la protesta

Il presidio degli attivisti al Parco Mitilini (foto di Edoardo Cassanelli)

 

Hanno deciso di farsi avanti e di dire la loro nello stesso giorno in cui il Comune ha deciso di proseguire con "convinzione" nella realizzazione del Museo per i bambini e le bambine, che da qualche giorno sta creando tensioni in quartiere san Donato, in particolare al Pilastro, culminate nei danneggiamenti al cantiere come atto di protesta contro l'abbattimento di quattro alberi. Prima che, in serata, l'assessora Matilde Madrid annunciasse di non "non accettare che la prepotenza di alcuni impedisca la realizzazione di un progetto condiviso con la cittadinanza", il sostegno al Muba era arrivato direttamente dal comitato "Muvet", collettivo formato «da più di 100 "pilastrini", abitanti e operai del quartiere», come ha precisato, in mattinata, uno dei componenti, Maurizio Sani.

Secondo "Muvet" il progetto è positivo: «Da mesi parliamo con l’amministrazione per far emergere i bisogni di questo territorio e vedere che tutto viene distrutto da atti criminali e violenti. Questo ci rammarica», dice Riccardo Pellegrino. membro del comitato, riferendosi al presidio e alle proteste dei contrari. La costruzione del museo secondo il comitato potrebbe risolvere molti problemi della zona, il particolare il degrado e lo spaccio. «Quella che viene fatta è una cosa importante, delocalizzare la cultura e portarla in periferia. Si pensa sempre a determinati quartieri per i servizi sociali. Che al Pilastro venga portata la cultura e un progetto per l’infanzia è una buona iniziativa», sottolinea una rappresentante del comitato. Una nuova costruzione sopra uno spazio verde pubblico non preoccupa i pro-Museo: «Ci sono 5.000 alberi piantati, abbiamo il triplo della dotazione di verde pubblico che c'è in città», afferma Maurizio Sani, anche lui di Muvet. «Noi aspettiamo il tram che sarà un momento importante di collegamento con la città. Futura – continua Sani -  è un progetto strategico che si lega al territorio potenziando il polo educativo culturale. Qui si creano sinergie educative tra casa gialla, biblioteca ed educazione».

Punti di vista che non tutti condividono. Dall’altra parte, in presidio permanente ci sono gli attivisti (ambientalisti, residenti e comitati di cittadini Mu Basta e Besta) che hanno deciso di restare accampati sotto l’ultimo albero non abbattuto. Una resistenza contro la decisione dell’amministrazione, che ieri mattina ha bloccato la costruzione del cantiere. Tra le voci contrarie Francesca Fortuzzi, consigliera del quartiere San Donato e membro del comitato MuBasta: «Sono dispiaciuta del comportamento aggressivo dell’amministrazione che vuole intestarsi qualcosa non tenendo conto delle esigenze del quartiere». In difesa del parco c’è anche Sergio Spina, maestro ed ex residente: «Questo è un parco che è stato difeso già 60 anni fa, quando operai e impiegati del quartiere si resero conto dell’orrore di far costruire proprio qui e riuscirono a far cambiare il piano regolatore». La percezione più condivisa resta quella della mancanza di ascolto verso il quartiere: «Futura è un bel nome – dice Spina – ma non riguarda chi vive in questo parco che non ha la possibilità di partecipare in maniera attiva. Qui servono servizi per la salute, dal dentista al pediatra, ma anche case nuove e bandi Acer». Qualcuno dei residenti esclama: «I giardini margherita sarebbero perfetti per questo progetto». Tra i contrari c’è anche chi non apprezza la presenza della stampa, un numero contenuto per fortuna, che potrebbe inficiare gli sforzi dei residenti che lottano per una causa legittima. Alcuni cronisti sono stati, più di una volta, avvicinati da alcuni attivisti che hanno provato, durante una manifestazione pubblica, ad impedire di scattare foto e riprendere la scena, anche con insulti.

A parte questo, resta la frattura tra residenti che al momento non vede spazi di riconciliazione. Secondo i favorevoli il presidio permanente non è composto da "pilastrini": «Anche noi siamo attivisti del quartiere. Quelli accampati non sono di qui», dice Susi Rialto, anche lei dei comitato Muvet. L’attività di comunicazione del progetto Futura secondo i favorevoli è stata fatta da più di due anni: «Sono due anni che scriviamo del progetto Futura sul blog pilastro.bologna.it ma non c’è stato grande interesse fino a quando è scoppiato il caso».