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L'aeroporto di Bologna Guglielmo Marconi (foto Ansa)
«Abbiamo preso atto del provvedimento della Regione, ma anche del fatto che si sottolinea come Bologna debba continuare a svilupparsi e lavorare sulla propria crescita. Se i segmenti di mercato vengono portati avanti in modo armonico rispetto alle dinamiche generali, credo che ci sia spazio per tutti». Così l’amministratore delegato dell’aeroporto Guglielmo Marconi, Nazzareno Ventola, sul nuovo piano aeroporti approvato dall'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna lo scorso lunedì.
La nuova legge prevede infatti uno stanziamento di circa 4 milioni di euro che serviranno per sostenere l’intermodalità nella regione mentre due milioni di euro serviranno per coprire la council tax, una tassa comunale sui diritti d'imbarco per gli scali con meno di 700.000 passeggeri annui. Tra i diversi intenti della nuova legge, che vanno dalla riduzione dell’inquinamento acustico, fino ad arrivare ad un modello unico gestore simile a quello Veneto, non mancano incentivi e bonus per favorire il trasporto di merci dagli aerei alle rotaie, incrementando così il trasporto intermodale. Ad accogliere positivamente i risvolti fiscali del nuovo piano aeroporti è stata la compagnia aerea low-cost irlandese Ryanair che ha annunciato nove nuove rotte distribuite tra Parma, Forlì e Rimini, prevedendo una crescita dei posti del 50%.
L’effetto indesiderato del nuovo piano sarebbe quello di indebolire il Guglielmo Marconi, così come paventato dalla giunta Lepore. Ventola però precisa: «Se lo sviluppo avverrà in maniera armoniosa e organica non vediamo problemi occupazionali. Se invece dovessero esserci spostamenti che vanno oltre le normali dinamiche di mercato, allora potrebbero esserci degli impatti». Parlando del futuro dello scalo di Bologna, l'amministratore delegato Ventola spiega: «Se si guarda a scali comparabili con Bologna come Napoli o Venezia possiamo immaginare una crescita fino a mezzo milione o 750 mila passeggeri in più sull'intercontinentale. Difficilmente si potrà andare oltre il milione di passeggeri su questo segmento. Ma siamo un aeroporto da 11 milioni, quindi ci vuole anche il low cost che resta la componente principale del mercato europeo e continuerà a esserlo».