design
I relatori davanti all’entrata di Villa Turri (foto di Giulia Goffredi)
Una nuova casa per artigiani, designer e produttori locali, che per un anno potranno aprire a prezzi calmierati delle mini-botteghe in cui realizzare e mettere in vetrina le proprie opere. Ma anche uno spazio per tutti i cittadini, dove stare insieme ascoltando musica dal vivo, rilassarsi stuzzicando qualcosa sotto gli alberi o partecipare a corsi di yoga, arte e fotografia. È questo “Test” – di nome e di fatto – cioè il nuovo laboratorio urbano temporaneo che, fino a maggio del prossimo anno, trasformerà Villa Turri e il suo parco in un centro di aggregazione, di rigenerazione urbana e di promozione del commercio di prossimità. L’appuntamento con tutta la cittadinanza è per giovedì 14 maggio alle ore 18, quando la villa Liberty di viale Carducci 30 aprirà per la prima volta le sue porte, dopo essere stata per lungo tempo un’area militare e poi di fatto abbandonata dal 2022.
Un’opportunità per giovani artigiani e piccoli produttori indipendenti di avere una propria vetrina a canoni accessibili, invece di essere relegati ai mercatini a causa dei costi proibitivi degli affitti in centro storico. Ma anche un anno di concerti, mercati e attività per grandi e piccini che permetterà di riattivare un piccolo gioiello del grande patrimonio edilizio bolognese rimasto finora inutilizzato, nell’attesa che a giugno 2027 inizino i lavori per il cantiere dei nuovi uffici della Corte dei Conti, destinazione definitiva dell’immobile. Si tratta di una concessione temporanea da parte dell’Agenzia regionale del Demanio, proprietaria di Villa Turri e del suo parco, che ha affidato la gestione dell’intero complesso a un raggruppamento temporaneo composto da Open Event Srl – la realtà bolognese che già gestisce il DumBo – e Lama Impresa Sociale – una cooperativa fiorentina specializzata in interventi di rigenerazione urbana a base culturale.

Il gazebo nel parco (foto di Giulia Goffredi)
«Si tratta di un vero e proprio esperimento: dare vita a un luogo accessibile a tutti dove testare modelli economici, politiche pubbliche e pratiche sociali», hanno spiegato in conferenza stampa Roberto Lippi di Open Event e Francesca Mazzocchi di Lama. Un luogo dove ospitare le energie creative di tutta la città, che in poco più di due settimane ha raccolto nella sua open call permanente sul sito di “Test” già oltre 160 proposte, tra espositori, artisti e organizzatori di corsi e laboratori, confermando l’interesse dei bolognesi per l’iniziativa.
«Gli usi temporanei possono essere un volano per la rigenerazione urbana della città», è stato il commento di Raffaele Laudani, assessore all’urbanistica, che ha ripercorso i progetti analoghi sotto le Due Torri che sono già in corso e quelli che sono in procinto di partire. «Dopo l’esperienza del Dumbo, che ha dato continuità alla vocazione artistica del suo distretto, sono nati gli spazi a uso temporaneo di Villa Bellombra, dell’ex caserma Masini e di quella Boldrini, a cui adesso si aggiunge Villa Turri e a cui tra poco si uniranno anche gli ex Bastardini. Ognuno di questi progetti è caratterizzato dalle sue specificità, dai rifugi climatici alle sfide abitative, dalla promozione culturale all’intrattenimento giovanile. Qui, l’attenzione è rivolta innanzitutto alla produzione artigianale indipendente».

L’ingresso dell'immobile (foto di Giulia Goffredi)
La nuova avventura di Villa Turri inizierà la prossima settimana, ma già questo giovedì è prevista un’anteprima per il vicinato. Il 7 maggio, dalle 17 alle 19, i cittadini del quartiere Santo Stefano sono invitati a un incontro riservato, per definire insieme le dinamiche di convivenza comune e individuare le funzioni di prossimità più utili. Saranno presenti l’assessore Laudani e la presidente del quartiere Rosa Amorevole.