musei
L'assessora alla Cultura Gessica Allegni (foto regione Emilia-Romagna)
«All’interno dei musei esiste un tesoro sommerso che rappresenta il 95% del patrimonio culturale mondiale. Realtà nascoste, ma affascinanti, che toccano anche la nostra Regione», ha detto Cristina Ambrosini, Dirigente del Settore Patrimonio Culturale della Regione Emilia Romagna, alla conferenza di presentazione di “Depositi e patrimoni in rete”, ovvero la prima rete strutturata in Italia dedicata alla gestione e valorizzazione dei depositi museali. Da qui nasce la rassegna “Depositi Aperti”, che dal 7 marzo al 31 maggio, offrirà al pubblico 11 appuntamenti guidati dove sarà possibile esplorare il "dietro le quinte” di un museo.
Un’iniziativa unica nel Paese, e per ora tutta emiliano-romagnola, che coinvolge 12 istituzioni culturali tra musei e pinacoteche. Il percorso, iniziato nel 2021, è culminato nel giugno 2023 con la costituzione formale della rete. Ad aderirvi il Museo Civico di Modena, che funge da ente capofila, il Museo Civico di Reggio Emilia, il Museo Archeologico di Bologna, il MAMbo e il Museo Morandi sempre sotto le due torri, proseguendo con il Museo della Civiltà Contadina - Istituzione Villa Smeraldi a Bentivoglio (BO), il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo (RA), il Museo del Duomo di Fidenza (PR), il Museo Casa Cervi di Gattatico, la Civica Pinacoteca "Il Guercino" di Cento (FE), la Sinagoga e Museo Ebraico "Fausto Levi" a Soragna (PR) e infine il Gruppo Archeologico Cesenate "Giorgio Albano" con il Museo Archeologico di Cesena.
«I depositi sono il cuore pulsante dei musei perché in essi si svolge la ricerca, la conservazione, e la tutela del patrimonio che intendiamo possa passare alle nuove generazioni», ha detto nel corso della conferenza, tenutasi in Viale Aldo Moro, Valentina Galloni, Direttrice del Museo Civico di Modena,
Grazie al programma internazionale Re-Org, metodo sviluppato da Iccrom e Unesco, è stato possibile formare un team di 60 professionisti capaci di lavorare con standard condivisi e agire tempestivamente in situazioni di emergenza. Ottimizzare gli spazi, garantire la raggiungibilità di ogni singolo oggetto con pochi movimenti, migliorare la qualità della conservazione e della sicurezza, e creare un linguaggio professionale comune tra le diverse istituzioni: questi i mantra di Re-Org nella formazione degli esperti.
Una collaborazione, quella tra i professionisti dei 12 musei, che non si ferma solo alla teoria. Nel maggio del 2023 il loro intervento è stato provvidenziale per soccorrere le realtà romagnole colpite dalle alluvioni. Ma non solo, l'esistenza di una rete regionale di depositi permette l’acquisto collettivo di materiali conservativi e la condivisione di competenze specialistiche, generalmente inaccessibili per le piccole realtà.
L'obiettivo del progetto sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna è quello di trasformare i depositi dei musei partecipanti da luoghi sconosciuti a centri di ricerca e partecipazione pubblica.
«Il nostro patrimonio è un pezzo di quella infrastruttura democratica che abbiamo il dovere di curare e di preservare. La cultura è sia cura del patrimonio che di noi stessi», sottolinea Gessica Allegni, Assessora alla Cultura dell’Emilia-Romagna.
Guardando al futuro, l'intenzione della Regione sarà di consolidare il modello utilizzato dall’attuale rete e trasformarlo in un laboratorio nazionale di innovazione culturale, accogliendo i nuovi musei idonei e promuovendo l’uso delle moderne tecnologie digitali (le cosiddette Digital Humanities). Tutto questo con lo scopo di valorizzare un patrimonio, quello dei depositi, ancora troppo invisibile e poco conosciuto dalla massa.

I professionisti operanti per “Depositi e patrimoni in rete” (foto Emilia-Romagna)