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Incronaca ultim'ora

11

dicembre 2018

ore 17:12

Vendevano eroina a minorenni, in 18 rinviati a giudizio

A Bologna, inchiesta partì da denuncia madre di 2 ragazzine (ANSA) - BOLOGNA, 11 DIC - Spaccio di sostanze stupefacenti, con l'aggravante di aver ceduto la droga a dei minorenni. E' questa l'accusa con cui il Gup del Tribunale di Bologna, Francesca Zavaglia, ha rinviato a giudizio 18 persone, tutte di nazionalità tunisina, che vennero arrestate tra il dicembre del 2015 e il gennaio 2016 dalla squadra Mobile di Bologna. Il processo comincerà l'11 aprile. Oltre a loro era indagato anche un bolognese di 27 anni, che aveva scelto di essere processato con la formula del rito abbreviato ed è stato assolto dal gup, come chiesto anche dalla Procura. L'indagine, coordinata dalla pm Gabriella Tavano, era partita dalla denuncia della madre di due ragazzine minorenni, gemelle, di buona famiglia, che si era rivolta alla polizia dopo aver scoperto che le figlie facevano uso di eroina. Gli investigatori grazie alla loro testimonianza e ai tabulati telefonici sono riusciti così a ricostruire che gli spacciatori vendevano la droga al dettaglio - non solo eroina, anche cocaina e marijuana - a Bologna, nel parco della Montagnola e in altre zone della città, ma anche in provincia. Gli acquirenti erano soprattutto ragazzini, figli di professionisti o comunque provenienti da famiglie benestanti, che frequentavano le scuole superiori. All'epoca delle indagini sarebbe emerso inoltre che alcuni minorenni, tra cui le due gemelle, avrebbero a loro volta rivenduto lo stupefacente e per questo motivo era stato aperto un procedimento davanti al Tribunale dei Minori di Bologna. Tra gli indagati alcuni erano difesi dagli avvocati Marco Sciascio e Marco Di Iorio. (ANSA).

11

dicembre 2018

ore 17:08

Nuovo arresto per ladra 'seriale' a Bologna

(ANSA) - BOLOGNA, 11 DIC - Ai Carabinieri che erano andati a controllare se era in casa, dove si doveva trovare agli arresti domiciliari, ha raccontato con tono di sfida di essere uscita per andare a fare un furto. La confessione è costata un secondo arresto, nel giro una settimana, a A.D.L., 23enne italiana senza fissa dimora, ritenuta una ladra seriale e soprannominata dalle forze dell'ordine 'mani di fata'. All'inizio di dicembre era stata arrestata dalla Polfer di Bologna per furto aggravato continuato, dopo essere stata sorpresa a rubare il portafogli alla cliente di un bar di via Irnerio. Ma la giovane era sospettata di una decina di 'colpi' analoghi, tutti ai danni di persone derubate mentre erano sedute ai tavoli di bar o ristoranti. Dopo l'arresto era stata posta ai domiciliari nella sua abitazione a San Lazzaro di Savena, dove sabato i Carabinieri sono andati a verificare la sua presenza e, non trovandola, hanno atteso il suo ritorno. Di fronte ai militari che l'aspettavano, si è giustificata dicendo di essere andata a comprare le sigarette. Ma quando le hanno detto che sarebbe stata accusata di evasione, ha aggiunto di essersi allontanata anche la sera precedente per andare a rubare un portafogli alla cliente di un ristorante a San Lazzaro. Ha anche fornito le prove del furto, indicando ai Carabinieri il bidone dei rifiuti dove aveva buttato il portafogli, dopo averlo ripulito del denaro. Ieri gli stessi militari sono tornati a casa della 23enne per notificarle un aggravamento della misura cautelare, dai domiciliari al carcere dove è stata condotta. (ANSA).

11

dicembre 2018

ore 17:03

Commercio Bologna. Lidl dov'era Piazza Grande. Giovedì l'apertura

(DIRE) Bologna, 11 dic. - Nonostante il dissenso di alcuni comitati di cittadini, Lidl apre il suo sesto supermercato in cittaà negli spazi che furono dell'associazione Piazza Grande (oggi in via Stalingrado), al 69 di via Libia. Il taglio del nastro che sancirà l'avvio ufficiale dell'attività è previsto dopodomani mattina. Il negozio darà lavoro a 18 persone (200 quelle occupate a Bologna dall'insegna tedesca della grande distribuzione). Il supermercato occupa un'area di vendita di circa 1.300 metri quadrati: l'edificio è alimentato interamente da energia derivata da fonti rinnovabili, è dotato di un pannello fotovoltaico da 50 kilowatt, è stato realizzato con materiali ecocompatibili e dispone di due postazioni per la ricarica di veicoli elettrici. Assieme al nuovo store sono stati realizzati una pista ciclopedonale, un nuovo impianto semaforico e un'area verde da 1.700 metri quadrati. Sugli scaffali un assortimento con più di 2.000 referenze, oltre l'80% degli articoli sarà, però, made in Italy.

11

dicembre 2018

ore 16:52

Sanità: S. Orsola diventa Irccs: Regione avvia percorso

Anche per Maria Cecilia di Cotignola; ma è scontro tra partiti (DIRE) Bologna, 11 dic. - L'Emilia-Romagna accelera la rivoluzione della sanità bolognese e dà il via all'iter per trasformare il Policlinico Sant'Orsola in Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). Stessa mutazione prevista che per il Maria Cecilia hospital di Cotignola, nel ravennate. La commissione Sanità della Regione ha oggi dato parere positivo all'avvio del percorso per le due strutture. Per il Sant'Orsola, in particolare, il progetto prevede la trasformazione in Irccs della parte che riguarda «il polo dei trattamenti medico-chirurgici e tecniche interventiste multispecialistiche di alta complessità». Per l'ospedale privato di Cotignola, invece, nell'ambito dell'Irccs verranno racchiuse le discipline cardiovascolari. L'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, ha parlato in commissione di «coerenza delle due domande rispetto alla programmazione regionale». Ha poi sottolineato le differenze tra il modello emiliano-romagnolo e quello lombardo. «Se noi ci presentiamo nel privato- assicura Venturi- ci andiamo con le regole del pubblico. La volontà è investire sul territorio e aumentare l'occupazione qualificatà». Ma tra le forze politiche è scontro, anche all'interno della stessa maggioranza di centrosinistra. Se nel complesso tutti i gruppi si dicono favorevoli al progetto sul Sant'Orsola, infatti, critiche piovono sull'ipotesi Irccs a Cotignola. E persino il Pd si dimostra prudente. «Il Maria Cecilia Hospital deve andare avanti solo se emergono evidenti effetti pubblici della ricerca sulla rete regionale- avverte il segretario regionale dem Paolo Calvano- e se c'è chiarezza su strutture e personale impiegato, che deve essere stabilizzato. Su questo presenteremo un ordine del giorno». Anche Paolo Zoffoli del Pd, presidente della commissione Sanità della Regione, sottolinea come l'ospedale di Cotignola sia «una struttura privata convenzionata con il pubblico. Il via libera ci sarà solo a determinate condizioni, la programmazione la facciamo noi». Più possibilista invece il capogruppo dem, Stefano Caliandro. «Ci possono essere delle eccellenze nel settore privato che è giusto vengano riconosciute», dice a proposito del Maria Cecilia hospital. Quanto al Sant'Orsola, invece, l'indicazione del Pd è «andare avanti senza se e senza ma». La trasformazione in Irccs del Policlinico di Bologna «è un salto di qualità per la nostra sanità". Su Cotignola vanno all'attacco i 5 stelle. «È una scelta politica sbagliata- puntano il dito Silvia Piccinini e Andrea Bertani- con questo progetto si va a colpire la sanità pubblica». I criteri da parte della struttura non sarebbero «rispettati, il progetto non dovrebbe essere riconosciuto. Ed è sbagliato anche mandare avanti parallelamente i due progetti, perché si mettono in concorrenza i due istituti». Stesse critiche arrivano anche dalla sinistra. «Contestiamo un modello di integrazione tra sanità pubblica e privata- attacca il capogruppo Si, Igor Taruffi- l'Emilia-Romagna non deve diventare come la Lombardia, il sistema pubblico deve avere la priorità». Per Silvia Prodi (Mdp) «pubblico e privato sono differenti, la priorità deve essere la ricerca pubblica». Per questo sarebbe bene che il Sant'Orsola «completi rapidamente e con successo la procedura». Per il leghista Daniele Marchetti, invece, «non c'è alcun tipo di preclusione sulle due richieste pervenute. Serve però chiarezza sull'organizzazione sanitaria territoriale. Non abbiamo capito quale direzione prenderà, c'è tanta confusione».

11

dicembre 2018

ore 16:34

Ferì carabiniere durante contestazione a Minniti, denunciato

(ANSA) - BOLOGNA, 11 DIC - Un attivista del collettivo Hobo è stato denunciato per avere aggredito e ferito un Carabiniere, durante la contestazione all'ex ministro Marco Minniti avvenuta lo scorso 27 novembre davanti alla libreria Feltrinelli di Piazza Ravegnana, a Bologna. È un 25enne originario di Perugia e residente in città, accusato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Secondo quanto è stato ricostruito dagli stessi Carabinieri, che lo hanno identificato e denunciato, aveva preso a calci e spintoni uno dei militari impegnati nel servizio di sicurezza, causandogli una lesione a una gamba guaribile in 15 giorni. I manifestanti del collettivo Hobo volevano entrare nella libreria, dove si svolgeva la presentazione del libro di Minniti, ma erano stati bloccati e respinti dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa. (ANSA).

11

dicembre 2018

ore 16:29

Il senatore ed ex magistrato Grasso ha incontrato gli studenti

(DIRE) Bologna, 11 dic. - La carriera di sostituto procuratore, gli studi di magistratura, l'amicizia con Paolo Borsellino, fino all'ultimo incontro prima della strage di Capaci. La lotta alla mafia come impegno sociale e personale, il periodo delle stragi e il ruolo della giustizia in una Sicilia tormentata dalla mafia. Pietro Grasso, una vita spesa contro la criminalità organizzata, giudice nel maxi-processo a Cosa nostra nel 1986-'87, torna a Bologna per parlare agli studenti universitari, una settantina circa, della sua esperienza nella lotta alla mafia, in un incontro ieri pomeriggio alla Scuderia di piazza Verdi promosso dall'associazione Terzo millennio. Di fronte a una platea di giovani, l'ex presidente del Senato e attuale senatore nel gruppo Misto dopo l'esperienza di Liberi e uguali, ha raccontato le tappe fondamentali del suo percorso professionale e umano contenute nel suo ultimo libro "Storie di sangue, amici e fantasmi": dalla decisione di diventare magistrato dopo aver visto i cadaveri per strada uccisi per mano della mafia; l'amicizia con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; il maxi-processo; lo spendersi in prima persona perché, dice citando Gramsci, «l'indifferenza è il peso morto della storia». E aggiunge: «A volte mi chiedono 'perché non ti ritiri?', e io potrei dire 'ho già dato, grazie'. Ma mi sono reso conto che, dopo che hai visto tanti amici e colleghi che sono morti in trincea, non si possa restare fermi e immobili, e rinunciare agli obiettivi di giustizia e legalità». Per questo, Grasso si è definito un «infaticabile sognatore» che mira a «contagiare gli altri con i miei sogni», e forse per questo «un po' ingenuo». Agli studenti ha lanciato il messaggio di ergere a simbolo «dei maestri, dei testimoni come Falcone e Borsellino, che hanno tenuto alto il senso del dovere e il senso delle istituzioni». In conclusione, Grasso ha rivolto un pensiero anche per il 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo: «L'articolo 1 della Convenzione dell'Onu sui diritti dell'uomo dice che tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Bene, noi dobbiamo far sì che si eliminino le diseguaglianze nel nostro Paese per conquistare delle libertà vere e concrete per tutti quanti i cittadini. Siccome sono un sognatore, un idealista, ho la speranza, che mai sarà doma, di arrivare a quell'obiettivo, a quel risultato. Bisogna comunque tendere al risultato della eguaglianza perché quello rende veramente gli uomini liberi» ha concluso Grasso.

11

dicembre 2018

ore 15:40

Italpizza: Cgil, problema ordine pubblico ma è sfruttamento

'Altri rischi lavoratori, Dl sicurezza colpisce blocco traffico' BOLOGNA (ANSA) - BOLOGNA, 11 DIC - La vertenza Italpizza «si sta trasformando in un problema di ordine pubblico, senza tener conto della condizione di sfruttamento e irregolarità ai danni dei lavoratori delle cooperative in appalto»: lo sottolinea la Cgil di Modena, avvertendo che la modalità della protesta rischia di danneggiare gli stessi lavoratori «per gli inasprimenti previsti dal Decreto Sicurezza per reati quali l'occupazione di suolo e blocco del traffico». La Cgil chiede l'apertura di un tavolo istituzionale, sollecitando, inoltre, che «tutte le segnalazioni fatte da Flai-Cgil nel 2016 e nel 2017 all'Ispettorato del Lavoro, al Prefetto di Modena, al Mise e all'Inps trovino una risposta che sino ad ora non è venuta». Le istituzioni, insiste il sindacato, «attivino i controlli al più presto per verificare la genuinità degli appalti ed eliminare situazioni di sfruttamento». Italpizza, spiega la Cgil, «ha ridotto i lavoratori diretti (da 110 del 2008 ai 94 del 2017)», prevalentemente impiegatizi, mentre «ha esternalizzato completamente la produzione che oggi è appaltata sostanzialmente a due cooperative (Cofamo ed Evologica)», con circa 600 soci lavoratori ai quali viene applicato un contratto multiservizi «che la Cgil contesta visto che si tratta di addetti alla produzione delle pizze e va applicato il contratto dell'alimentazione». In Italpizza, sottolinea, «si è creata una forte disparità contrattuale non più accettabile». Ed è la Filcams che segue i lavoratori del contratto multiservizi, ma «si è vista sinora negare l'agibilità sindacale da parte dell'impresa». (ANSA).

11

dicembre 2018

ore 15:35

Igor: dal carcere chiede soldi; vedova vittima, «scandaloso»

(ANSA) - BOLOGNA, 11 DIC - «È uno scandalo che Igor faccia la vittima, se ne sta approfittando. Si comporta così perché oramai è diventato un personaggio e si sente libero di dire quello che vuole». È duro il commento dell'avvocato Giorgio Bacchelli, legale di Maria Sica, vedova del barista di Budrio Davide Fabbri, alle parole scritte dal killer serbo ad una giornalista iberica e riportate dal quotidiano El Español. In una lettera alla cronista, Norbert Feher - che un anno fa, il 14 dicembre, uccise in Spagna due poliziotti e un allevatore dopo i due omicidi commessi in Italia - ha detto di avere tante risposte che la polizia non ha». Ma per Igor tutto ha un prezzo e così per rispondere alle domande che gli vengono fatte, soprattutto sulla sua fuga in Spagna, il killer detenuto nel carcere di Zuera (Saragozza) chiede "2.500 euro". Ma non solo. «La propaganda mediatica mi ha fatto molto male - si è poi lamentato Igor - le esagerazioni sono soltanto servite a rendere le persone timorose. Tutti sono indizi e già affermano... Il linguaggio è un'arma più letale di una mitragliatrice». Una frase, quest'ultima, che per l'avvocato Bacchelli rappresenta "davvero un paradosso". «È incredibile che un delinquente, un assassino che con le armi ha ucciso e ferito - ha aggiunto il legale -, creando allarme sociale, possa permettersi di dire una cosa del genere». (ANSA).

11

dicembre 2018

ore 14:38

Aitini: «Brutto clima. abbassare i toni. Tutti responsabili»

«Sono loro quelli che fanno campagne d'odio. Il mio invito è ad abbassare i toni. La responsabilità deve essere di tutti, nessuno escluso». Così l'assessore alla Sicurezza del Comune di Bologna, Alberto Aitini, risponde a Forza Nuova dopo la bomba fatta esplodere l'altra notte davanti alla sede del movimento di estrema destra a Borgo Panigale. «È molto brutto quello che è successo- commenta oggi Aitini, a margine di una conferenza stampa a Palazzo D'Accursio- abbiamo tutti condannato l'accaduto. Sono cose che non devono succedere, la condanna deve essere totale». Poi aggiunge: «Noi non abbiamo bisogno di farci esami di coscienza. Forse loro, per alcune cose che fanno, come le ronde, sicuramente non vanno nella direzione di aiutare la città. Ma la bomba va condannata senza se e senza ma». Aitini si dice preoccupato, perché «il clima e' molto brutto. E la politica tutta deve avere la responsabilità di svelenirlo. È chiaro che non tutti lo fanno, a partire da alcuni esponenti del Governo. Cavalcare le paure delle persone non è mai una buona cosa. Ma è chiaro che eventi del genere vanno sempre condannati, non devono succedere. Sono sicuro che le forze dell'ordine troveranno presto i colpevoli». L'assessore invita dunque "ad abbassare i toni. Ma non siamo noi ad alzarli- ci tiene a precisare Aitini- anzi, noi cerchiamo sempre di tenerli bassi. Il mio invito è che tutti lo facciamo, chi ha la responsabilità delle più alte cariche di Governo deve assolutamente abbassare i toni, perché il clima non è dei migliori e ne abbiamo tutti la responsabilità". Quanto a Forza Nuova, ribadisce l'assessore, "sono loro che fanno campagne d'odio. Invito ad abbassare i toni, la responsabilità deve essere di tutti, nessuno escluso". (San/ Dire)

06

dicembre 2018

ore 17:47

Stop a odg Sinistra, ma il documento dem apre a riduzione cemento

(Dire) Giusto tener conto della richiesta di diminuire gli indici di edificabilita' ed aprire su questo tema un'interlocuzione con Invimit, ma avanti con il progetto per la nuova scuola e con le bonifiche del terreno. E' la posizione con cui il gruppo Pd si presentera' nell'aula del Consiglio comunale di Bologna per la conclusione dell'Istruttoria pubblica sui Prati di Caprara. La seduta del Consiglio e' prevista per il 10 dicembre e ieri i dem si sono riuniti per valutare il da farsi. A quanto si apprende, e' stata bocciata la proposta avanzata da Coalizione per bussare alla porta di Invimit con odg unitario di tutta l'aula. Il Pd ha ricevuto una bozza di documento, che pero' nei contenuti e' stata giudicata troppo schiacciata sulle posizioni espresse dal cartello di associazioni guidato dal comitato Rigenerazione no speculazione (che, in sostanza, chiede di preservare nella sua interezza il "bosco urbano" dei Prati est).

06

dicembre 2018

ore 17:16

Bianchi: il Bonaccini bis ci sarà

(Dire) "Io sono sicuro che un Bonaccini bis ci sara', perche' abbiamo lavorato molto bene. E questo credo diventera' fondamentale". A dirlo e' Patrizio Bianchi, assessore regionale al Lavoro dell'Emilia-Romagna, che ai microfoni di Radio Citta' del Capo scommette sul secondo mandato del governatore uscente, chiamato alle elezioni l'anno prossimo. Quanto al suo futuro, Bianchi (che ha alle spalle anche un mandato nella precedente Giunta Errani, ndr) sembra mettere un piede fuori da viale Aldo Moro. "Ci pensera' Bonaccini chi vorra' in Giunta con lui- dice l'assessore- io ho lavorato, ho fatto due giri e sono anche pronto a tornare al mio mestiere, all'Universita'". Anzi, secondo Bianchi, "tutti dovrebbero essere pronti a tornare al proprio mestiere, di questa o di un'altra Giunta o del Governo. E' un fatto logico, di sanita' mentale pensare che si ha un mestiere e si fa un servizio alla collettivita' facendo l'assessore o il ministro". Quanto alla crisi del Pd, l'assessore regionale ricorda che "in tutta Europa i partiti di sinistra sono in confusione, perche' si sono allontanati dall'idea di uguaglianza e liberta'. Se il Pd vuole fare un buon lavoro, in questa fase di scelta del nuovo segretario, si mettano tutti insieme e ragionino di contenuti". Secondo Bianchi, infatti, "essere andati verso partiti fortemente personalizzati nella figura del segretario non ha fatto bene. Un partito non vive solo della figura del leader, ma di tante persone anonime che lavorano all'interesse collettivo". E aggiunge: "Non mi interessa cosa fara' Renzi, ma ho l'impressione che sia necessario tornare ai fondamentali. Quando Renzi diceva che bisognava andare allo scontro coi sindacati, noi abbiamo fatto il Patto per il lavoro, che e' il modello della nostra politica", conclude Bianchi.

06

dicembre 2018

ore 16:53

Scuola, Merola: su educazione civica partire da pdl sindaci

"La proposta di legge sull'educazione alla cittadinanza depositata dai sindaci italiani sta coinvolgendo le persone in carne e ossa attraverso la raccolta firme che stiamo portando avanti con convinzione. Ministro Salvini, partiamo da qui, da una proposta orizzontale e non da un disegno di legge calato dall'alto". Così il sindaco a proposito della proposta sull'educazione civica.