lavoro
Da sinistra, il segretario Uil Emilia-Romagna Marcello Borghetti e il presidente della Regione Michele de Pascale (foto di Edoardo Cassanelli)
«Questa Regione nel 2025 ha visto l’80% delle attivazioni di rapporti di lavoro con contratti precari, la giunta cosa sta facendo per contrastare questo fenomeno, è sempre solo colpa del governo? Forse potremmo anche qui ragionare su precariato e lavoro povero, che si stanno diffondendo in una regione e in una città con un alto costo della vita. De Pascale inizi a diminuire l’addizionale regionale per dare respiro ai redditi». Marcello Borghetti, segretario generale Uil Emilia-Romagna, oggi riconfermato nel suo ruolo, non le manda certo a dire a viale Aldo Moro in tema di precariato, che è stato uno dei temi affrontati questo pomeriggio al 13esimo congresso Uil Emilia-Romagna al Dumbo. Un evento importante nel segno di una segreteria regionale che ha riscontrato l’anno scorso un aumento di 5.000 iscritti rispetto al 2024, toccando la cifra totale di 150mila. Un quadro di lavoro che continuerà a portare avanti gli argomenti chiave cari alla Uil, ovvero il lavoro di qualità, l’occupazione, il potere d’acquisto, il contrasto al precariato, la sicurezza sul lavoro, la transizione tecnologica in relazione all’intelligenza artificiale, le politiche industriali e molto altro.
Oltre alla frecciata sul precariato, alla giunta non sono mancate critiche pure sull’ordinanza caldo, che per Borghetti doveva essere attivata già a inizio mese. «Questa è una regione che ha problemi derivanti dal cambiamento climatico, l’ordinanza caldo per i lavoratori sarebbe dovuta essere già pronta ai primi di maggio. Là fuori c’è gente che lavora sotto il sole o nei capannoni senza climatizzazione», dichiara il segretario. «Sull’ordinanza caldo, la richiesta di Uil è giusta, le temperature si possono alzare in maniera precoce anche a maggio, quindi l’anno prossimo si dovrà lavorare non sul dato temporale ma su quello della temperatura. La richiesta pertanto verrà accolta», ammette il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ospite del congresso.
A proposito invece delle politiche industriali, sul territorio emiliano-romagnolo il presidente ha sottolineato che «se l’Europa è in stagnazione, non è che la regione può crescere da sola. Così come Meloni invoca provvedimenti europei, è legittimo che l’Emilia-Romagna invochi provvedimenti nazionali». Di parere opposto il segretario nazionale Uil Pierpaolo Bombardieri, anche lui presente al Dumbo, che si pone sulla stessa linea di giudizio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ieri all’assemblea generale di Confindustria ha duramente criticato le deboli politiche economiche e industriali dell’Ue di fronte all’avversario cinese e alle guerre in corso. «Condivido il pensiero di Meloni, questa è un’Europa assente, sono dei tecnocrati che vivono sulla luna, non sanno niente delle difficoltà e delle sofferenze dei lavoratori. È un’Europa che deve riscoprire la solidarietà come durante il Covid, quando ha investito, quando è intervenuta. Non guarda nemmeno alla transizione sociale, insomma, non è l’Europa che vogliamo», afferma Bombardieri.