Turismo

Spartiti del Museo Internazionale della Musica (foto di Isa Grassano)

 

Non solo portici e tortellini, Bologna è da vent’anni anche “Città Creativa della Musica”. Secoli di storia e di tradizione, dalle primissime jam sessions in Piazza Maggiore di un gruppo di trombonisti a metà del Duecento ai grandi artisti di oggi, come Lucio Dalla, Gianni Morandi e Cesare Cremonini, che sono valsi alla Turrita il riconoscimento Unesco come patrimonio dell’umanità già nel 2006. Quale occasione migliore, allora, con un simile compleanno da festeggiare, per scoprire i luoghi e i personaggi della musica bolognese, grazie anche alle guide e l’itinerario tematico presente sul sito della Fondazione Bologna Welcome, che ha raccontato alla redazione di InCronac@ alcuni dei segreti della città.

Si parte dal lungo portico che in via Zamboni costeggia la Chiesa di San Giacomo Maggiore. Lì, una porta un po’ defilata conduce all’Oratorio di Santa Cecilia. Un piccolo gioiello, che accoglie il più importante ciclo pittorico del rinascimento bolognese: dieci riquadri, realizzati all’inizio del Cinquecento da Francesco Francia (della scuola del Perugino), Lorenzo Costa, Amico Aspertini e da altri artisti, che ripercorrono la vita della santa, martire cristiana considerata la patrona della musica sacra. Tanto che in ben due episodi, lo sposalizio con il marito Valeriano e il miracolo che, immersa nell’acqua bollente, la salva da una morte dolorosa, la vergine sente nelle sue orecchie una melodia celeste. E a dimostrazione del legame che unisce Bologna, la musica e il culto della santa, la Pinacoteca Nazionale in via delle Belle Arti 56 conserva la splendida “Estasi di Santa Cecilia” (1514) del celebre pittore Raffaello, che costituisce proprio il primo esempio di natura morta con strumenti musicali, dipinti ai piedi della donna.

Proseguendo in Strada Maggiore, una tappa obbligatoria è Palazzo Aldini Sanguinetti, che ospita il Museo Internazionale e la Biblioteca della Musica e che ebbe, tra i suoi ospiti più illustri, il compositore Gioacchino Rossini e anche Mozart quattordicenne. Nelle eleganti sale affrescate trova posto una delle raccolte più prestigiose di musica a stampa che va dal Cinquecento al Settecento, con manoscritti, incunaboli e libretti d’opera. Ma ovviamente non può mancare l’esposizione di moltissimi strumenti di varie epoche, compresa una ricostruzione fedele del laboratorio del famoso liutaio bolognese Otello Bignami, donato dagli eredi al museo. Cè anche la prova del compito di Mozart per accedere allAccademia Filarmonica.

Qualche passo più in là, dopo aver percorso via Rizzoli, si raggiunge in via Parigi 5 il Complesso di San Colombano, sorto a partire dal VII secolo su fondamenta romane. Ospita la Collezione di strumenti musicali antichi Tagliavini, di inestimabile valore e ancora funzionante, che include tra gli esemplari più rari, una spinetta cinquecentesca appartenuta all'eroina Beatrice Cenci e il grande cembalo a tre registri costruito nel 1679 dal lucchese Giovanni Battista Giusti.

 

Casa di Lucio Dalla (foto di Giacomo Maestri - Fondazione Lucio Dalla)

 

Arrivando ai giorni nostri, si chiude con la Casa di Lucio Dalla, in via d’Azeglio 15. Dove al citofono si legge il nome di “Comm. Domenico Sputo”, il più noto alter ego dell’artista e dove, in quel connubio tra sacro e profano, tra presepi napoletani e i numerosi ritratti buffi e particolari affissi alle pareti, si ritrova lo spirito libero e anticonvenzionale dell’artista bolognese. Artista cui, lo ricordiamo, è dedicata una delle primissime stelle dei marciapiedi di via Orefici/Caprarie, “La Strada del Jazz” sotto le Torri. Perché, tra le tante melodie che hanno definito e che definiscono ancora il ritmo bolognese c’è proprio il jazz. Che nel Dopoguerra, tra cantine dei palazzi riadattate e band studentesche, aveva il sapore della libertà. Che ha creato quel fermento musicale che avrebbe dato natali a tanti artisti contemporanei. E che oggi, decenni dopo, continua ogni anno a unire le persone grazie al più antico festival italiano dedicato a questo genere musicale. 

Info e itinerari: www.bolognawelcome.com/