enogastronomia

cracco michele de pascale e massimo bottura

A partire da sinistra lo chef Carlo Cracco, il presidente Michele de Pascale e lo chef Massimo Bottura (foto Camilla de Meis)

 

Sono novanta gli espositori emiliano-romagnoli che quest’anno prenderanno parte a Vinitaly in programma dal 12 al 15 aprile 2026 a Veronafiere. L’evento che promuove il vino italiano in tutto il mondo si è già dimostrata l’anno passato un’ottima occasione per far conoscere i prodotti della regione a professionisti del settore, buyer e appassionati di enogastronomia.

Nel 2025 il padiglione della Regione ne contava dieci in meno, ma era comunque tra i più affollati a Veronafiere. Complice anche la presenza della gastronomia stellata di Massimo Bottura. Lo chef emiliano sottolinea: «Lo scorso anno è stato un successo, tutti erano in fila al padiglione dell’Emilia-Romagna per bere e mangiare insieme». Una formula vincente, quella di unire al vino il cibo, tanto da meritare un bis nell’edizione 2026.

Quest’anno, però, il patron dell’Osteria Francescana passa il testimone allo chef e amico Carlo Cracco che, con la sua cucina – e in particolare con la piadina romagnola – delizierà i palati di professionisti del settore, buyer e appassionati di enogastronomia. L’annuncio è arrivato questa mattina durante la conferenza stampa ospitata a Casa Maria Luigia, una delle strutture ricettive aperte da Bottura a Modena.

All’evento era presente il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che ha sottolineato il valore di poter contare sui tanti prodotti che il territorio offre, amati in tutto il mondo. «La nostra Economy Dop vale 3,9 miliardi di euro, di cui 455 milioni generati dal comparto vitivinicolo, dentro un agroalimentare che ha raggiunto 37 miliardi, rappresentando la seconda voce dell’export regionale», ha spiegato de Pascale.

I numeri raccontano un nuovo corso per l’Emilia-Romagna, che della sua pluralità ha fatto un punto di forza. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, cambiamenti climatici e trasformazioni nei consumi - ha confermato - la Regione sceglie di investire in maniera mirata: solo nel biennio 2025-2026 sono stati stanziati 25 milioni di euro per l’intero settore.

La presenza dell’Emilia-Romagna a Vinitaly, dunque, è una scelta strategica: contribuisce a rafforzarne il prestigio a livello internazionale e valorizza l’integrazione sempre più stretta tra enogastronomia, turismo ed esperienza territoriale. Lo ricorda, infine, l’assessora al turismo, sport e commercio Roberta Frisoni: «L’enogastronomia è sempre più un elemento efficace di motivazione del viaggio per i turisti che ci scelgono, e nella nostra regione cibo e vino sono una presenza trasversale: dai trekking alle vacanze balneari, fino alle pedalate nelle Valli di Comacchio».