo davvero fare tanto", sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. La Fondazione, spiega il presidente, lo scrittore Carlo Lucarelli, è parte di "una rete di supporto" alle vittime "che funziona". (ANSA).
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luglio 2018
Hanno usato la "tecnica dell'abbraccio". Due furti di orologi preziosi sono stati messi a segno ieri a Bologna e in provincia, a San Lazzaro di Savena, con la tecnica detta 'dell'abbraccio'. In città ieri mattina poco prima delle 10, in via Eleonora Duse, in zona San Donato, un 65enne bolognese appena uscito da un negozio è stato avvicinato da una donna, descritta poi alla polizia di Stato come straniera e di carnagione chiara. Chiacchierando con lui si è avvicinata e lo ha abbracciato, sfilandogli il Rolex che portava al polso per poi allontanarsi. Appena si è accorto del furto, il 65enne ha chiamato la sala operativa del 113. A San Lazzaro di Savena, in via Scornetta, sempre una donna ha avvicinato un uomo e lo ha abbracciato portandogli via un orologio prezioso, simile a un Rolex, poi è scappata. Su questo episodio indagano i Carabinieri. Fonte: ANSA
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luglio 2018
DEL BONO: NON UNICI IN CERCA D'IDENTITÀ, GUARDIAMO A CRISI FI-M5S (DIRE) Bologna, 11 lug. - "Vogliamo creare una rete di città che comincia a raccogliere le firme perché si faccia una petizione, parlando anche con altri sindaci europei, per l'elezione diretta del presidente della Commissione europea?". Passa (anche) da qui il protagonismo politico dei primi cittadini a cui sta lavorando il bolognese Virginio Merola, che ieri sera ha riunito diversi colleghi (del Pd e non solo) dando vita all'incontro "Dalle città per l'Italia". "Torniamo a vederci", e' l'appello lanciato da Merola nelle battute finali del dibattito: "Ognuno, per quanto può, contribuisca insieme a tutti gli altri che vorranno partecipare. Stasera e' stata lanciata una bozza di idea". Sul tavolo, dunque, Merola mette la petizione europea ("Nessuno più di noi crede nell'Europa, perché le nostre città vivono di relazioni") e un percorso comune per rapportarsi con Roma: "Vogliamo insieme cominciare a discutere di sanità, casa, investimenti e sviluppo sostenibile? Di come proporre a questo Governo un'agenda urbana nella quale le città siano protagoniste?". Con l'occasione, poi, il sindaco di Bologna torna a tendere la mano al collega parmigiano Federico Pizzarotti, fondatore e presidente di Italia in Comune, tra i protagonisti della tavola rotonda di ieri: "Quello che sta facendo Pizzarotti e' il contrario del capo di turno. Io non rifarei un partito, bensì un campo democratico nel quale tutti portano il proprio punto di vista, ma non mi sembra che Pizzarotti stia dicendo 'o con noi o non dialogo con nessuno', semmai esattamente il contrario". Da parte del sindaco ex grillino di Parma "l'auspicio e' sicuramente che ci siano altre occasioni di dibattito In particolare, "al tema dell'agenda urbana credo molto- sottolinea Pizzarotti- perché serve parlare dei territori". Non a caso, il nodo del federalismo fiscale "è al centro della nostra agenda", ricorda il sindaco di Parma. Detto cio', "siamo tutti alla ricerca di un'identità diversa. Volendo rappresentare una forza che parte dai territori- afferma Pizzarotti- non guardiamo male neanche a quello che rimane della parte territoriale delle persone impegnate con Fi. Non Berlusconi, ma ci sono persone attive che alla fine hanno cercato anche loro di fare un'attività che non buttiamo via, c'è una parte moderata di un'identità che va riconosciuta". Tema che era stato introdotto poco prima dal sindaco Pd di Brescia, Emilio Del Bono, per il quale potrebbero presentarsi le condizioni per "costruire alleanze inedite, perché non c'è solo il Pd alla ricerca ed in crisi. C'e' la crisi di Fi e dell'area moderata, c'e' la crisi del M5s che presto arriverà, perché è evidente che non c'e' ancora un quadro definito che ci consegna allo sconfittismo perenne, c'e' un problema di ricostruzione delle condizioni di un'alternativa di Governo". Come si suol dire, "teniamoci in contatto, si'. Proviamo a ragionare sull'agenda di questioni che ha posto Merola- raccoglie l'invito la sindaca dem di Ancona, Valeria Mancinelli- e ragioniamo anche sull'Europa, sicuramente"