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Riccardo Orsolini, attaccante del Bologna Calcio (foto Ansa)
«Riccardo Orsolini è una bandiera importantissima per questa società e per i tifosi. Ed è un esempio soprattutto per i giovani». A dirlo è Renato Villalta, ex presidente della Virtus. Intervistato da InCronac@, ha promosso a pieni voti la stagione del numero 7 in attesa del ritorno dei quarti di finale di Europa League previsti per giovedì.
La "bella addormentata", come qualcuno affettuosamente lo definisce, sembrerebbe essersi finalmente svegliata. E con lei, forse, anche il Bologna. Il gol di Orsolini contro il Lecce, segnato domenica nel recupero, non è stato soltanto una liberazione personale, ma una scossa per tutto l’ambiente rossoblù, che ritrova il suo uomo simbolo nel momento più delicato della stagione.
Per capire il peso di questa rete basta guardare i numeri: 132 giorni senza segnare al Dall’Ara, 87 dall’ultima gioia in Serie A, 73 considerando tutte le competizioni. In mezzo, 15 partite senza gol, di cui 11 in campionato. Solo una volta Orsolini aveva vissuto un digiuno più lungo, nelle prime 16 giornate della stagione 2021/22. Eppure, anche nei momenti più difficili, i numeri stagionali restano solidi: 12 reti, la seconda miglior annata della sua carriera dopo quella da record dello scorso anno. Un dato che racconta meglio di tutto il valore dell’esterno rossoblù.
Ecco come Villalta legge il momento: «Nello sport lo sblocco mentale conta moltissimo per tutti i giocatori. Il fatto che un attaccante sia tornato al gol è una cosa molto bella e sicuramente positiva, perché le prossime partite diventano più facili». Un gol che può cambiare prospettiva, alleggerire la testa e restituire quella brillantezza che negli ultimi mesi era mancata. Ma è davvero l’inizio di una nuova fase? «Questo bisogna chiederlo a lui - prosegue Villalta - Credo che mentalmente vada sempre in campo per dare il massimo. Se si è sbloccato anche nella testa, allora quello che ha già fatto in passato gli verrà ancora meglio, con più facilità». Il giudizio sulla stagione, comunque, resta più che positivo: «Per l’impegno merita il massimo. Dodici gol non sono pochi, anzi. Forse è mancata continuità, ma nel calcio è normale. Complessivamente darei una super sufficienza».
Il calo tra dicembre e gennaio, che ha coinvolto sia Orsolini sia il Bologna, secondo l’ex difensore va considerato in un contesto più ampio: «I tanti impegni tra coppe e campionato hanno inciso. Quando giochi ogni tre giorni non riesci ad allenarti come vorresti. Ma in un campionato ci sono sempre alti e bassi: mi auguro che quello sia stato il momento difficile e che ora ci sia una crescita fino alla fine». E il calendario non lascia spazio a esitazioni. All’orizzonte ci sono la trasferta di Birmingham contro l’Aston Villa e poi la sfida alla Juventus: due passaggi chiave per tenere viva la corsa europea. Con un Orsolini ritrovato, nella sua versione migliore, quella che a Bologna gli vale il soprannome "Orsonaldo" i rossoblù possono ancora permettersi di sognare. «Nel calcio le partite non si vincono al bar», ricorda Villalt. «Magari a parole partiamo sfavoriti, ma sono gli episodi a decidere. E quelli possono cambiare tutto». Sulle scelte tecniche, nessuna invasione di campo: «Sono decisioni dello staff e dell’allenatore, che conosce meglio di chiunque la squadra». Infine, uno sguardo al traguardo: Europa possibile o no? «Parliamone dopo giovedì. Bisogna andare in campo con positività e con la speranza di ribaltare il risultato».
E allora sì, forse non è solo un gol. Forse è davvero l’inizio di qualcosa.