Sostenibilità
Uno dei render del progetto del Muba (foto Ansa)
Tensione al Pilastro al sito di costruzione del Museo dei bambini e delle bambine con un gruppo di ambientalisti da lunedì in presidio permanente per impedire l'abbattimento di alcuni alberi. Oggi una nuova manifestazione ha visto anche un contestatore arrampicarsi sul fusto di un albero.
Il Muba dovrebbe sorgere nel parco Mitilini – Moneta – Stefanini, l'area verde del quartiere fra via Pirandello e via Casini, ed era stato inserito nel programma elettorale dell'amministrazione Lepore già durante la campagna per le Comunali del 2021. Come riportato dal blog «PilastroBologna», l'iter progettuale è partito nel 2022 e dal 2024 è attivo un Cantiere di Comunità per coinvolgere le associazioni del territorio nella definizione dei dettagli del nuovo spazio.
Gli attivisti del comitato Mu.basta da inizio settimana hanno organizzato proteste e atti dimostrativi contro il taglio di quattro alberi del parco mentre alcune decine fra poliziotti in tenuta antisommossa e agenti della Digos sono stati schierati lungo il perimetro dell'area di cantiere.
Come riportato dai canali social del gruppo – creato esplicitamente per opporsi alla realizzazione del museo dei bambini – la resistenza della comunità del Pilastro vuole sensibilizzare sulla gestione del patrimonio ambientale della città, contrastando la cementificazione delle aree verdi portata avanti con «progetti calati dall'alto che non rispondono alle esigenze di chi abita il quartiere» e chiedendo che gli spazi pubblici non vengano privatizzati.
Dopo le proteste degli ultimi giorni – arrivate anche in Piazza Maggiore con un picchetto – il sindaco Matteo Lepore ha diffuso un documento per spiegare in cosa consisterebbe il progetto, rispondendo indirettamente agli attivisti proprio per quanto riguarda la sostenibilità ambientale del Muba. Secondo Palazzo d'Accursio, attraverso la realizzazione del museo, il quartiere dovrebbe guadagnare 38 nuovi alberi con una superficie permeabile aumentata di 130 metri quadri rispetto allo stato attuale. Anche per quanto riguarda i timori di nuove privatizzazioni il Comune puntualizza che il museo, a differenza di esperienze simili in altre città, sarà un progetto «interamente a guida pubblica» con l'obiettivo di creare al Pilastro uno spazio dove «cultura ed educazione possano essere strumento di emancipazione e di equità» per i più piccoli.