il libro
Targa in memoria dell'eccidio di Marzabotto (foto Ansa)
Sono passati 81 anni dall’eccidio di Monte Sole. In sei giorni, le SS hanno fatto terra bruciata nelle zone del Bolognese più vicine ai partigiani uccidendo 1.830 innocenti fra donne, bambini e anziani. Marzabotto divenne così il simbolo della crudeltà nazifascista, ed è oggi riconosciuta come il vessillo della resistenza partigiana. L’importanza di quel territorio per la memoria collettiva è al centro di “A partire da Marzabotto”, il nuovo libro del deputato del Pd Andrea De Maria, un intreccio fra testimonianza personale, con il racconto della sua esperienza da primo cittadino del comune bolognese, e appello pubblico, cercando di rimettere al centro della politica l’antifascismo.
Cosa significa, in concreto, fare politiche della memoria?
«Significa essere consapevoli che le radici della nostra democrazia sono nell'antifascismo e nella Resistenza, lì c' è la forza della nostra Costituzione. È giusto unire il Paese e le istituzioni su una memoria condivisa, ma va fatto nella chiarezza. La nostra Repubblica nasce dalla Resistenza antifascista e la nostra Costituzione è antifascista, non solo perché vieta la ricostruzione del Partito Fascista, lo è in tutti gli articoli fondamentali. La destra che oggi governa legittimamente il Paese è spesso ambigua su questo e credo sia chiamata a una riflessione, proprio a fronte delle responsabilità istituzionali così rilevanti che oggi ricopre».
In che modo ha inciso la sua esperienza da sindaco di Marzabotto nel suo impegno politico?
«Per me è stata una straordinaria esperienza umana e politica. Sul piano formativo prima di tutto e dell'incontro con tante e con tanti. E anche una grande responsabilità. Essere Sindaco a Marzabotto significa insieme confrontarsi con l'attività amministrativa ed essere un riferimento dentro e fuori i confini dell'Italia, per quello che Marzabotto rappresenta nella storia del Paese».
Perché crede che si debba tornare a parlare di Resistenza?
«Oggi siamo chiamati, in un mondo complesso e contraddittorio e nella fase storica che vive l'Italia, a far vivere concretamente i valori costituzionali di libertà, democrazia, giustizia sociale. A far vivere oggi i valori della Resistenza».
Cosa vuole trasmettere ai giovani con il suo libro?
«Intanto una esperienza e una scelta di vita che ho fatto da giovanissimo, da quando ero adolescente, e con ho mai tradito. Spero di trasmettere un poco della passione politica che ha segnato la mia vita e che non mi ha mai abbandonato, anche una idea della politica che si ispira a una grande storia e a ideali forti. E poi la consapevolezza che la storia che ci ha portato fin qui è la condizione per battersi oggi per un domami migliore».