Terrorismo
Il pezzo di tratta ferroviaria vicino a Pesaro che ha subito uno dei sabotaggi (foto Ansa)
«Libertà per tutt* * ribelli in gabbia!». Finisce così il messaggio pubblicato oggi - in apparenza più che un gesto di solidarietà nei fatti una rivendicazione - sul sito di ispirazione anarchica “La Nemesi” e inerente al rogo di una cabina elettrica, innescato sabato 7 febbraio della linea ferroviaria nei pressi della Stazione di Pesaro, contro le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Si tratta di uno degli attentati a tre linee che gravitano sul nodo di Bologna e che in quel giorno hanno causato danni e disagi a treni e viaggiatori con il ritrovamento, a Castel Maggiore, a pochi chilometri dalla Stazione Centrale, di due ordigni incendiari rudimentali. Il titolo del messaggio in questione è chiaro e diretto: “Rompere il ghiaccio. Rivendicazione del sabotaggio incendiario della linea ferroviaria contro i Giochi olimpici”. Nel testo si citano partner dei Giochi come Leonardo e Eni, che secondo chi ha scritto il pezzo «speculano su guerre e devastazione della terra in nome del feroce progresso capitalista». Uno scritto dunque che si pone sullo stesso piano di quello uscito ieri su un altro sito, “Sottobosko.noblogs”, e riferito appunto al 7 febbraio, giornata inaugurale dei Giochi.
Eventi che ricalcano molto gli atti incendiari che nel 2024, in vista delle Olimpiadi di Parigi, hanno bloccato gran parte della rete dell’Alta velocità in Francia. Oltre a quelli, sono ritornati alla mente pure alcuni atti terroristici avvenuti negli ultimi vent'anni sotto le due Torri, come i pacchi bomba all'ex presidente del Consiglio Romano Prodi e al sindaco Sergio Cofferati, le pentole esplosive di via Terribilia, il raid alla sede Eni di via San Donato fino alle agitazioni per il caso Cospito nel 2023, che ha portato a 16 indiziati rinviati a giudizio. Anche la pubblicazione uscita ieri si chiude con una frase a effetto, ovvero «Fuoco alle Olimpiadi e a chi le produce», parole che sembrano davvero alludere a una chiara rivendicazione di matrice anarchica e che hanno portato alla reazione del ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini. Il segretario della Lega ha parlato infatti di «stanare i delinquenti ovunque si nascondano».
Per il ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi, questi messaggi, oltre agli attentati alle ferrovie, si ricollegano ai recenti scontri avvenuti a Milano nel fine settimana, sempre a causa delle Olimpiadi invernali, e a quelli del 31 gennaio fatti partire dai manifestanti a Torino per via dello sgombero del centro sociale Askatasuna lo scorso 18 dicembre. I portavoce del centro sociale, inoltre, hanno già annunciato una grande manifestazione nazionale a Roma il 28 marzo, una chiara sfida al governo che ha suscitato il disappunto del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Intanto sono in corso a Bologna le indagini sui sabotaggi e sugli ordigni incendiari rinvenuti a Castel Maggiore. Si cerca di capire, soprattutto, se in anni recenti siano stati sfruttati congegni simili. Infatti, gli investigatori della Digos, diretti dalla squadra specializzata in terrorismo della Procura coordinata dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi, dovranno fare una comparazione tra i due ordigni, dei quali uno è rimasto inesploso.