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Isabella Conti e Michele de Pascale presentano il progetto "Scuole aperte" in Regione (foto di Ludovica Addarii)
Quest’anno, per la prima volta, più di 100mila bambini in Emilia-Romagna potranno tornare a scuola in anticipo. Dal 31 agosto al 14 settembre, infatti, le primarie apriranno le loro porte agli alunni dai 6 agli 11 anni: due settimane prima di quanto stabilito dal calendario scolastico regionale, che vede la riapertura ufficiale il 15 settembre. Il nuovo servizio vuole conciliare i tempi di vita e di lavoro delle famiglie, sostenendo i genitori attraverso un’offerta qualificata e calibrata sulle esigenze degli alunni che avranno così l’opportunità di seguire attività extrascolastiche sportive, culturali e educative, oltre che laboratori musicali, di gioco, o di creatività.
Per la prima sperimentazione di questa estate, la Regione stanzierà tre milioni di euro con l'assestamento di luglio per finanziare le attività in 42 municipi, per una platea potenziale di 100mila bambini. Dall'estate 2027, invece, la misura diventerà strutturale per tutto il territorio emiliano romagnolo e potrebbero parteciparvi circa 300mila bambini, per un costo ipotizzato attorno ai 10 milioni di euro l'anno. L’iniziativa viene inserita nella legge per la natalità in corso di gestazione e finanziata attraverso quel canale.
La novità è stata promossa e presentata oggi in Regione da Isabella Conti, assessora alla Scuola, Welfare e Politiche per l’infanzia, e sostenuta dal presidente Michele de Pascale. «Quello del calendario scolastico è un tema molto sentito - sottolinea l'assessora - abbiamo ascoltato tutte le parti coinvolte e ci siamo resi conto che un cambiamento avrebbe creato ripercussioni su tanti ambiti e saremmo comunque intervenuti solo su poche giornate. Abbiamo allora immaginato di organizzare attività nelle scuole primarie nelle due settimane più critiche per chi lavora, dal 31 agosto fino al 14 settembre».
Al momento, i Comuni inclusi nel progetto sono 42 (Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Cesena, Mercato Saraceno, Sarsina, Montiano, Nuovo Circondario Imolese) e tre le Unioni di Comuni (Bassa Romagna, Romagna Faentina e Terre d’Argine). A loro verrà lasciata la possibilità di interpretare il progetto adattando l’offerta educativa in base alle proprie esigenze e caratteristiche. Il modello così flessibile fa sì che gli orari e i costi per le famiglie dipenderanno dalle scelte dei singoli territori.
«Grazie a questa prima fase di sperimentazione potremo mettere a punto nuovi servizi per i nostri alunni e alunne delle scuole primarie, con l’obiettivo di rendere strutturale l’offerta educativa a partire dal 2027, estendendola a tutti i Comuni della nostra regione che vorranno aderire», spiega de Pascale. «Quello del calendario scolastico è un tema molto sentito, abbiamo ascoltato tutte le parti coinvolte e ci siamo resi conto che un cambiamento avrebbe creato ripercussioni su tanti ambiti e saremmo comunque intervenuti solo su poche giornate. Come la tiri la coperta resta corta, ma quando l'Emilia-Romagna non trova una soluzione la inventa e questa soluzione secondo noi risolve tutti i problemi», ha concluso.