Giustizia
Il presidente del Tribunale di Bologna Pasquale Liccardo (foto di Paolo Pontivi)
«L’allarme che voglio lanciare è questo: abbiamo una carenza di organico tabellare amministrativo superiore al 40%. Possiamo andare avanti in questo modo? C’è l’alto rischio che una mole di lavoro debba slittare al 2027». È il presidente del Tribunale di Bologna, Pasquale Liccardo, a far notare la difficile situazione in cui riversa il suo ufficio, il quale è di natura distrettuale, quindi amministra, per alcuni uffici come Direzione distrettuale e Antiterrorismo, conflitti che vanno da Piacenza a Rimini. Questo tipo di disagio potrebbe gravare pesantemente sulla programmazione del secondo semestre del 2026, cioè da giugno a dicembre. I numeri in questo senso sono chiari: a oggi al Tribunale di Bologna, nonostante i fondi del Pnrr, i magistrati togati in servizio sono 77, 10 quelli mancanti, 32 gli onorari attivi, 19 le scoperture di questa seconda categoria. I dati peggiorano se si parla del personale amministrativo, suddiviso tra lavoratori a tempo indeterminato e organico ottenuto col Pnrr. I primi sono 143, con una scopertura pari a 113 unità (44%), i secondi 153 e 41 i non presenti (20%).
«Io mi sto organizzando per il 2027. Devo sapere se al 30 giugno ci sarà una soluzione a questo problema oppure se potrò continuare a contare sulla gente che noi abbiamo formato. È bene ribadirlo, una caduta organizzativa del tribunale non si riflette soltanto sul circondario di Bologna, ma sull’intero distretto», prosegue Liccardo.
Inoltre, va ricordato, a giugno 90 persone del palazzo di giustizia se ne andranno, peggiorando ulteriormente il problema.
«Io devo fare una scelta sulle priorità che l’avvocatura mi segnala, sulle urgenze, ma poi devo essere capace di strutturare l’ordinario in base ai corretti criteri. Il fatto che adesso sia chiamato a preavvisare le parti e a rivedere il semestre da giugno a dicembre di quest’anno è estremamente pregiudizievole. A marzo penso che dovrò riguardare la programmazione coi presidenti di sezione. Per quel tempo vorrei capire come muovermi», aggiunge in più il presidente, facendo persino un appello alla sensibilità del ministro della Giustizia Carlo Nordio, ex magistrato, affinché il caso bolognese possa essere trattato con la dovuta delicatezza.
C’è però un dato positivo di cui tenere conto: nell’ambito dello smaltimento dei procedimenti di matrice civile c’è stata una riduzione anticipata del 90%, sebbene in pendenza ce ne siano ancora 926, a fronte di un obiettivo di 1.651 da raggiungere entro il 30 giugno.