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Da sinistra: Giorgia Boldrini, Wang Dongling, Adriana iezzi, Giuliana Benvenuti (foto di Andrea Scordino)
Una rassegna di opere che unisce il cuore di Bologna alla Cina contemporanea. È la mostra “Oltre l’inchiostro” che, dal 7 maggio fino al 5 luglio 2026, occupa le sale delle Collezioni Comunali d’arte e apre le porte di Palazzo d’Accursio al pubblico. L’iniziativa, che celebra la calligrafia cinese, raggruppa opere che spaziano dai caratteri arcaici più antichi, fino alle nuove sperimentazioni e contaminazioni artistiche.
La mostra nasce sotto il segno della cooperazione, per portare in città artisti di fama internazionale. «I nostri musei civici sono l’esempio di istituzioni che riescono a collaborare con realtà anche lontane. Iniziative come questa confermano l’importanza di rassegne così trasversali», ha detto Giorgia Boldrini, direttrice Settori Musei Civici del Comune di Bologna, durante la conferenza di presentazione.
La mostra è anche frutto di una preziosa sinergia tra musei civici e l’Università di Bologna. Giuliana Benvenuti, delegata per il patrimonio culturale dell'Alma Mater, sottolinea l’importanza dell’evento: «È motivo di orgoglio vedere questa collaborazione prendere forma nel miglior modo possibile. Così si potrà portare il calligrafismo cinese e le sue tradizioni a un pubblico vastissimo, unendo tradizione, presente e futuro».
A illustrare il percorso che ha portato alla nascita della mostra, la professoressa ordinaria del dipartimento di interpretazione e traduzione Adriana Iezzi, curatrice ufficiale: «La calligrafia in Cina è l’arte per antonomasia, la forma d'arte più nobile». Proprio perché i cinesi non hanno un alfabeto, i caratteri per loro hanno una valenza grafica ed estetica molto forte. «Per i cinesi la calligrafia è un atto identitario. Sebbene i modelli estetici siano rimasti invariati – continua Iezzi – solo a seguito del 1980 alcuni artisti hanno deciso di sperimentare nuove tecniche di scrittura». Nelle sale della mostra sono infatti presenti raffigurazioni calligrafiche dove è presente l’introduzione del colore, tradizionalmente assente, e anche le contaminazioni con altre forme artistiche. Nell’esposizione delle opere la calligrafia è articolata insieme alle arti visive, con i graffiti e con le arti performative. Ognuno di questi filoni artistici occupa diverse sale dei musei civici. «Con oltre 40 artisti e più di 55 opere – afferma Iezzi - "Oltre l'Inchiostro" suggerisce proprio la capacità della scrittura di trasformarsi in altro». Molte opere uniscono il segno grafico alla musica, creando un’esperienza immersiva. Accanto ai caratteri tradizionali cinesi raffigurati su carta con pennello e inchiostro, non mancano anche schermi, dove il calligrafismo cinese prende vita. All’interno del percorso espositivo sono esposti dei Qr code che rimandano a un archivio, il primo di calligrafia cinese contemporanea al mondo. Al termine della mostra sarà possibile attraverso uno schermo touch screen navigare nell’archivio».

Protagonista assoluto dell'inaugurazione è il maestro Wang Dongling: «Sono onorato di esporre nella patria di artisti e scrittori famosi. Ho voluto omaggiare la cultura italiana e quella cinese mettendo a confronto due giganti della letteratura: Dante Alighieri e Li Bai, uno dei più famosi poeti cinesi». L’artista ha creato due raffigurazioni calligrafiche, realizzate su collage fotografici, che fondono le liriche di Li Bai e i canti danteschi, unendo visivamente due mondi distanti secoli e chilometri.
Alla mostra sono legate anche quattro serate di performance, la prima sarà eseguita dal maestro calligrafo Wang Dongling, che per inaugurare il progetto, creerà un’opera su un rotolo di carta di riso utilizzando la sua famosa scrittura in stile luanshu o scrittura caotica.
"Oltre l’Inchiostro" resta un'occasione unica per riflettere e far conoscere un'arte, quella della calligrafia cinese che, pur restando fedele alle proprie radici millenarie, sa parlare il linguaggio della contemporaneità e della tecnologia.
